ARTE, A GIUGNO LA PRIMA BIENNALE DI HELSINKI

16/03/2020

ARTE, A GIUGNO LA PRIMA BIENNALE DI HELSINKI
Margaret e Christine Wertheim e the Institute For Figuring. Coral Forest alla Lehigh University Arts Galleries (PA). La nuova commissione delle artiste, The Helsinki Satellite Reef, sarà presentata alla Biennale di Helsinki. Photo courtesy LUAG by Stephanie Veto.

The Same Sea è il tema della prima Biennale di Helsinki, in programma dal 12 giugno al 27 settembre 2020 a Vallisaari, un’isola al largo di Helsinki nel Mar Baltico. 

Il concept trae spunto dall’ambiente naturale per proporre ai visitatori una riflessione sulla salvaguardia dell’ambiente e sull’interdipendenza. 

Curata da Pirkko Siitari e Taru Tappola, la Biennale di Helsinki riunirà 40 artisti finlandesi e stranieri. Tre quarti delle opere presentate saranno nuove commissioni e “site-specific” che abbracciano temi diversi, dalle relazioni, alla natura, ai confini, alle identità, alle tracce umane, al tempo e all´empatia. 

Come manifestazione fisica dell´interconnessione, la grande costruzione in legno Quay 6 di Jaakko Niemelä accoglierà i visitatori che sbarcano al molo nord di Vallisaari. Facendo riferimento allo scioglimento dei ghiacci della Groenlandia, la costruzione raggiunge i sei metri di altezza, rispecchiando l´innalzamento del livello del mare nel caso in cui il ghiacciaio dovesse scomparire completamente.

Christine e Margaret Wertheim porteranno The Helsinki satellite Reef, nuova commisisone evoluzione del Crochet Coral Reef presentato anche alla Biennale di Venezia dello scorso anno, uno dei più grandi progetti scientifici e artistici partecipativi al mondo. Realizzata in plastica riciclata, compresi i sacchetti di plastica in disuso, la barriera corallina fatta a mano viene creata con gli abitanti di Helsinki, richiamando l´attenzione sugli ammassi di rifiuti in plastica che minacciano gli oceani.

Anche altre commissioni hanno coinvolto le comunità locali di Helsinki, come la collaborazione fra Paweł Althamer e la vicina Suomenlinna: Open Prison for Seven Prisoners è un documentario in due parti e un film VR che invita gli spettatori a unirsi a sette detenuti (tra cui lo stesso Althamer) a una fuga dalla prigione, attraverso acque aperte e paesaggi mutevoli.

L´isola di Vallisaari, al largo di Helsinki, dove si svolgerà la prima Biennale di Helsinki

 

Attraverso l’uso di materiali riciclati, il Faro di Vallisaari di Tadashi Kawamata diventa un punto di riferimento temporaneo costituito da materiale trovato su Vallisaari. Situato in cima ad un vano ascensore simile a un bunker e innalzato fino a raggiungere diversi metri di altezza, il faro può essere visto da vari punti di osservazione in mare, dalla vicina isola di Suomenlinna e dal lungomare di Helsinki. 

Anche l´opera di Marja Kanervo attinge alle infrastrutture esistenti sull´isola. Lavorando in loco su tre piani del blocco A della Pilot House, gli interventi di Kanervo - forme e segni impressi nello spazio - si fondono con le tracce degli ex residenti, in bilico tra vita reale e finzione.

Posizionata all´esterno della Alexander Battery – una delle principali sedi della biennale – la scultura in grande scala di Laura Könönen – parte dell´opera più grande No Heaven up in the Sky – rappresenta un´esplosione di frammenti di roccia rotti, constringendoci a rivisitare le nostre idee di stabilità e permanenza. 

Katharina Grosse maschera con un grande dipinto in situ le pareti esterne dell´ex edificio scolastico di Vallisaari, convergente con il paesaggio circostante. Più che un dipinto convenzionale, il risultato del processo pittorico di Grosse è più simile a una scultura che emerge da una posizione geografica.

Facendo eco all´impegno della Biennale di Helsinki di ispirare il dibattito pubblico sul rapporto tra umanità e natura, l´Unità di ricerca BIOS istituirà la Stazione di ricerca di Vallisaari all´interno dell´ex deposito antincendio dell´isola.

Ospitando seminari e conferenze di scienziati in visita durante tutta la biennale, il progetto del BIOS si concentra in particolare sulla connessione perduta e spezzata tra l´ambiente e l´economia. 

Unendo l´isola marittima alla città, la Biennale di Helsinki estende la sua presenza anche alla terraferma; le opere di EGS, Janet Echelman, Janet Echelman, Rirkrit Tiravanija & Antto Melasniemi e Zodiak, oltre a una mostra personale di Gustafsson&Haapoja all’HAM (3 aprile-16 agosto 2020), saranno integrate da una speciale collaborazione con il Dipartimento d’Arte di Facebook.

Inoltre, per tutta l´estate un programma di mostre, eventi, workshop e attività didattiche si concretizzerà nell’Helsinki Biennial Inspired.



Commenti



Nessun commento presente.


PAGINA: