GUIDO CANALI E MARIO BOTTA A CERSAIE

01/08/2018

GUIDO CANALI E MARIO BOTTA A CERSAIE

Nell’ambito di ‘Costruire abitare pensare’, il programma culturale di Cersaie giunto quest’anno alla decima edizione, giovedì 27 settembre presso la Galleria dell’Architettura della fiera di Bologna Guido Canali e Mario Botta, moderati da Fulvio Irace, dialogheranno sul tema del progetto.

 

 

 

Guido Canali

 

Guido Canali, stabilimento Prada a Valvigne (foto ©Moreno Maggi)

 

Guido Canali (Parma 1935), pluripremiato architetto con studio a Parma e distaccamenti a Siena e a Monaco di Baviera, è stato docente allo Iuav di Venezia e attualmente insegna Composizione Architettonica alla Facoltà di Architettura di Ferrara. Il suo lavoro si è misurato con lo spazio abitativo – con i complessi residenziali sviluppati sul tema della “casa padana”, a Parma, Reggio Emilia, Sassuolo, Noceto – e con gli ambienti di lavoro. 

Ha progettato lo stabilimento Smeg a Guastalla, la sede di Pinko a Fidenza e il nuovissimo stabilimento di Prada a Valvigna, azienda per la quale era già intervenuto negli stabilimenti di Montevarchi e Montegranaro. Il modello di “fabbrica giardino” che prevede piante e alberi su tetto, terrazzi e giardini interni è un segno imprescindibile nell’attività progettuale dell’architetto parmense. 

«La visione comune su come affrontare il tema della fabbrica e dell´ambiente di lavoro si è sviluppata con Guido Canali partendo da tre principi fondamentali: il rispetto del lavoratore e del lavoro, un´interpretazione pienamente condivisa del concetto di qualità senza compromessi, il riconoscimento dell´importanza del dettaglio come espressione di efficienza, di una vera e propria cultura del lavoro e non di un´estetica fine a se stessa» ha dichiarato il committente Patrizio Bertelli, a.d. di Gruppo Prada.

Con un peculiare approccio da “architetto – artigiano” alla disciplina, caratterizzato da rigore e understatement, Guido Canali si è cimentato anche con il restauro e riallestimento di edifici storici e musei, divenendo uno dei più raffinati interpreti dell’architettura italiana al servizio della museografia. A Siena il suo studio ha progettato il recupero e la riconversione in centro museale e congressuale dell’antico complesso ospedaliero di Santa Maria della Scala. A Milano ha progettato il Museo dell’Opera del Duomo.

 

Mario Botta

 

Mario Botta, stazione di arrivo e ristorante ´Fiore di pietra´ sul Monte Generoso (foto ©Enrico Cano)

 

Mario Botta (Mendrisio 1943), dopo le prime realizzazioni di case unifamiliari in Canton Ticino, ha abbracciato molte tipologie edilizie: scuole, banche, edifici amministrativi, biblioteche, musei ed edifici religiosi. 

Tra le sue opere si possono ricordare: il museo d’arte moderna di San Francisco; la cattedrale della resurrezione a Evry; il museo Jean Tinguely a Basilea; la sinagoga Cymbalista e centro dell’eredità ebraica a Tel Aviv; la biblioteca municipale a Dortmund; il centro Dürrenmatt a Neuchâtel; il Mart - museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto; la torre Kyobo e il museo Leeum a Seoul; gli edifici amministrativi della Tata Consultancy Services a Nuova Delhi e Hyderabad; la chiesa Papa Giovanni XXIII a Seriate; la ristrutturazione del Teatro alla Scala di Milano; la chiesa del Santo Volto, Torino; il centro benessere Tschuggen Berg Oase, Arosa; il museo Bechtler a Charlotte; la sede Campari e residenze a Sesto San Giovanni; la biblioteca dell’Università Tsinghua a Pechino; la riqualificazione urbana dell’area ex Appiani a Treviso; l’hotel Twelve at Hengshan a Shanghai; la cappella Granato nella Zillertal, in Austria; lo Tsinghua University Art Museum a Pechino e il recente ristorante Fiore di Pietra sul Monte Generoso.

Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti internazionali. Membro onorario di molte istituzioni culturali, è stato insignito del dottorato honoris causa in varie università in Argentina, Grecia, Romania, Bulgaria, Brasile e Svizzera. 

Nel 1996, nell’ambito della creazione dell’Università della Svizzera italiana, si è impegnato come ideatore dell’Accademia di architettura a Mendrisio. Un ulteriore strumento a favore del dibattito culturale sull’architettura è il Teatro dell’architettura a Mendrisio che inizierà la propria attività espositiva nell’autunno 2018.



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