I NUOVI PROGETTI DELLA TRIENNALE DI MILANO

07/10/2018

I NUOVI PROGETTI DELLA TRIENNALE DI MILANO
Stefano Boeri e Paola Antonelli alla presentazione dei nuovi progetti della triennale di Milano, foto © La Triennale - Gianluca Di Ioia)

La XXII Esposizione Internazionale Broken Nature, il museo permanente del design affidato a Joseph Grima e un’ampia mostra retrospettiva dedicata a Enzo Mari a cura di Hans Ulrich Obrist nell’autunno 2019: sono i principali appuntamenti della Triennale di Milano nel 2019 annunciati nei giorni scorsi dal Presidente Stefano Boeri durante la presentazione del nuovo progetto culturale dell’istituzione milanese nell’ottica di un rilancio a livello internazionale.

Il nuovo programma, che riguarda il prossimo triennio, comprende anche una personale dedicata all’architetto e artista messicano Pedro Reyes, le mostre sull’architetto romano Carlo Aymonino e, nel 2020, sul celebre studio d’architettura BIG Bjarke Ingels Group, e un ciclo di esposizioni che indagano le trasformazioni urbane. 

«Ci troviamo in un momento in cui una comunicazione aperta e onesta non solo è necessaria, ma è rivoluzionaria – ha affermato Stefano Boeri presentando il programma – Quando i governi e la politica sembrano non riuscire più a rispondere ad alcuni bisogni fondamentali della società siamo spinti a guardare ad altri luoghi, come le istituzioni culturali e creative, per facilitare il confronto e il dialogo. La mia visione è quella di riportare la Triennale alle sue origini, a essere un luogo in cui vengono considerati punti di vista diversi e vengono discussi argomenti controversi».

un momento della conferenza stampa di presentazione del programma culturale della Triennale di Milano (foto © La Triennale, Gianluca Di Ioia)

 

Parallelamente al programma culturale, la Triennale avvierà nuovi progetti che rafforzeranno il dialogo con i visitatori, con la città di Milano e con le più importanti istituzioni italiane e straniere: la costruzione della nuova sede dell’Urban Center all’interno del Palazzo dell’Arte, la riorganizzazione degli spazi del Palazzo dell’Arte, la Triennale Off, nuova area esterna di attività, la rete del Parco delle Culture e il lancio di Radio Triennale.

Si ampliano anche le collaborazioni con il mondo dell’industria: Federlegno Arredo Eventi Spa ha manifestato l’interesse a diventare socio sostenitore della Fondazione La Triennale, mentre con la Camera Nazionale della Moda Italiana Boeri vuole avviare una forte alleanza strategica, nella prospettiva di sviluppare progetti di moda di alto livello e di valorizzazione dei giovani talenti.

La XXII esposizione Triennale Internazionale intitolata Broken Nature: Design Takes on Human Survival, curata come è noto da Paola Antonelli, riprende il formato delle edizioni storiche, con una mostra tematica e una serie di partecipazioni internazionali.

Numerosi paesi e illustri istituzioni hanno già aderito alla manifestazione. Tra le università, gli istituti e i centri di ricerca coinvolti vi sono: Victoria and Albert Museum (UK), Haus der Kulturen der Welt (Germania), Het Nieuwe Instituut (Olanda), University of Ljubljana / Academy of Fine Arts and Design (Slovenia), Aalto University, Department of Design (Finlandia), Museum of Decorative Arts, Prague (Repubblica Ceca), College of Design and Innovation, Tongji University, Shanghai Academy of Fine Arts, Tsinghua University (Cina), MAK – Austrian Museum of Applied Arts / Contemporary Art (Austria).

La mostra tematica di Broken Nature sarà composta da alcuni lavori su commissione, tra cui quelli di Formafantasma, di Neri Oxman con il suo gruppo di ricerca Mediated Matter Group all’MIT Media Lab e del collettivo arabo Sigil (Beirut e NYC).   

La XXII Triennale comprenderà anche una selezione di progetti di design e architettura degli ultimi vent’anni che hanno svolto un ruolo essenziale nella storia e nel progresso del design e che vengono esposti per la prima volta.

La progettazione dell’allestimento della mostra tematica e dei progetti dei paesi ospiti sarà affidato a Studio Folder e a Matilde Cassani.

Un’altra mostra che farà parte della XXII Triennale sarà La nazione delle piante, un’esposizione divulgativa scientifica a cura di Stefano Mancuso, che invita a guardare alle piante non solo per quello che hanno da offrirci, ma per quello che possono insegnarci: La nazione delle piante disvelerà la propria natura attraverso un immaginario spettacolare e affascinante, un percorso di apprendimento attraverso un’esperienza immersiva e contenuti multimediali.

 


Il museo del design

Il Museo Permanente del Design Italiano, curato da Joseph Grima, sarà situato al piano terreno del Palazzo dell’Arte e aprirà ad inizio 2019 con l’obiettivo di promuovere e valorizzare la collezione permanente della Triennale, che comprende già 1.600 oggetti tra i pezzi più iconici e rappresentativi del design italiano, e, in prospettiva, fare della Triennale un importante centro internazionale per il design. Questo obiettivo verrà perseguito attraverso politiche d’acquisizione e l’avvio di nuove collaborazioni con archivi e aziende che verranno sviluppate nel corso del triennio 2019-2022.

La creazione del Museo Permanente del Design Italiano sarà seguita da un board che riunirà alcune figure di rilievo del mondo del design e dell’architettura italiani, tra cui Paola Antonelli, Andrea Branzi, Mario Bellini, Antonio Citterio, Michele De Lucchi, Piero Lissoni, Claudio Luti, Fabio Novembre, Patricia Urquiola. 

 

L’urban center

Attualmente situato in Galleria Vittorio Emanuele II, il nuovo Urban Center sarà collocato all’ingresso del Palazzo dell’Arte. Lo spazio, un box-in-the-box distribuito su due livelli, sarà realizzato su progetto di Matteo Ghidoni e Enrico Dusi, scelti all’unanimità dalla giuria – presieduta da Cino Zucchi – tra le 69 candidature ricevute. La nuova collocazione dell’Urban Center è un tassello fondamentale della relazione dell’istituzione con Milano e, più in generale, della ricerca sul futuro delle città attorno a cui si svilupperanno nei prossimi anni i progetti della Triennale legati all’architettura, che fanno capo a Lorenza Baroncelli, curatrice per il settore architettura, rigenerazione urbana e città e coordinatrice della programmazione culturale.

 

La Triennale Off e il Parco delle Culture

Un’altra iniziativa per aprire la Triennale di Milano verso l’esterno è la Triennale Off. Un progetto di rigenerazione urbana che sarà situato nell’area verde compresa tra la stazione Cadorna e il Palazzo dell’Arte, affidata in concessione temporanea alla Triennale di Milano in occasione della XXII Triennale.

Il progetto prevede l’installazione di una serie di servizi, attrezzature e padiglioni temporanei, sul modello delle Serpentine Galleries di Londra. Quest´area potrà accogliere attività artistiche, eventi, performance e un public program. Il masterplan del progetto sarà realizzato dallo Studio Andrea Caputo, Lorenzo Castellini, Salvatore Porcaro. Dall’altra parte del Palazzo dell’Arte, verso il Parco Sempione, dove sono già presenti alcuni dei progetti e dei padiglioni realizzati nel corso delle Esposizioni Internazionali come il Teatro Continuo di Burri, sarà il fulcro di una nuova programmazione condivisa da diverse istituzioni culturali milanesi, riunite nell’iniziativa “Parco delle Culture”, progetto nato per volontà del Comune di Milano che intende creare una serie di appuntamenti nel corso dell’anno in cui arte, teatro, musica, scienza, letteratura dialogano tra di loro.

La facciata principale della Triennale di Milano (foto © la Triennale, Gianluca Di Ioia)



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