Casalgrande Old House

13/02/2012

Casalgrande Old House

In provincia di Reggio Emilia, l´architetto Kengo Kuma ha curato il progetto di recupero funzionale architettonico di una tipica casa colonica situata all´interno del sito produttivo di Casalgrande Padana. L’intervento di riqualificazione è stato realizzato nel rispetto delle caratteristiche dell’edificio preesistente, divenuto archivio storico e di documentazione dell’azienda e luogo per mostre, incontri ed eventi culturali.

La costruzione e il giardino che circondano La Old House creano un dialogo tra antico e moderno, esterni e interni con il vicino Casalgrande Ceramic Cloud, installazione monumentale disegnata sempre da Kuma, inaugurata nel 2010 e situata di fronte allo stabilimento. Nel progetto degli esterni, simbologie sottendono un nuovo ordine di riferimento in un territorio segnato da profondi cambiamenti. L’architetto ha concepito una serie di ideali linee di fuga che, irradiandosi dal Casalgrande Ceramic Cloud, delineano le diverse aree attorno alla Old House (lungo le quali sono state disposte le essenze del giardino). I percorsi nel verde sono rivestiti con dei lastrici in grès porcellanato.

La muratura in laterizio riporta filologicamente alle origini della vecchia casa colonica e non lascia intuire nulla degli interni, in cui lo stato di degrado ha imposto un radicale intervento di rinnovo di sintesi, sia per gli spazi che nell’utilizzo dei materiali. Per gli interni, è stato fatto ampio uso del grès porcellanato: Il Bianco Assoluto Granitogres, già utilizzato per la costruzione del Casalgrande Ceramic Cloud, è stato impiegato per gli ambienti a maggiore frequentazione come  la Hall, la Old Tiles Room, la scala e la Projection Room, nonché per i percorsi pedonali e la piazza esterna. Per i locali di consultazione dei documenti,  lo spazio relax e la relativa scala di collegamento è stata utilizzata la linea Granitoker color Bronzo.

Kengo Kuma concepisce il vuoto importante quanto il pieno per una architettura in cui domina l’essenziale. L´insieme è orchestrato su un gioco di piani sovrapposti che permettono la lettura di ciò che era e di quanto è stato aggiunto, lasciando intuire la sedimentazione storica d’intervento nell’edificio.

“Amo i progetti minori per le possibilità che mi offrono di illustrare il mio approccio all´architettura”, afferma Kengo Kuma. Nella Old House, l’approccio zen dell’architetto giapponese, teso alla ricerca di armonia, purezza, rispetto per i materiali e per la forma, viene esaltato dal rapporto con le preesistenze, tra pareti scabre in laterizio e lisce superfici contemporanee. Singole opere di design in grès porcellanato sono collocate all’interno dell’edificio: all´installazione hanging mobile che fluttua sulla Projection Room, alla libreria che occupa un´intera parete del primo piano, dalle scale di collegamento, fino al sistema lavaboerogatore ideato per il bagno di servizio.

La Library Room è caratterizzata da una parete scaffale con setti in grès porcellanato orientati in modo da assumere forma mutevole in funzione della diversa posizione da cui si osservano.

 

Le scale presentano gradini e pianerottoli realizzati in sottili lastre di acciaio a sbalzo, anch´esse rivestite con lastre ceramiche mediante incollaggio.

 

Il soffitto della Projection Room è valorizzato da un´installazione composta da centinaia di lastre ceramiche che fluttuano nello spazio.

 

L’architetto

Kengo Kuma, nato a Kanagawa in Giappone nel 1954, si laurea in architettura all´Università di Tokyo dove nel 2009 viene nominato professore.

Tra le sue opere principali: l´Osservatorio Kirosan (1995), il progetto per lo spazio Design al padiglione giapponese della Biennale di Venezia (1995), Stone Museum (2000, premio internazionale per l´architettura in pietra 2001).

In Italia ha realizzato lo Stone Card Castle Pavilion per Marmomacc 2007 (Verona) e la personale per la Biennale di architettura Barbara Cappochin, Premio 2007 (Padova). Tra i progetti in corso, il Master plan per la Manifattura Domani di Rovereto (Trento) e la sede Cavakarket a Cava dei Tirreni.



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