ARTE, CINEMA E MAKERS: LA MANIFATTURA DI DOMANI

21/06/2019

ARTE, CINEMA E MAKERS: LA MANIFATTURA DI DOMANI
Plastic Dreams, percorso di videoinstallazioni ideato da Boiler Room per gli spazi recuperati della manifattura Tabacchi (ph © Niccolò Vonci)

L’open night del 21 giugno inaugura – negli spazi ristrutturati dell’edificio B9 e del cortile della ciminiera nella Manifattura Tabacchi di Firenze – un fitto calendario di iniziative che animerà l’estate fiorentina fino al 14 settembre, con  la direzione di Tommaso Sacchi, neo assessore alla cultura del Comune di Firenze.

Tuttavia non si tratta di un festival, bensì di un modello di comunità creativa e aperta alla città che prefigura ciò che diventerà Manifattura Tabacchi dopo che l’approvazione del piano di recupero e la firma della convenzione urbana con il Comune di Firenze hanno dato il via ai lavori di trasformazione dell’area.

Su un’area industriale di 100.000 mq nelle immediate vicinanze del centro storico sorgono ben 16 edifici, progettati da Pier Luigi Nervi, costruiti negli anni ’30 e abbandonati dal 2001.

Il complesso dell´ex Manifattura Tabacchi di Firenze si sviluppa su un´area di 100.000 mq

 

La ‘manifattura di domani’, con interventi il più possibile di recupero e restauro del complesso originale, accoglierà la terza sede cittadina di Polimoda, il secondo The Student Hotel della città, atelier e laboratori di makers, artisti e creativi e residenze.

Il progetto, che prevede un investimento complessivo di oltre 200 milioni di euro, è promosso da Manifattura Tabacchi Development Management Srl, società partecipata da Cdp Cassa Depositi e Prestiti e da Aermont, una società di sviluppo immobiliare inglese che con questa operazione fa il proprio ingresso per la prima volta in Italia.

Primo esempio operativo e funzionante del programma futuro l’edificio B9 che si inaugura oggi con l’avvio degli appuntamenti estivi: 3.000 mq tra spazi interni e esterni che ospitano i laboratori di otto makers e l’installazione site specific Fabbrica dell’Aria, una serra con essenze vegetali selezionate per creare un dispositivo di purificazione dell’aria interna, ideata dal professor Stefano Mancuso con Pnat, spin off accademico dell’Università degli Studi di Firenze.

L´edificio B9 e il cortile della ciminiera (foto © Niccolò Vonci)

 

Nel progetto di Q-bic, studio fiorentino fondato da Luca e Marco Baldini, il B9 è un edificio conservato – l’intervento ha comportato un investimento di 1,5 milioni di euro – dove e possibile leggere i caratteri originari dell’edificio e la storia della Manifattura (che quando era in attività accoglieva 1.400 dipendenti): interventi di recupero intelligenti, impianti nuovi a vista, con l’aria di recupero che attraverso un condotto entra nella serra/dispositivo ideata da Mancuso per uscirne ripulita, grandi finestre in ferro recuperate da un edificio adiacente e trasformate in porte basculanti che delimitano gli ambienti dei makers.

Gli spazi dei makers e, sulla destra, il dispositivo/serra Fabbrica dell´Aria ideato dal professor Stefano Mancuso e realizzato da Pnat

 

Sempre nel progetto di Q-bic un’altra ala del B9, che abbraccia una delle porzioni curvilinee dell’originario corpo uffici e fronte principale del complesso, è stata trasformata in sei residenze d’artista (curatore Sergio Risaliti, direttore del Museo Novecento di Firenze) e ospiterà le installazioni d’arte contemporanea del programma estivo.

Davanti, Toast Project Space, il casotto in ferro e vetro dell’ex-portineria, trasformato, da un’idea dell’artista Stefano Giuri, in luogo che ospita, a rotazione, un’opera site-specific (al momento, visitabile fino al 23 giugno, Now_now, di Marco Ceroni; a seguire e fino al 31 agosto, Swan lake and Swan Dance a cura di Guendalina Ceruti).

Partner tecnici dell´intervento B9 e della Fabbrica dell´Aria Artemide e Cosentino

Toast Project Space, in ferro e vetro, già casotto della portineria



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