Il nuovo dipartimento delle arti islamiche al muse

19/02/2009

Il nuovo dipartimento delle arti islamiche al muse
Il nuovo padiglione dissimula il proprio ingombro nella storica corte Visconti

Coprire la corte Visconti con una struttura vetrata sarebbe un´idea novecentesca molto razionale per uno spazio che, fino a oggi, si é mantenuto aperto. Alterare questa corte con un ingombro architettonico estraneo imporrebbe alle facciate giá poco luminose un´infelice e irreversibile penombra. Smembrare l´Arte Islamica su piú livelli significherebbe contribuire alla rottura della identitá della sua narrazione. Creare dei mezzanini richiamerebbe ingiustamente la cultura dei grandi magazzini. Imporre ai tesori orientali una definitiva impossibilitá di fuga da una corte chiusa, testimone delle epopee stilistiche francesi, costringendoli tra quattro mura, rimanderebbe anche concettualmente a una volontá di confinamento della cultura islamica. L´occidente ha sempre ragione, ma il Louvre non la pensa cosí. Possiamo sognare un altro atteggiamento che, con meno pesantezza e maggior grazia, accolga amichevolmente l´Islam con l´immagine della mano tesa di Montesquieu al persiano in visita a Parigi.

Le scelte architettoniche e museografiche
La Cour Visconti non sará coperta, ma resterá visibile: questa é la scelta architettonica degli architetti Mario Bellini e Rudy Ricciotti, alla ricerca di una integrazione dolce tra un progetto architettonico contemporaneo e un sito storico. Considerando che il sottosuolo é l´ultima risorsa fondiaria disponibile e che esiste giá al Louvre una tradizione di sfruttamento del sottosuolo, si tratta, ancora una volta, di non sprecare questa opportunitá. Peraltro, le due facciate della galleria Daru hanno il privilegio di essere a contatto con l´esterno tramite delle belle finestre: vedere la pioggia, il cielo, il sole, la luce, suggestive a Parigi soprattutto in inverno quando nevica, ebbene tutto questo é un privilegio raro al Louvre. Coprire la corte significa squilibrare la galleria di Samotracia e creare una vicinanza semantica desacralizzante tra l´arte greco-romana e l´arte islamica. Questo progetto si propone invece di lottare contro una maledizione che parrebbe voler martirizzare tutta l´avventura, il patrimonio architettonico e artistico dell´Islam in un solo impeto al quale mancherebbe il dubbio come intuizione concettuale. La presentazione delle collezioni si dispiegherá dunque su 3.000 mq. suddivisi in due livelli. Il primo - al livello della corte - presenterá le opere comprese tra il VII e il X secolo; il secondo - al livello interrato ovvero al livello del ?nuovo? piano terra - esporrá le opere dall´XI al XIX secolo con la prestigiosa collezione di tappeti. I nuovi spazi saranno coperti da un velo luminoso che, effondendo una discreta illuminazione diffusa, flotterá delicatamente sull´allestimento museografico. Dall´interno si avrá la percezione delle facciate della corte; dalle sale si potrá ammirare il gioco di pieghe e onde della copertura che dará all´insieme una poetica suggestione.

Il percorso museografico
Il visitatore, provenendo dalla Piramide, giungerá al livello piú basso dell´Aile du Manége (ovest), allo stesso livello della Cour Visconti; invece che risalire le scale mobili che portano al livello superiore, sará attirato dalla spettacolare visione del velo che anima la corte di una nuova presenza: l´entrata al nuovo Dipartimento di Arte Islamica. Il percorso di visita forma un circuito perfetto, non introducendo alcuna circolazione superflua. Le altre collezioni distribuite attorno alla corte saranno messe in risonanza con le collezioni d´arte islamica grazie alla connessione con quelle delle Trois Antiques, della Grecia Pre-Classica, dell´Egitto Copto e dell´Egitto Romano. Il progetto museografico rifiuta la parcellizzazione spaziale per privilegiare la continuitá del percorso di visita. La luce naturale sará largamente diffusa dal velo di copertura, la cui stratigrafia sará trattata in modo da poterne graduare l´intensitá. In estate l´intensitá luminosa all´interno delle sale espositive non supererá il livello di lux previsti per la buona conservazione dei reperti esposti e per il comfort dei visitatori. Al livello piú basso delle sale, la vista del velo sará possibile in numerosi punti, grazie alle aperture previste nelle solette lungo il perimetro della corte, confermandone il ruolo di elemento unificatore delle collezioni.

Il velo
La copertura é realizzata da una struttura spaziale metallica rivestita da due pelli, una esterna, vetrata e una, interna, di controsoffittatura di rivestimento. Al fine di generare una texture leggera e traslucida, particolare attenzione é stata posta allo studio morfologico e cromatico: tubi rotondi per avere ombre morbide e colore chiaro per alleggerirne la presenza. Lo spessore della copertura é variabile, determinato anche dalle esigenze strutturali. Al fine di seguire l´andamento ondulato della copertura e garantire una perfetta contiguitá del rivestimento, la superficie esterna di copertura é composta da 2.352 triangoli piani di circa 120cm di lato.
Le strutture, superiore e inferiore, sono collegate da montanti verticali. Questa composizione facilita la fabbricazione e il controllo geometrico della realizzazione della carpenteria. La struttura reticolare poggia su 8 colonne inclinate articolate alle estremitá e tre ? triangoli? di controventatura sui tre lati. Le facciate verticali sono in vetro chiaro con un´altezza che varia tra i 50 e i 560 cm. La larghezza dei pannelli in vetro é di circa 240 cm, in modo da corrispondere alla trama delle struttura spaziale metallica di copertura. I vetri sono altamente trasparenti di tipo ?low iron? o ?extra clair? purificati dagli ossidi di ferro.

Museo del Louvre - dipartimento delle Arti Islamiche, Parigi
2005 / in corso (inaugurazione prevista per la fine del 2010)
Concorso internazionale. Progetto vincitore
Promosso da: Musée du Louvre, Parigi, Francia
Cliente: Musée du Louvre, Parigi, Francia

Superficie di progetto
Esposizione permanente: 3.000 mq
Altre funzioni - esposizione temporanea: 1.000 mq
Locali tecnici: 500 mq

Equipe di progetto
Architetti: Mario Bellini, Rudy Ricciotti
Bureau d´Etude Technique: BERIM - Société d´Ingénierie
Muséographie: Mario Bellini, Renaud Pierard

Consulenti
Copertura e vetrate: Hugh Datton Architect
Illuminotecnica: L´Observatoire 1
Economista: Société DAL
Sicurezza: Cabinet Casso



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