Rinasce a Berlino il simbolo dell´identitá tedesca

13/05/2009

Rinasce a Berlino il simbolo dell´identitá tedesca
Veduta del nuovo Humboldt-Forum a Berlino

A Berlino la discussione sulla ri-costruzione dello Stadtschloss era iniziata subito dopo l´abbattimento del Muro e se la ?ricostruzione critica? della cittá aveva fin qui portato a una prolifera-zione di forme del moderno tale che ogni nuovo edificio si identifica quasi esclusivamente con il ?suo? architetto, alla fine il bando di concorso appro-vato dal Bundestag era stato molto chiaro: ricostruire le facciate, i corpi di fabbrica e la corte d´onore (Schl?terhof) del Castello - progettati o trasformati nei primi anni del Settecento da Schl?ter, Eosander e B?hme - l´edificio trasversale che se-parava i due cortili interni e la cupola sopra il portale del fronte occidentale, eretta da St?ler e Schadow a metá dell´Ottocento.
Semidistrutto dai bombardamenti nel 1945, lo Stadtschloss era stato de-
finitivamente raso al suolo nel 1950
da Ulbricht (al contrario di quanto era avvenuto in altre capitali dell´Europa dell´Est), e Honecker nel 1976 aveva eretto al suo posto il Palazzo della Repubblica.

La ricostruzione
Il progetto dello studio Stella, scelto tra i 29 partecipanti al concorso, si attiene alle prescrizioni del programma. Il grande blocco parallelepipedo del palazzo reale e imperiale, a cui si é riferita nel tempo la costruzione dei luoghi centrali della cittá e l´architettura di tanti suoi monumenti, ritorna dopo cinquant´anni nel luogo dove é stato per alcuni secoli con le sembianze di chi fosse sempre stato qui. Le sue facciate si ripresentano come la ?pelle? di un corpo simile a quello perduto, con un muro massiccio dello spessore costante di un metro, evitando l´effetto artificioso di una ?maschera? dai mille pezzi appesi a un qualche scheletro di acciaio. In accordo con la configurazione delle facciate, si ripropone anche la ripartizione degli spazi interni in quattro piani principali, ciascuno all´antica quota o quasi.

Il nuovo
Nel contempo il progetto prevede la nuova costruzione di un insieme di luoghi e di corpi di fabbrica all´interno dell´antico cortile occidentale e un nuovo edificio esterno sul lato verso la Sprea, adiacente al muro cieco del Castello barocco, al quale si addossavano le precedenti costruzioni della residenza dei sovrani brandeburghesi.
I cinque corpi di nuova costruzione aggiungono una molteplicitá di luoghi aperti e chiusi a quelli dell´antico castello: due edifici stretti e lunghi, con spazi del tipo ?a galleria?, sui lati contrapposti di un nuovo cortile-piazza; due edifici cubici, con spazi del tipo ?ad aula?, fra le piazze e le strade coperte dell´Agora; l´edificio-belvedere verso la Sprea, concepito come una scenografica architettura senza tempo e ?senza abitazione?, fatta solo di scale e loggiati sovrapposti. All´interno dell´antico castello si costruisce lo Schl?terhof con una nuova facciata sul fronte orientale, quella facciata che anche Schl?ter avrebbe voluto piú simile alle altre tre da lui disegnate; ma soprattutto si costruisce per la prima volta un cortile, denominato Schloss-Forum, che attraversa tutto l´edificio nel suo asse mediano. E estende fra i due portali contrapposti, che sono sempre stati i luoghi dell´ingresso e dell´uscita dal castello, il punto d´arrivo e d´inizio
di alcune delle principali strade e piazze della cittá di allora e di oggi: la Breite Strasse a sud e la Unter den Linden a nord. Di questo luogo, che puó definirsi un cortile di palazzo o un atrio d´ingresso allo Humbolt-Forum, si puó dunque dire con certezza che sará una piazza centrale della cittá, un luogo che per misura e figura puó ricordare, fra gli esempi piú noti, la Piazza degli Uffizi a Firenze.

L´architettura
L´architettura si affida ai principi razionali della dialettica di ?muro? e di ?colonna?, di sistema murario e trilitico; qui in particolare la combinazione di un insieme di triliti, evocativi degli ordini di colonne, e di una ravvicinata parete finestrata, suggerisce in maniera inequivocabile il carattere pubblico del luogo e degli edifici. Interne al blocco dell´antico castello, nell´area del suo cortile occidentale, si costruiscono per la prima volta anche la ?piazza colonnata? e le ?strade?, illuminate da cieli di vetro, della cosiddetta Agora, un insieme di luoghi e di spazi coperti di in-teresse generale (teatro, auditorium, ristoranti, sale per esposizioni temporanee e altro) che possono essere raggiunti e utilizzati anche autonoma-mente: sono disposti al piano terra e in un piano sotterraneo, fra loro collegati dallo scalone che spacca l´aula colonnata dell´ingresso lungo l´asse mediano. Due lunghe scale contrapposte, in fondo alla sala dell´ingresso, condu-cono alle biblioteche e ai laboratori del sapere del primo piano (gli spazi della Biblioteca Regionale e dell´Universitá Humboldt), e salendo ancora, ai diversi spazi espositivi dei musei delle civiltá extraeuropee, disposti al secondo e terzo piano.

STUDIO STELLA

Franco Stella
(Thiene, VI) si é laureato in architettura allo IUAV nel 1968 con Giuseppe Samoná. Dal 1973 insegna Composizione Architettonica, fino al 1989 allo IUAV e dal 1990 alla Facoltá di Architettura dell´Universitá di Genova.
Ha partecipato a numerosi concorsi nazionali e internazionali ottenendo numerosi primi premi. Ha realizzato residenze private in Italia e in Germania,
edifici per uffici, complessi scolastici e alcuni padiglioni della Fiera di Padova.



Michelangelo Zucchini

(Monselice, PD) si é laureato in architettura presso l´Istituto Universitario di Architettura di Venezia nel 1985 con relatore il prof. Franco Stella con cui da allora collabora, sia nella partecipazione a concorsi sia nella progettazione pre-liminare e esecutiva, e nella direzione dei lavori.


Progetto

prof. arch. Franco Stella, Vicenza

collaboratore:

arch. Michelangelo Zucchini

Consulenti specialisti

coordinatore:
Winkens Architekten, Berlin

impianti:
BLS Energieplan GmbH, Berlin

strutture:
CRP Bauingenieure GmbH, Berlin

costi:
Ingenieurb?ro Schmid Gesellschaft fur Projektsteuerung und Bau?berwachung mbH, Berlin

modello:
Maurizio Bassignani, Genova



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