CARLO VALSECCHI E IL GASOMETRO DI BOLOGNA

01/02/2019

CARLO VALSECCHI E IL GASOMETRO DI BOLOGNA
Carlo Valsecchi: # 01114 Bologna, IT. 2018. Stampa C-Print, montaggio plexiglass with dibond, cm 180 x 220

Nel quadro degli eventi di Art City Bologna, presso la Sala degli Incamminati della Pinacoteca Nazionale la multiutility Hera organizza la mostra di Carlo Valsecchi Gasometro M.A.N. n.3, quattordici fotografie che illustrano il processo di restauro della struttura che dal 1930 caratterizza lo skyline della città.

A ingresso libero, la mostra rimarrà aperta fino al 31 marzo ed è accompagnata da un volume curato da Luca Massimo Barbero, pubblicato da Silvana Editoriale. 

Al di fuori di ogni intento archeologico, il lavoro di Valsecchi presenta la struttura del gasometro – non più in funzione dal 1984 – come un organismo vivente in continua trasformazione. Come i suoi altri lavori caratterizzati da un dialogo continuo e diretto con i luoghi che di volta in volta affronta, questo progetto fotografico di Valsecchi rappresenta piuttosto una riflessione sull’evoluzione dello spazio.

L’approccio analogico e geometrico analitico nei confronti della fotografia di grande formato – un medium che ne contraddistingue tutta la produzione –porta Valsecchi a scomporre e ricomporre il soggetto per restituirlo sotto una forma inedita.

Carlo Valsecchi, trittico. “# 01118, # 01117, #01116”. Ogni opera "Bologna, IT, 2018", stampa C-Print, montaggio plexiglass con dibond, dimensioni cm 120 x 150

 

«Lavorare seguendo il principio analogico mi permette di liberarmi da qualsiasi vincolo con la realtà. Una libertà assoluta che, senza mai mancare di rispetto alla realtà stessa, mi introduce in un mondo immaginario e fantastico dove posso prendere tutti gli elementi che ho di fronte e osservarli da angolature diverse, muoverli nello spazio cercando una “nuova” collocazione, letteralmente “spingerli” nella luce piena per cercare di ottenere solo quell’elemento che racchiude tutti gli elementi, ricercare la loro “luce propria” indipendentemente da quello che vedo illuminato, leggerli e rileggerli fino a comprenderne la natura di soggetto insita in essi  – spiega Valsecchi, che aggiunge – Il progetto sul Gasometro è nato durante una visita a Bologna. Questa affascinante struttura ha innescato la mia curiosità, sono entrato in dialogo con il Gruppo Hera, società proprietaria, per avere la possibilità di fotografarlo. Da questo dialogo assai interessante è nato il progetto Gasometro M.A.N. n. 3».

«Abbiamo voluto questa mostra – commenta Tomaso Tommasi di Vignano, Presidente Esecutivo del Gruppo Hera – per far emergere l’elemento distintivo del nostro intervento di recupero, che esula da una dimensione meramente conservativa e consegna alla città una struttura capace di interloquire attivamente con il suo paesaggio fisico ed emotivo.

Un artista importante come Carlo Valsecchi – prosegue Tommasi – è stato capace di cogliere fino in fondo questo aspetto, consentendoci di rappresentare anche attraverso l’arte lo spirito con il quale ci mettiamo quotidianamente al servizio dei nostri territori di riferimento».

 

Il Gasometro di Bologna

Il Gasometro M.A.N. n. 3 si trova all’interno della sede del Gruppo Hera, una delle maggiori multiutility italiane operante nei settori ambiente, idrico ed energia.

In funzione dal 1930, viene utilizzato fino al 1984 per stoccare il gas usato in città. Alto 52 metri con un diametro di 30, è considerato un gioiello di architettura industriale nel cuore del capoluogo emiliano.

Il gasometro consiste in un involucro in lamiera di forma prismatica a 16 facce, che poggia su una base in calcestruzzo di cemento, con una costruzione ‘a secco’ all’epoca molto poco diffusa in Italia. All´esterno tre passerelle sono collegate tra loro da una scala che ruota attorno alla costruzione.

L´ultimo forno per la distillazione del carbone è stato spento il 7 ottobre 1960 e per qualche anno sono stati usati i gasometri per lo stoccaggio del nuovo gas metano. Negli anni Ottanta, con l´introduzione di nuovi impianti di stoccaggio, il gasometro è stato definitivamente dismesso.

Facendosi carico del suo restauro, il Gruppo Hera l’ha reso protagonista dell’area su cui insiste la sua sede principale, recentemente inaugurata dopo importanti lavori di ammodernamento e riqualificazione.



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