Architettura e comunicazione

18/02/2009

Architettura e comunicazione
Vetro e titanio per il Denver Art Museum, Studio Daniel Libeskind e Brit Probst, Davis Partnership Architects (2006)

Un decennio fa, pensando a tendenze ormai consolidate nell´architettura post-moderna, Martin Pawley aveva lanciato un´interessante metafora, presa dall´aeronautica. Secondo Pawley, contrariamente agli aerei di tipo convenzionale, la cui forma é dettata dall´osservanza di leggi aerodinamiche, il bombardiere Stealth F-114 ha una forma particolare che dipende dalla necessitá di essere invisibile ai radar. Un´esigenza prioritaria che rende il volo un aspetto tanto secondario che la manovrabilitá dello Stealth é a dir poco problematica. Analogamente, l´architettura di questo inizio di secolo, sotto il fuoco mediatico e di impronta ?storico-artistica? del marketing urbano (secondo Pawley, forze nemiche), finisce per subordinare completamente la funzionalitá ad esigenze simboliche e formali. Daniel Libeskind, quale protagonista indiscusso del panorama architettonico attuale, é pienamente collocabile all´interno di questo dibattito. I suoi edifici hanno rotto completamente con la sintassi compositiva convenzionale finendo spesso nel mirino dei razionalisti e dei neo-funzionalisti. I presupposti modernisti-funzionalisti rivelatisi bancarottieri, ormai vecchi di un secolo, decrepiti ma non ancora da seppellire, sono per Libeskind del tutto subordinati alla necessitá di espressione formale e comunicativa dell´architettura: una caratteristica che si rivela con una forza notevole nell´eccellente Denver Art Museum.

In questa intervista di Luca Ruggeri, inedita e in esclusiva per IoArchitetto, emerge una visione di Libeskind molto attuale e concreta, in cui spazi fuori dagli schemi assumono un ruolo di catalizzatore simbolico, imponendosi come icone in grado di dialogare e di innescare nuovi processi culturali ed economici.
C.E.

Signor Libeskind, ci puó illustrare brevemente i principali fondamenti teorici del suo lavoro?
Credo che l´architettura sia implicitamente comunicativa. Ogni edificio racconta una storia unica e particolare che riflette sia il contenuto programmatico sia le singolaritá del luogo.

Quali sono le piú forti influenze del suo lavoro, sia da parte dell´architettura che di altre discipline?
Sono sostanzialmente motivi culturali radicati nei miei interessi: filosofia, musica, arte, letteratura, teatro e cinematografia. Ogni progetto racchiude una visione secondo la quale una buona architettura crea valore aggiunto. I migliori progetti hanno vita piú lunga ed esercitano un richiamo generale verso il mercato.

Come pensa di aver trovato il suo attuale stile architettonico? I miei edifici cercano di dare impulso verso una nuova dimensione del discorso su spazio e forma. é fondamentale per il mio pensiero e la mia motivazione che gli edifici e i progetti a scala urbana prendano forma a partire da un´energia umana percepibile e che siano in grado di dialogare con il contesto culturale in cui vengono realizzati.

La Land Art degli anni ?60 ha avuto un´influenza innegabile sull´architettura del paesaggio e attualmente qualcosa sembra riversarsi anche nel disegno di edifici. Pensa che si tratti solo di una moda o é una tendenza in via di affermazione?
L´architettura é molto lontana dall´idea del XX secolo di scatola, contenitore di oggetti; l´architettura diventa parte del programma e trasporta, con il contenuto, messaggi ricchi di significato programmatico e culturale.

In quali dei suoi lavori recenti vede una relazione forte con il contesto? Abbiamo completato il Denver Art Museum nel 2006 e The Ascent at Roebling´s Bridge (a Covington, Kentucky) all´inizio del 2008. L´incredibile vitalitá e crescita di Denver ? dalla sua concezione fino al completamento ? ispira la forma del nuovo museo. La topografia magnifica, accompagnata alle viste mozzafiato del cielo e delle Montagne Rocciose, il dialogo tra l´audacia della costruzione e i tratti romantici del paesaggio crea un posto unico al mondo.
Costruito secondo le tonalitá della terra, The Ascent richiama i colori del Suspension Bridge, con finestre che riflettono immagini del cielo e del fiume. The Ascent si dispone perfettamente lungo il fiume, e si incurva per massimizzare le viste sia del fiume sia delle colline circostanti. L´altezza crescente dell´edificio riprende il motivo dei cavi del ponte e unisce il basso orizzonte delle strutture residenziali a Est con edifici commerciali piú recenti a Ovest. Gli stessi edifici diventano destinazione e generatori di nuova cultura.

Quali crede siano le principali sfide per l´architettura nei prossimi anni?
Il ruolo dell´architettura del XXI secolo é mutato per via dell´inclusione di nuovi media, nuove tecnologie e mezzi di comunicazione che sono parte integrante di una nuova emozionante identitá istituzionale.

Luca Ruggeri
Citazione:
é fondamentale che gli edifici e i progetti a scala urbana siano in grado di dialogare con il contesto culturale in cui vengono realizzati.



Commenti



Nessun commento presente.


PAGINA: