DUE FRATELLI E DUE MOSTRE A CHIAMAMILANO

10/10/2018

DUE FRATELLI E DUE MOSTRE A CHIAMAMILANO
Papiro, fotografia di Cesare Gnecchi Ruscone

Due interessanti appuntamenti da segnalare nei prossimi giorni a Milano., in via Laghetto 2 alla galleria ChiamaMilano. Ci parlano degli interessi, dello sguardo e delle prospettive e dei ricordi di due fratelli, Cesare e Francesco Gnecchi Ruscone.   

La prima inaugura lunedì 15 ottobre, è una mostra di fotografie di Cesare, emigrato in Canada negli anni 50, dove ha fatto una brillante carriera come funzionario del Governo Federale.

La seconda, che inaugura martedì 30 ottobre, è una mostra di acquarelli di Francesco.

Tra i più importanti progettisti italiani della seconda metà del Novecento, Francesco Gnecchi Ruscone (Milano, 1924) è uno dei protagonisti di settant’anni di storia dell’architettura, milanese e internazionale, primo cugino di Luigi Caccia Dominioni, che sicuramente lo ha influenzato accompagnandolo verso il mondo dell’architettura.

Volpe e fagiani, uno degli acquarelli di Francesco Gnecchi Ruscone in mostra al negozio civico Chiamamilano dal 30 ottobre.

 

15 – 28 ottobre 2018

Negozio civico chiamamilano

Fotografie di Cesare Gnecchi Ruscone

Inaugurazione lunedì 15 ottobre h 17:30

 

30 – 11 novembre 2018

Negozio civico chiamamilano

Acquarelli di Francesco Gnecchi Ruscone 

Inaugurazione martedì 30 ottobre h 17.30

 

Francesco Gnecchi Ruscone

 

 

 

Come egli stesso ricorda in Storie di Architettura (Francesco Brioschi Editore, Milano 2015) l’inchiostro del suo diploma di laurea non era ancora asciutto quando Franco Albini e Lodovico Belgiojoso gli chiedono di aiutarlo a organizzare il Ciam di Bergamo del 1949, mentre per la IX Triennale del ’51 allestiva la mostra Studi sulle proporzioni dove Le Corbusier presentava al pubblico italiano il neonato Modulor. Francesco Gnecchi Ruscone (Milano, 1924) è l’architetto che, nominato da Adriano Olivetti responsabile del Centro Studi dell’Unrra Casas (Comitato Amministrativo per il Soccorso ai Senzatetto) tra il 1951 e il 1954 ha contribuito a tradurre nel concreto della pratica progettuale e urbanistica il concetto di comunità, pianificando e promuovendo la nascita del borgo La Martella (gruppo di progettazione guidato da Lodovico Quaroni) per affrontare l’emergenza abitativa dei Sassi di Matera, e del borgo di Porto Conte a Fertilia (Alghero) che accolse i profughi istriani. Un’esperienza che lo ha sempre accompagnato sia nell’attività professionale condotta fino al 1999 dallo studio di via Passione 4 (dal 2003 il suo archivio è custodito presso il Casva) sia in quella dell’insegnamento, come visiting professor su invito di Philip Johnson a Yale e dal 1962 al 1970 al Politecnico di Milano come assistente anziano di Ernesto Rogers, sia infine in qualità di vice-presidente della commissione edilizia urbanistica del Comune di Milano nei sette anni della revisione del piano regolatore della città. Dei suoi progetti costruiti ricordiamo la torre di controllo della pista di prova Pirelli di Vizzola Ticino, la sede della banca d’investimenti Cbi a Ginevra, la sede Pirelli di Cagliari, l’edificio residenziale di 8 piani tra via Elvezia e via Canonica a Milano (con Eugenio Gentili Tedeschi e Ambrogio Gadola), l’edificio per abitazioni per una cooperativa di insegnanti al quartiere QT8 a Milano. 



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