I 100 ANNI DI CASTIGLIONI AL M.A.X.MUSEO DI CHIASSO

01/06/2018

I 100 ANNI DI CASTIGLIONI AL M.A.X.MUSEO  DI CHIASSO
Achille Castiglioni, Toio (lampada), 1972 (foto di Matteo Zarbo). Archivio Fondazione Achille Castiglioni

In occasione del centenario della nascita di Achille Castiglioni (1918-2002), uno dei protagonisti della stagione d’oro del design degli anni Sessanta, il m.a.x. di Chiasso lo celebra con una mostra dal titolo Achille Castiglioni 1918-2002, L’alfabeto allestitivo di un designer regista.

L’inaugurazione è avvenuta il 30 maggio e la mostra rimarrà aperta fino al 23 settembre 2018.

L’esposizione si concentra sulla grande capacità di regia che emerge nel lavoro di Castiglioni. Schizzi, disegni, modelli, testimonianze video, oggetti originali e prototipi mettono in evidenza la perfetta combinazione di semplicità e ironia che caratterizza la profondità delle sue idee e la sua abilità nel costruire spazi in stretta collaborazione con i graphic designers, in particolare con lo svizzero Max Huber.

Archivio Fondazione Achille Castiglioni © 2018, ProLitteris. Particolare dello studio di Achille Castiglioni, oggi Archivio Fondazione Achille Castiglioni (Milano, Piazza Castello, foto di Matteo Zarbo)

 

La mostra, sviluppata secondo la curatela e il progetto di allestimento di Ico Migliore, Mara Servetto (Migliore+Servetto Architects) e Italo Lupi, in collaborazione per la curatela con Nicoletta Ossanna Cavadini, s’inserisce all’interno del filone d’indagine dedicato ai Maestri del XX secolo e intende mettere in luce il ruolo dell’allestimento temporaneo come strumento di comunicazione culturale e commerciale di straordinaria importanza.

I curatori della mostra di Chiasso con Giovanna Castiglioni il giorno dell´inaugurazione

 

Protagonista della stagione d’oro del design degli anni Sessanta, nella sua intensa attività professionale Castiglioni realizza 484 allestimenti e più di 150 oggetti, tra i quali si annoverano vere e proprie icone della cultura del design.

Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Mezzadro (sgabello), 1957, stelo in acciaio cromato, sedile da trattore in metallo laccato, poggiapiedi in faggio essiccato artificialmente, prodotto da Zanotta (foto di Matteo Zerbo)

Il fuori scala, la cinetica, l’allegoria, la sequenza, il ready made, il segno grafico sono solo alcuni degli elementi chiave, ricorrenti nei suoi progetti, che saranno messi in luce nel percorso espositivo. Dagli allestimenti dei padiglioni della Rai, dell’Eni, di Montecatini per le manifestazioni fieristiche ai progetti per la cultura, per l’innovazione e per l’esposizione dei prodotti, emerge chiaramente la figura di Achille Castiglioni, capace di concepire la messa in scena come una regia. Ogni elemento è studiato, ogni peso calibrato, il ritmo modulato; tutto è reso in funzione dell’allestimento, che si struttura come un dinamico racconto per immagini.

Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Sella (sgabello), 1957, pelle, alluminio, ferro fuso, prodotto da Zanotta (foto di Matteo Zarbo). Archivio Fondazione Achille Castiglioni

L’esposizione al m.a.x. di Chiasso ricostruisce la storia visiva del concepimento delle idee di Castiglioni, grazie alla collaborazione con Antonella Gornati che gestisce l’Archivio della Fondazione Achille Castiglioni con Carlo e Giovanna Castiglioni.

Intervallano la mostra alcuni episodi di design in cui fanno la loro comparsa la lampada ArcoAoyNocee la Gibigiana, il sedile da giardino Allunaggio, gli sgabelli MezzadroSella, le posate Dry, gli orologi Wall ClockRekorde altri oggetti che esprimono l’atteggiamento del grande maestro, capace di guardare alle cose in modo sempre unico, traducendo nel campo del design i concetti sperimentati nell’ambito dell’allestimento.

Oltre alla storia della grafica e dell’allestimento, la mostra racconta anche le vicende di una Milano imprenditoriale, nel mutare dei consumi e delle relazioni internazionali della città.

Il panorama artistico e culturale si completa con l’importante contributo di più di venti grafici e illustratori di fama mondiale, tra cui Pierluigi Cerri, Milton Glaser, Aoi Huber Kono, Emiliano Ponzi, Guido Scarabottolo, Heinz Waibl, per l’occasione chiamati a realizzare ciascuno un manifesto grafico che traduca la genialità e fantasia rigorosa del progettista milanese.



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