END OF WASTE, MANCA IL REGOLAMENTO

30/07/2019

END OF WASTE, MANCA IL REGOLAMENTO

L’End of Waste è la possibilità che, a determinate condizioni, alcuni rifiuti non vengano più considerati tali e possano essere impiegati nei processi di produzione. E queste condizioni devono essere evidentemente scritte in un Regolamento – ovvero un Decreto – che dopo due anni di confronto tra associazioni rappresentative del mondo delle costruzioni e il Ministero dell’Ambiente ancora non è alle viste.

Da qui la lettera con la quale alcune associazioni di categoria – tra cui Cna Nazionale, Confartigianato Imprese e Federbeton chiedono al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa il suo diretto coinvolgimento per portare a termine l’opera, superando l’attuale testo che risale a vent’anni fa e la nuova bozza fatta circolare nelle scorse settimane che ne riproduce gli stessi limiti operativi e concettuali.

Si consideri che secondo l’ultimo rapporto Ispra ‘Rifiuti Speciali 2019’ il solo flusso dei rifiuti tracciati derivanti da costruzione e demolizione (C&D) arriva a 57 milioni di tonnellate all’anno. 

Stabilire regole chiare attraverso le quali poter valorizzare pienamente questi materiali nelle costruzioni sarebbe decisamente un passo importante per passare dalle chiacchere ai fatti quando si parla di economia circolare.

Ovviamente si tratta di conciliare criteri ambientali, nel rispetto delle norme in materia, e criteri tecnico industriali, che derivano dalle norme tecniche armonizzate europee e dall’esperienza operativa delle imprese per arrivare finalmente alla redazione di un nuovo testo di Regolamento End of Waste per i rifiuti da Costruzione e Demolizione, diverso dalla bozza fino ad oggi elaborata, che preveda analisi e verifiche assolutamente rigorose ma costruite a misura degli scopi specifici ai quali “la sostanza o l’oggetto è destinato” (si veda art.6, par. 1, Direttiva 2008/98).

Le Associazioni confidano ora che il Ministro Costa dia una sua indicazione per favorire il riavvio di una piena collaborazione tra le parti e il trasferimento, dalle Associazioni a Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), delle innovazioni industriali e delle pratiche consolidate che possano risultare utili per una migliore messa a punto degli aspetti tecnici del Regolamento.



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