ARCHITETTURA, SPAZIO PUBBLICO, CITTÀ

31/10/2017

ARCHITETTURA, SPAZIO PUBBLICO, CITTÀ
I nuovi headquarters di Pdf Habitat a Champigny-sur-Marne, progetto di Piuarch, Stefano Sbarbati e Incet Ingnégnerie (ph ©Martin Argyroglo)

Progettata da Piuarch, Stefano Sbarbati e Incet Ingénierie a seguito di un concorso vinto nel 2013, la nuova sede di Champigny-sur-Marne di Idf Habitat, società pubblica francese che sviluppa operazioni di housing sociale e gestisce circa 10.000 abitazioni, nasce dalla volontà di realizzare un complesso efficiente dal punto di vista funzionale e capace di proporsi come un tassello indispensabile all’interno del processo di trasformazione dell’intera area, in precedenza industriale e separata dalla città da un terrapieno ferroviario. 

L´ingresso della sede di Idf Habitat, ph © Martin Argyroglo

 

L’edificio infatti fa parte della ZAC des Bords de Marne, ambizioso programma di riqualificazione indirizzato a definire un nuovo comparto sociale, culturale e produttivo connesso alla città – il comune, 75mila abitanti, si trova a 15 km da Parigi – e ne traduce le aspettative, generando un sistema dalla forte identità.

Caratterizzata da una pianta a L e da un profilo di altezza variabile, la volumetria si sviluppa in una forma articolata e stabilisce margini netti, disegnando una piazza antistante e definendola come spazio collettivo. Ogni lato reagisce alle preesistenze attraverso un rapporto di pieni e vuoti: in corrispondenza dell’ingresso e quindi della piazza, la facciata è una quinta permeabile, completamente vetrata e schermata da un sistema di loggiati con diverse altezze, interrotto mediante una serie di discontinuità della trama che aggiungono dinamicità alla composizione.

Il prospetto si propone qui come una sezione attraverso la quale scoprire gli ambienti di lavoro tra cui la lobby, piccole sale riunioni, uffici privati e il grande corpo scala o, al contrario, come un modo per proiettare all’esterno la vita dell’edificio.

ambienti di lavoro all´interno del nuovo edificio (ph ©Sergio Grazia)

 

Sul lato opposto all’ingresso il fronte si fa invece più compatto, con un ritmo serrato di aperture verticali: si tratta delle facciate sud, est e ovest, dove è necessario filtrare l’irraggiamento solare e creare una barriera acustica contro il rumore generato dal vicino passaggio dei treni.

ph ©Sergio Grazia

 

L’involucro è realizzato in calcestruzzo gettato in opera e successivamente levigato per un effetto uniforme; integra, infine, il sistema costruttivo, collegato a solai alveolari prefabbricati con una luce di 13 metri, senza necessità di appoggi intermedi. Ne risulta una pianta libera, che può essere organizzata in base alle necessità: una soluzione resa possibile non solo dall’assenza di pilastri e setti portanti ma anche dalla dotazione impiantistica, che scorre verticalmente nel punto di incrocio tra le due ali per essere poi inserita nel pavimento galleggiante in corrispondenza di ciascun livello.

Anche la modularità delle facciate, scandite da finestre della larghezza di 67,5 cm con un passo di 135 cm, concorre al medesimo obiettivo e facilita le eventuali operazioni di cambiamento dell’assetto spaziale interno.

Unica “regola” del layout, flessibile e modificabile nel tempo, è il continuo accostamento tra aree lavorative e ambiti collettivi. I quattro piani di uffici posti sopra al basamento – dedicato interamente ad accogliere un parcheggio in quanto l’intervento insiste su un terreno a rischio di esondazione – mescolano spazi differenti e includono ampie zone di socializzazione sia interne sia esterne, assicurando così una grande qualità ambientale per i dipendenti.

Qualità incrementata anche dalla terrazza creata in copertura, con tavoli, sedute, sdraio ed elementi per la schermatura solare, che contribuisce a definire un luogo piacevole.

in copertura una terrazza abitabile migliora il comfort degli occupanti (ph © Martin Argyroglo)

 

Le forme espressive dell’edificio prendono dunque origine dalla ricerca di una sostenibilità a tutti i livelli e da un dialogo costante con il territorio e con il più ampio programma di riconversione dell’area di Champigny-sur-Marne. 

 

Idf Headquarters

Concorso ristretto, primo premio

Località 59 Avenue Carnot, Champigny-sur-Marne

Cronologia 2013-2017 costruito

Progetto architettonico Piuarch e Stefano Sbarbati

Progetto strutturale e impiantistico Incet Ingénierie

Supeficie costruita 3.000 mq

Committente Idf Habitat

Costo 7.100.000 euro

Ampie porzioni vetrate schermate all´esterno assicurano grande luminosità interna e viste sull´intorno (ph ©Ser5gio Grazia)



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