Ecosistemi abitabili

13/05/2009

Ecosistemi abitabili
Il Caixa Forum di Herzog e de Meuron e il verde verticale di Patrick Blanc (foto P.Blanc)

I tessuti edificati delle nostre metropoli sono saturi. Ci troviamo ad abitare e lavorare in spazi chiusi e spesso non scorgiamo nelle vicinanze nemmeno un´area verde dove poterci rigenerare. E´ cosí che il verde sta diventando un vero e proprio lusso, un eco-lusso.
Alcuni architetti, partendo dai vantaggi offerti dall´introduzione della componente verde sul funzionamento dell´edificio oltre che sul piano estetico, hanno sperimentato questa integrazione. Molteplici le strade percorse, da pareti verdi che creano angoli di benessere nelle città sfruttando le superfici verticali, a soluzioni estreme, come abitazioni auto-costruenti con le piante.
I benefici offerti dal verde sono realmente numerosi. Sul fronte climatico, il verde migliora il microclima dell´area circostante, assorbe CO2 dall´atmosfera e filtra i raggi UV. Inoltre, posizionato come pelle dell´edificio, è in grado di ridurre il consumo di energia, proteggendo l´edificio dal freddo in inverno e garantendo un sistema di raffrescamento in estate, requisito essenziale per ridurre le heat island che si creano nelle cittá a causa delle ampie superfici di asfalto e dell´elevato numero di auto.
In voga al momento è le mur végétal del botanico francese Patrick Blanc, eco-star di fama mondiale che lavora a fianco dei piú noti architetti. Si tratta di pareti verdi di grande impatto estetico, rivestite da svariate essenze autoctone, che non fanno uso di terra bensì sono costituite da due strati di feltro posti all´interno di involucri in PVC dello spessore di 1 cm. Il peso di queste pareti verdi è ridotto e non supera i 30 kg al mq. Le realizzazioni di Blanc sono considerate delle icone, dal Museo di Quai Branly di Jean Nouvel a Parigi a quello di Madrid, la Caixa Forum Foundation di Herzog e De Meuron.

Aix-en-Provence, l´intervento di Patrick Blanc su pont Juvénal
parete verde di Patrick Blanc nella hall della sala concerti di Taipei
Patrick Blanc, una parete verde su Rue d´Alsace a Parigi, agosto 2008

Particolarmente sensibili alla presenza del verde in architettura sono i giovani architetti dello studio JDS Architects, con uffici in Danimarca, Belgio e Norvegia. Numerosi i progetti in corso, dove il verde diventa elemento chiave nelle architetture che vengono alla luce con esso.
Significativo il progetto Shenzhen Logistic City, in Cina: quattro torri alte fino a 1111 m pensate non come mera ripetizione di piani tipo ma come ricerca al fine di rendere la vita al loro interno piú sostenibile, introducendovi tutte le componenti della cittá. In un nuovo quartiere di Copenhagen inoltre JDS Architects ha recentemente terminato la realizzazione di Mountain Dwellings, un progetto insolito nel panorama danese: 80 unità residenziali sviluppate su terrazzamenti, orientate a sud, ciascuna dotata di una quota di verde sul roof garden.

Mountain Dwellings, in Danimarca, condominio residenziale progettato da JDS Architects dove la copertura di ogni appartamento forma il giardino esterno dell´appartamento superiore (foto ©JDS)
L´edificio, sulla destra nel disegno, fa parte di un più ampio sviluppo residenziale. L´elevazione degli appartamenti di Mountain ha permesso di creare spazi parcheggio coperti utilizziabili anche dai residenti negli altri edifici (@JDS)
torri
Logistic City, il progetto futuribile di Julien de Smedt Architects per Shenzen: 4 torri alte fino a 1.111 metri concepite come micro-ecosistemi in grado di incorporare al loro interno verde in forma di parchi e zone coltivabili (©JDS)
Come JDS Architects immagina la vita a Shenzen Logistic City (© JDS)


Anche l´architetto bolognese Mario Cucinella si é confrontato con il tema del verde verticale, proponendo a Rimini un involucro realizzato con una maglia di 60x60 cm in acciaio inox sulla quale crescono rampicanti.
Svariate quindi le proposte eco, fino ad arrivare a un´idea molto ambiziosa, estrema ma singolare, quella degli architetti statunitensi Mitchell Joachim, Javier Arbona e Lara Greden con il progetto Fat tree hab: una casa-albero 100% naturale. Gabbie guida permettono la crescita delle piante, formando l´involucro dell´abitazione, rivestito poi da rami e arbusti, mentre la struttura portante é generata dagli alberi piú robusti. Un vero eco-lusso che dà un effettivo contributo all´ecosistema. Una visione lungimirante. Certo é che per poter vivere in modo piú sostenibile nelle metropoli, è importante continuare a ricercare e sperimentare soluzioni valide per il nostro tempo.

Daniela Baldo



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