Il Bosco Verticale

28/08/2012

Il Bosco Verticale

Completata la costruzione, procede ora la piantumazione di Bosco Verticale di Boeri Studio, un esperimento di forestazione metropolitana unico al mondo (ma replicabile) e un manifesto ecologico per Milano. Tra i venticinque architetti di fama internazionale che, sotto il coordinamento di Hines, hanno riprogettato circa trenta ettari di città tra Garibaldi, Repubblica, le Varesine e l’Isola anche Stefano Boeri, Gianandrea Barreca e Giovanni La Varra con le due torri di Bosco Verticale, di cui hanno curato il progetto preliminare, quello definitivo, la supervisione esecutiva e la direzione artistica avvalendosi di un team multidisciplinare con competenze paesaggistiche, ingegneristiche, botaniche, di cura e allestimento del verde indispensabili per assicurare la corretta esecuzione, funzionamento e manutenzione di una costruzione che non ha (ancora) confronti nel mondo.

Nata nel 2006, l’idea progettuale di Bosco Verticale è un vero e proprio manifesto urbano le cui tesi di sostenibilità ambientale vanno al di là delle istanze di efficienza energetica dell’involucro e impiantistica dell’edificio che ormai dovrebbero essere un dato acquisito in caso di nuove costruzioni e che sono naturalmente applicate nelle due torri di Bosco Verticale, pre-certificate LEED (in particolare, dal punto di vista energetico le torri beneficiano del sistema impiantistico centralizzato e integrato dell’intero complesso Isola Porta Nuova, in grado di recuperare e trasferire l’energia in eccesso dagli uffici verso le residenze). La verticalità (le torri Confalonieri e De Castillia rispettivamente raggiungono un’altezza di 80 e di 112 metri) funziona innanzitutto come dispositivo anti-sprawl, favorendo il risparmio di suolo: le torri possono accogliere un numero di residenti che, nel modello della villetta monofamiliare di periferia, consumerebbe circa 100.000 mq di terreno. Ma è soprattutto la verticalizzazione della vegetazione che letteralmente “costruisce” un nuovo bosco, accogliendo sui terrazzi una quantità di verde equivalente a 10.000 metri quadri di bosco. Nello specifico, 480 alberi di grande e media altezza, 250 alberi di piccole dimensioni, 11.000 piante perenni e tappezzanti e 5.000 arbusti. È questo bosco urbano, che non avrebbe avuto altrimenti possibilità di crescita, il reale valore aggiunto di Bosco Verticale: per i residenti, verso i quali opera come elemento di raffrescamento e schermatura in estate favorendo comunque gli apporti solari diretti nella stagione invernale, al cader delle foglie, e come filtro di polveri sottili e inquinanti atmosferici; e per la città, dove diventa un landmark mutevole a ritmo stagionale e un polmone che assorbe CO2 e produce ossigeno. 

Dettaglio della distribuzione del verde tra i diversi piani.

 

L’aspetto sperimentale dell’opera, reso possibile da una committenza che ne condivide la filosofia e che ha puntato a fare dell’intera area di sviluppo milanese un esempio di sostenibilità integrata, è evidente. Dagli studi botanici per la scelta delle essenze più adatte sotto innumerevoli profili alla pre-coltivazione in vivaio delle piante scelte, dalle prove in galleria del vento, sia su modello sia in scala 1:1 alle tecniche messe a punto per la piantumazione, dall’automazione del sistema automatico di irrigazione alla stesura di un piano di manutenzione efficace e coerente (sei monitoraggi e tre interventi all’anno), con il Bosco Verticale si è creato un esempio virtuoso, dall’intensa fase progettuale alla cooperazione nella costruzione e piantumazione delle torri.

 

Da destra, Stefano Boeri, Gianandrea Barreca, Giovanni La Varra

 

BOERI STUDIO

Il lavoro dello studio, con sede a Milano, è orientato soprattutto alla progettazione di edifici e spazi aperti in aree urbane europee da valorizzare o recuperare. Situazioni complesse, dove è necessario coordinare - a partire dalla definizione di uno scenario di sviluppo condiviso - le diverse istituzioni di natura pubblica e gli innumerevoli operatori del mercato. Boeri Studio ha sviluppato e concluso numerosi progetti di trasformazione e riuso a fini urbani e turistici di waterfront europei (Genova, Napoli, Trieste, Cagliari, Salonicco, Mitilene) e di parti di città storiche, dove ha sviluppato anche importanti interventi di architettura, tra cui il progetto CRM – un edificio multifunzionale della Regione PACA, sul waterfront di Marsiglia, vincitore del concorso internazionale nel 2004 - ora in costruzione; studi preliminari per la ristrutturazione del Porto di Cagliari e la ristrutturazione del Silos Hennebique nel Porto di Genova.

Tra i progetti di riuso e modificazione di aree urbane italiane il grande parco urbano a Caserta, il sistema delle aree centrali previste nella Variante al piano regolatore di Rovereto, la trasformazione della darsena di Ravenna, lo studio preliminare per il nuovo stadio di calcio a Genova e lo sviluppo di una grande area residenziale e terziaria all’interno del piano per le nuove centralità a Roma. A Milano Boeri Studio ha realizzato numerosi progetti tra cui il masterplan di sviluppo del CERBA, la nuova sede di RCS - Corriere della Sera, il recupero di un edificio a uso terziario (l’Edificio 307) nel quartiere Bicocca, due edifici di incubazione per l’attività di piccole imprese nelle aree industriali dismesse Breda e Falck di Sesto San Giovanni.

I progetti di Boeri Studio sono stati pubblicati su numerose riviste internazionali di architettura ed esposti in Italia e all’estero. Stefano Boeri, Gianandrea Barreca, Giovanni La Varra sono partners in Boeri Studio fino al 2007. Dal 2008 la loro attività professionale si è suddivisa in due studi: Stefano Boeri Architetti e Barreca & La Varra 



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