EU MIESARCH AWARD 2017: 17 OPERE SONO ITALIANE

05/01/2017

EU MIESARCH AWARD 2017: 17 OPERE SONO ITALIANE
Il concorso EUmiesaward 2017 si concluderà a maggio a Barcellona con la premiazione delle migliori architetture realizzate negli ultimi due anni

Poco prima della pausa natalizia, la Commissione europea e la Fundació Mies van der Rohe hanno presentato l’elenco delle opere in concorso per il premio dell’Unione europea per l’architettura contemporanea 2017. Si tratta di 356 opere realizzate frutto di una selezione avvenuta in 36 paesi: 17 di queste sono state progettate e realizzate in Italia.

La giuria internazionale ha ora il compito di operare un’ulteriore selezione fino ad arrivare alle cinque opere finaliste. Il concorso si concluderà con la premiazione in programma il 26 maggio prossimo nel ricostruito padiglione di Mies van der Rohe a Barcellona. Tra le realizzazioni più rappresentate figurano le abitazioni e gli edifici culturali, seguono le costruzioni didattiche e quelle culturali e sociali.

I paesi con il maggior numero di opere selezionate sono Francia e Spagna entrambe con 28, poi Regno Unito con 19 e Germania e Italia con 17.

Il premio, che viene assegnato ogni due anni a opere che sono state portate a termine nell’ultimo biennio, ha preso il via nel 1987 grazie a un accordo tra il Parlamento europeo e la municipalità di Barcellona.

La selezione avviene sulla base delle segnalazioni di 86 esperti indipendenti, appartenenti alle associazioni nazionali di architettura dei 39 paesi partecipanti.

Al vincitore verrà riconosciuto un premio di 60mila euro; é previsto inoltre un premio Architetto Emergente per i giovani professionisti all’inizio della loro carriera.

 

 LE 17 OPERE ITALIANE SELEZIONATE

Nuovi uffici Gruppo Reale Mutua, Torino. Il progetto è dello studio Iotti+Pavarani Architetti. Si tratta di un edificio terziario nel centro storico della città (foto, ©Iotti+Pavarani Architetti)


Palazzo di via Gramsci, Giulianova. L’edificio residenziale, progettato dallo studio Giovanni Vaccarini Architects, si trova nel centro storico della città, all’incrocio di due vie, segnato da un volume a sbalzo (foto, ©Sergio Camplone)


Protiro, Caltagirone. Il progetto di Nowa (NavarraOfficeWalkingArchitecture) ridisegna un ambiente urbano anonimo attraverso il riutilizzo di due ex capannoni artigianali. L’intervento è opera della Fondazione privata Concetta D’Alessandro (foto, ©Peppe Maisto)


Fondazione Prada, Milano. Nel progetto di Rem Koolhaas di realizzazione di un nuovo centro culturale, la conservazione dell’esistente e la nuova architettura si fondono (foto, ©Bas Princen)


Nuova sede Bnl-Bnp Paribas, Roma. Il progetto di 5+1AA di Alfonso Femia e Gianluca Peluffo per la nuova sede del gruppo, si sviluppa su un’area di 75mila mq. (foto, ©Luc Boegly)


Opificio Golinelli, Bologna. È un intervento di riqualificazione di edifici industriali che ospita un centro culturale e sociale. Il progetto è di diverserighestudio (foto, ©Giovanni Bortolani)


 

Cantine Pizzolato, Treviso. L’opera, progettata da Made Associati _ architettura e paesaggio, ha previsto la realizzazione di uno spazio commerciale, per uffici e di un centro visite con annessa enoteca (foto, ©Made Associati_Adriano Marangon)


Eco Bar, Ragusa. Il nuovo spazio, destinato a bar, caffè e ristorante, è stato progettato  da Giuseppe Gurrieri Architetto, ed è ottenuto dal riuso dell’ex biglietteria del palazzetto dello Sport (foto, ©Filippo Poli)


 

Naturalmente Arena, Cavallino Treporti (Venezia). L’intervento, progettato da Stradivarie Architetti Associati, è stato realizzato al centro di un’ampia area pavimentata che ospita un mercato settimanale all’aperto, lungo la più importante arteria cittadina (foto, ©Gianna Omenetto)


 

Padiglione della Polonia, Expo 2015 Milano. Disegnato dallo studio polacco 2pm, il padiglione ha messo in mostra la produzione di frutta del Paese, mele in particolare (foto, ©Piotr Musialowski)


Casa della Memoria, Milano. È la sede di diverse associazioni culturali che hanno il compito di preservare la memoria della conquista della democrazia in Italia. Il progetto è di Baukuh (foto, ©Stefano Graziani)


Fondaco dei Tedeschi, Venezia. Il progetto di OMA per l’antica residenza veneziana ora ospita differenti funzioni, dallo shopping agli eventi culturali (foto, ©Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti)


Wiggly house, Como.  La casa di abitazione, progettata da ifdesign di Franco Tagliabue Volontè e Ida Origgi, cerca protezione con un’architettura in cui la falda del tetto è alla ricerca della luce naturale (foto, ©Andrea Martiradonna)


Alps Villa, Passo del Cavallo, Lumezzane (Brescia). La casa, progettata dall’architetto Camillo Botticini, è posta a 700 metri di altezza e sorge su una radura tra gli aberi (foto, ©Nicolò Galeazzi)


Asilo Nido, Guastalla. Il progetto di Mario Cucinella Architects rappresenta uno dei simboli della rinascita dell’Emilia Romagna dopo il terremoto del 2012. È un edificio che comprende la sala del consiglio comunale, spazi per gli insegnati, le famiglie e, ovviamente, i bambini (foto, ©Moreno Maggi)


Città del sole, Roma. È il progetto vincitore del concorso del comune di Roma per un intervento di rigenerazione urbana che ha creato una nuova centralità multifunzionle. Il progetto è di Labics (foto, ©Marco Cappelletti)


Casa Gianin, Coi (Belluno). Spesso le costruzioni alpine sono realizzate secondo i principi dell’architettura contemporanea. Il progetto è di Clinicaurbana (foto, ©Valentino Nicola)



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