I PROGETTI FOTOGRAFICI DI MIA PHOTO FAIR

14/03/2017

I PROGETTI FOTOGRAFICI DI MIA PHOTO FAIR
Gabriele Croppi, London #01, from metaphysics of the urban landscape, 2011, courtesy Glenda Cinquegrana Art Consulting

Cinquemila metri quadrati. 130 espositori. 80 gallerie provenienti da 13 diverse nazioni. 230 artisti. 15 editori specializzati. 20 artisti indipendenti. Dal 9 al 13 marzo si è svolta a Milano la VII edizione di MIA Photo Fair, la fiera internazionale d´arte dedicata alla fotografia e all´immagine in movimento. L´evento più atteso della stagione milanese per collezionisti e appassionati della fotografia d´arte è frutto della ricerca di qualità dei curatori Gigliola Foschi, Roberto Mutti e Enrica Viganò.

L´edizione 2017 presenta un panorama multietnico e multiculturale di grande interesse. Un mondo di immagini che documentano le potenzialità straordinarie di questo mezzo espressivo: dalla fotografia storica al reportage, dal fashion al design, alla architettura.

Marco Palmieri, Studio per un´Annunciazione, galleria Antonia Jannone

 

Malena Mazza, Blue light, galleria Robertaebasta

 

 

 Pasi Orrensalo, Romis, galleria Valeria Bella

 

La forte vocazione internazionale della manifestazione si è arricchita quest´anno di tre progetti tematici: Focus Brasile, a cura di Denice Gardella, Focus Asturia, di Monica Valvare de Careaga, Focus Ungheria, di Art Poto Budapest.

Tra gli artisti italiani presenti al Mia Photo Fair (il 70% sul totale) si è aggiudicato il premio Bnl - Gruppo Paribas il fotografo di Ancona Claudio Gobbi con l´opera Ural Studies presentata dalla Wegallery di Berlino.

Claudio Gobbi, Neither Europe, nor Asia (Ural Studies), Wegallery, la fotografia vincitrice del premio Bnl-Paribas al Mia Photo Fair 2017

 

La giuria, composta da Fabio Castelli, Gianluigi Ricuperati, Francesca Malgara, Daniele De Luigi e Anna Boccaccio, ha premiato Gobbi «per la straordinaria potenza visiva e conoscitiva di un viaggio ai confini dell´Europa che è insieme fotografico e narrativo. In un mondo nel quale i confini tornano a suonare le loro sinistre campane, le immagini di Gobbi ci sembrano un magnifico ammonimento, stratificato nella tradizione italiana e insieme proiettato verso un orizzonte di linguaggi complessi, crossdisciplinari, il cui scopo fondamentale è la produzione di conoscenza pubblica».



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