GEOMETRIA DEI FLUSSI

27/02/2015

GEOMETRIA DEI FLUSSI
vista aerea del complesso scattata da drone.

La morfologia dei nuovi dipartimenti dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia gioca sui pieni e i vuoti per creare uno spazio in movimento. 

Il progetto nasce nel 2006 con la vincita, da parte dello studio RossiProdi Associati, del concorso promosso dal Fondo Aristotele, Fabrica Immobiliare SGR per la realizzazione della nuova sede dei dipartimenti di chimica e scienze farmaceutiche dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia.  Grazie alla formula di concessione dell’area al Fondo Aristotele in diritto di superficie per 90 anni, non ci saranno esborsi finanziari da parte dell’Università. La struttura non risponde solo ai requisiti organizzativi e funzionali dei dipartimenti, ma mira a creare un piacevole spazio per gli studenti e i ricercatori, ben integrato con la città e con l’ambiente circostante, pieno di luce, con viste panoramiche ed eleganti spazi interni.

Planivolumetrico dell´area dell´intervento.

L’erosione e la deformazione del blocco originario intorno al sistema delle corti, aperte e chiuse, determinano una visione sempre variata e dinamica dell’edificio secondo una sensibilità contemporanea di percezione dello spazio e dell’architettura non schiacciato su viste frontali e statiche, ma sospinto da ottiche dinamiche sempre variate e legate al movimento. In particolare l’edificio si articola in quattro corpi, costituiti da quattro piani fuori terra più un piano seminterrato, che definiscono due corti interne, luogo di incontro e sosta per gli studenti, orientate verso il centro della città. I dipartimenti poggiano su un basamento compatto, alto un piano, organizzato intorno alle due corti verdi rettangolari chiuse, sulle quali si affacciano gli spazi dedicati alla didattica.

La piazza sopraelevata (foto ©Pietro Savorelli).

Le corti, declinazione contemporanea del chiostro degli antichi istituti universitari, non sono estranee alla città ma sono percepibili dall’esterno attraverso gli alberi che affiorano oltre la loro sagoma e sono visibili in tutta la loro ampiezza da coloro che camminano sulla terrazza del basamento dell’edificio, vera e propria piazza pubblica soprelevata raggiungibile attraverso due gradinate. Dalla piazza soprelevata ha luogo l’ingresso principale all’interno della sede universitaria.

Sezione nord-sud e, sotto, pianta del piano terra.

Il fronte rappresentativo e simbolico si apre a Nord Ovest ed ha un’altezza più contenuta rispetto alle altri parti dell’edificio, scandito dal ritmo variato dei pieni e dei vuoti. Il sistema di corti, terrazze e scalinate si completa con le sistemazioni a verde e i percorsi che creano un tessuto urbano di spazi ciclopedonali e di relazione con l’intorno, curando anche il collegamento fra quest’area e il resto del Campus, con un’ampia permeabilità del complesso (privo di recinzioni) in modo da favorire i contatti, gli scambi e la gradevolezza delle aree di sosta e di studio. Il sistema dei percorsi è stato studiato per fluidificare il movimento degli studenti, concentrandoli ai piani bassi, e per poter dare ad ogni sezione o dipartimento una propria entrata riconoscibile e facilmente raggiungibile.

Vista del retro della struttura (foto ©Pietro Savorelli).

I parcheggi sono inseriti nella sistemazione paesaggistica e ampiamente dotati di spazi verdi, concepiti più come giardini che come aree di sosta. Le aule sono profonde e illuminate naturalmente e le finestre hanno oscuramenti esterni a lamelle di alluminio orientabili, in modo da poter garantire una schermatura completa in caso di necessità. La continua trasformazione dei caratteri dello spazio è l’elemento dominante del progetto. Dallo spazio urbano della strada, allo spazio recintato del giardino, allo spazio protetto delle corti, a quello comune della galleria e dei corridoi, fino agli ambienti raccolti e tecnici delle aule e dei laboratori. 

Nelle immagini, gli ambienti interni dei dipartimenti (foto © Pietro Savorelli).