A FOSTER + PARTNERS IL RIBA STIRLING PRIZE 2018

12/10/2018

A FOSTER + PARTNERS IL RIBA STIRLING PRIZE 2018
Le pinne frangisole in bronzo della facciata della nuova sede londinese di Bloomberg assolvono a funzioni bioclimatiche e al contempo connotano fortemente l´edificio (© Nigel Young / Foster + Partners)

Norman Foster vince il Riba Stirling Prize 2018 per la realizzazione della nuova sede europea di Bloomberg a Londra. All’unanimità, la giuria del Riba ha giudicato la realizzazione di Foster + Partners meritevole del premio, superando la concorrenza di altri cinque progetti di nuovi edifici realizzati nel Regno Unito.

È la terza volta che lo studio londinese si aggiudica lo Stirling Prize (l’ultima fu nel 2004), un riconoscimento mai raggiunto da altri studi di architettura. La motivazione del premio è da ricercare nel carattere sostenibile dell’intervento e per il fatto che il nuovo edificio rappresenta un “traguardo monumentale” raggiunto dall’architettura con la nuova sede di Bloomberg (a cui abbiamo dedicato la copertina e un articolo su IoArch #74).

La caffetteria al sesto piano del quartier generale di Bloomberg con vista sulla cattedrale di St. Paul (foto © Nigel Young / Foster + Partners) 

 

Nelle motivazioni la giuria ha sottolineato «il carattere sobrio e dinamico degli interni realizzati, il livello di ricerca, innovazione e sperimentazione della progettazione e anche la stretta collaborazione tra cliente e progettisti». 

La scala elicoidale degli headquarters londinesi di Bloomberg (© Nigel Young / Foster + Partners)

 

«La creatività di Foster + Partners e il patrocinio di Bloomberg – ha affermato Ben Derbyshire, presidente di Riba – non hanno solo innalzato il livello di progettazione degli uffici, ma ne hanno superato il limite. L’edificio è una profonda espressione di fiducia nell´architettura britannica e illustra perfettamente il motivo per cui il Regno Unito è oggi la capitale globale della professione».

L´atrio di ingresso dalle pareti a doppia curvatura rivestite in legno di quercia rossa americana; in alto l´opera di Olafur Eliasson "no future is possible without a past" (foto © Nigel Young / Foster + Partners)

 

Dal canto suo, Norman Foster ha definito il premio la «dimostrazione dell’incredibile spirito collaborativo tra lo studio di progettazione e lo stesso Mike Bloomberg, che ha sostenuto l’intero progetto dall’inizio alla fine. Un confronto di idee su ogni aspetto del progetto: dalla sostenibilità alla creazione di una sede adatta al lavoro dei suoi dipendenti».

Gli elementi della facciata dell´edificio (foto © Nigel Young / Foster + Partner)

 

«Quando abbiamo intrapreso questo progetto – ha affermato Michael Bloomberg – volevamo creare un design all´avanguardia che potesse andare oltre i limiti degli attuali edifici per uffici. Un obiettivo che ha comportato stabilire nuovi standard di sostenibilità. Allo stesso tempo, volevamo rendere omaggio alla storia di Londra e contribuire alla sua vitalità. Il premio è la dimostrazione che, grazie al brillante lavoro di Norman Foster, ci siamo riusciti».

La maglia esterna assolve alle funzioni strutturali generalmente affidate al core centrale (foto © Nigel Young / Foster + Partners)

 

David Adjaye, presidente della giuria, ha commentato «l’edificio Bloomberg è stato un impegno sbalorditivo per l’architettura di qualità. Il progetto, grazie alla creazione di nuovi spazi pubblici, ha dimostrato anche un grande livello di generosità nei confronti della città».

Lo spazio pubblico all´estremità della Bloomberg Arcade con la scultura, Forgotten Streams, di Cristina Iglesias (foto © Nigel Young / Foster + Partners)

Lo spaccato del quartier generale di Bloomberg (© Foster + Partners)

 

Alla realizzazione della nuova sede Bloomberg di Londra ha contribuito anche l´azienda italiana di arredi per l´ufficio UniFor, che ha fornito 4.700 postazioni di lavoro realizzate su disegno dello studio londinese.

 

Con Foster + Partners erano finalisti del Riba Stirling Prize di quest´anno i progetti di Níall McLaughlin Architects, Waugh Thistleton Architects, Jamie Fobert Architects, Evans & Shalev e Hanley Halebrown.



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