GLI HOLCIM AWARDS ITALIANI IN TRIENNALE

04/02/2015

GLI HOLCIM AWARDS ITALIANI IN TRIENNALE
Edward Schwarz, General Manager di Holcim Foundation for Sustainable Construction

Mercoledì 28 gennaio presso il Salone d’Onore della Triennale di Milano si è tenuto un incontro dedicato ai progetti italiani selezionati nell’ambito della quarta edizione degli International Holcim Awards for Sustainable Construction.

L´apertura dell´evento è stata affidata a Kaspar E.A. Wenger, Holcim Area Manager Central Europe e CEO a.i. Holcim (Italia), seguito da Edward Schwarz, general manager di Holcim Foundation for Sustainable Construction, che ha esposto i cinque obiettivi strategici introdotti dalla fondazione insieme alle università partner per definire e valutare l’edilizia sostenibile e dell’importanza di costruire in un modo in cui gli aspetti sociali, economici, ambientali, funzionali ed estetici siano bilanciati per soddisfare i bisogni attuali e preservare risorse per le generazioni future.

Kaspar E.A. Wenger, Holcim Area Manager Central Europe e CEO a.i. Holcim (Italia)

La parte centrale dell’evento è stata dedicata agli interventi degli architetti Lucia Pierro e Pamela Larocca moderati da Fiore De Lettera, direttore di Cityproject.it.

In rappresentanza dello studio palermitano AutonomeForme, Lucia Pierro ha esposto nei dettagli il piano di risanamento ambientale Anthropic Park - Saline Joniche vincitore del premio Holcim Gold Europe 2014. Incentrato sull’idea di una nuova e più pacifica coesistenza tra natura e uomo, il progetto firmato dagli architetti Francisco Leiva di Grupo aranea e Marco Scarpinato di AutonomeForme intende valorizzare le caratteristiche naturali del sito calabrese caratterizzato da un paesaggio paludoso meta di uccelli migratori e compromesso dalla presenza di impianti industriali dismessi e mai realmente entrati in funzione.  Attraverso una riflessione sui limiti della progettazione del paesaggio e della pianificazione urbana, il progetto propone strategie per la comprensione dell´architettura quale forma di azione reale e sociale capace di instaurare un rapporto simbiotico con la natura.

Da sinistra, gli architetti Lucia Pierro, Fiore De Lettera e Pamela Larocca.

Premiato a Beirut con l’acknowlegement prize nell’ambito Africa Middle East, il progetto Co-op Capacity building o più esattamente Kigali Participatory Masterplan, Hills Farming and Community Hubs di Pamela Larocca (Urban Future Organization, Kaudesign) e Costanza La Mantia (Bantu Studio, Johannesburg) integra fattori economici, ambientali e sociali in favore di una cooperativa femminile a Kigali, in Ruanda, comunità agricola con circa il 40% della popolazione al di sotto dei 14 anni di età. Il progetto, che ha suscitato anche l’interesse della FAO, mira allo sviluppo dell’agricoltura su territorio montuoso, alla creazione di edifici collettivi e allo sviluppo di un mercato locale che aumenti la capacità economica e l’autosufficienza alimentare della comunità.

 



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