AL VIA I LAVORI DELLA SEDE DEL GRUPPO CAP

10/12/2019

AL VIA I LAVORI DELLA SEDE DEL GRUPPO CAP
Render del progetto della nuova sede del Gruppo Cap a Milano. Il progetto è Claudio Lucchin & Architetti Associati (Parsi Render)

Al via i lavori di realizzazione della nuova sede del Gruppo Cap, la società pubblica che gestisce il servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano e di numerosi comuni delle province di Lodi, Monza Brianza, Pavia, Varese e Como. 

Questa mattina infatti, in via Rimini a Milano, alla presenza del presidente del Gruppo, Alessandro Russo, delle autorità locali e dell’architetto Claudio Lucchin, titolare dello studio CL&AA Claudio Lucchin Architetti Associati di Bolzano e progettista dell’intervento, è stata posata la prima pietra dell’edificio che ospiterà i nuovi uffici della società.

Si tratta di un progetto ambizioso, che punta a riqualificare una zona del quartiere Romolo, nella zona sud della città.

Il progetto di Lucchin, selezionato tra oltre trenta progetti internazionali, intende rappresentare un edificio che come un’arca fluttua su una piazza d’acqua: un luogo aperto al quartiere e ai suoi cittadini.

L’idea dell’acqua e il concetto di interconnessione sono stati alla base del progetto di Lucchin (Paris Render).

 

I lavori, iniziati nell’ottobre dello scorso anno con la demolizione dell’edificio esistente e proseguiti prima con la bonifica dei terreni e poi con le operazioni di scavo, sono realizzati da Cmb e avranno una durata di due anni circa.

Gli uffici e gli altri spazi della nuova sede si svilupperanno su 11.250 metri quadrati di superficie, distribuiti su sei piani. Verranno realizzati, oltre gli uffici, open space, laboratori, una caffetteria aperta anche al pubblico esterno, un’expo area, un asilo nido (non solo per i lavoratori dell’azienda) e un auditorium. Una volta terminati i lavori vi troveranno posto oltre 400 dipendenti. Il principio base sarà la combinazione di strutture modulari, open space e aree delimitate da utilizzare in base alle specifiche attività da svolgere in linea con le tendenze dello smart working.

L’edificio è caratterizzato da finestre a nastro, a motivo ortogonale, distribuite in modo irregolare, che richiamano la conformazione dei canali e delle reti idriche che caratterizzano il territorio metropolitano milanese (Paris Render). 

 

Altro elemento di novità è l’auditorium, che avrà una capienza di 200 persone e che, affacciandosi direttamente sulla piazza, sarà uno spazio disponibile a essere usato dal quartiere.

Il nuovo headquarter sarà quindi un edificio aperto alla comunità, dallo sviluppo orizzontale, così pensato per non rompere l’equilibrio di una zona prevalentemente residenziale.

Ai cittadini verranno fornite tutte le informazioni sugli aspetti di sicurezza che coinvolgono i lavoratori, i dettagli sull’impatto ambientale dei lavori, le emissioni di COe delle polveri, l’uso dell’acqua e lo smaltimento dei rifiuti in tutte le fasi della costruzione. 

Il valore sociale dell’opera si concretizza anche in un accurato piano energetico a zero emissioni e zero consumi di energia. Scelta questa che permetterà di concorrere a ottenere il certificato Leed Gold.

Per il riscaldamento e il raffreddamento verrà utilizzata l’acqua di prima falda, con una termoregolazione ad aria controllata che consentirà un’ottimale gestione delle temperature.

Per quanto riguarda gli aspetti illuminotecnici i progettisti non hanno fatto ricorso a grandi vetrate: l’edificio infatti è caratterizzato da finestre a nastro, a motivo ortogonale, distribuite in modo irregolare, che richiamano la conformazione dei canali e delle reti idriche che caratterizzano il territorio metropolitano. Pozzi di luce di ampie dimensioni garantiranno la connessione visiva tra i piani e l’illuminazione nell’area centrale dell’edificio.

Alessandro Russo, presidente del Gruppo Cap al momento della posa della prima pietra

 

Lo scavo delle fondazioni e il luogo della posa della prima pietra della nuova sede del Gruppo Cap

 

«L’idea della cura e della distribuzione dell’acqua e il concetto di interconnessione sono stati alla base del progetto ‒ ha sostenuto Lucchin -. L’arca vuole essere un edificio privo di barriere fisiche e visuali verso la strada, un edificio aperto che dialoga con la città e la cui funzione pubblica traspare dall’apertura del piano terra, ove si insedieranno funzioni aperte al quartiere e ai suoi abitanti».

Il tema della relazione con la città e i cittadini si nota anche nell’aver collocato nel vicino Parco La Spezia un punto informativo e di incontro con gli abitanti della zona: un hub di iniziative di informazione e animazione rivolte al quartiere.



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