IMPRESA, CULTURA E SOCIETA’ AL MAST

16/11/2013

IMPRESA, CULTURA E SOCIETA’ AL MAST
una vista notturna del MAST. In primo piano Old Grey Beam, scultura di Mark Di Suvero

Inaugurato a Bologna il 4 ottobre 2013, MAST, Manifattura di Arte, Sperimentazione e Tecnologia è un progetto rilevante sotto diversi punti di vista, a partire dalla convinzione di Isabella Seràgnoli, Presidente di Coesia e promotrice, con la Fondazione MAST, dell’investimento – che l’impresa abbia una responsabilità sociale nei confronti della comunità di cui fa parte. Coesia è un gruppo industriale (specializzato nelle soluzioni di automazione dei processi produttivi e di confezionamento) che opera a livello globale ma la sua sede è a Bologna.

Il programma generale del complesso, declinato in molteplici spazi per le diverse funzioni concrete da svolgere, è allora quello di fare da ponte tra impresa e comunità favorendo i progetti che fanno leva sull´identità, sviluppano nuove idee e creano nuove connessioni promuovendo lo sviluppo della  creatività e l’imprenditorialità tra le nuove generazioni.

Frutto della riqualificazione di un’area Enel dismessa, l’edificio occupa una superficie di 25.000 mq adiacente alla sede centrale del Gruppo Coesia e si sviluppa su tre piani fuori terra e tre interrati. 

Il cantiere in uno scatto di Gabriele Basilico, che ha documentato tutto il lavoro di costruzione

 

Gli architetti Claudia Clemente e Francesco Isidori (studio Labics), vincitori del concorso internazionale di progettazione, hanno accorpato in un unico edificio le molteplici funzioni previste dal programma interpretando al meglio il ruolo di interfaccia tra pubblico e privato assegnato al MAST, che svolge funzioni per i collaboratori di Coesia al pari di altre aperte alla cittadinanza. Il risultato è una sorta di micro-città dedicata alle arti, all’innovazione e alla tecnologia, un edificio dinamico pensato a partire dai flussi e dalle relazioni che le funzioni possono generare tra le persone lungo i percorsi. Accolti dalla grande scultura rosso fuoco Old Grey Beam di Mark Di Suvero, percorrendo le rampe che costeggiano gli spazi esterni (progetto del paesaggio dell´architetto Paolo Pejrone) i visitori raggiungono il vasto spazio espositivo al primo piano e da qui, sempre tramite un piano inclinato, il foyer e l´auditorium, uno dei centri nevralgici del complesso. Procedendo infine, attraverso lo spazio verticale a tutta altezza, verso la caffetteria e il ristorante aziendale.

Ogni spazio fluisce nell’altro all’interno di un sistema continuo, come se l’edificio fosse un organismo mobile capace di esprimere una nuova e per certi versi ibrida identità, che non si identifica con nessuna delle attività ospitate ma tutte le rappresenta. 

il corpo che ospita il nido d´infanzia per i figli dei collaboratori del Gruppo Coesia

 

Il rivestimento esterno in pannelli di vetro serigrafato che corre lungo tutta la struttura, anche davanti alle pareti opache, associato a lamelle di alluminio, restituisce un’immagine leggera, uniforme e al tempo stesso mutevole dell’edificio. Colorato e opaco di giorno, traslucido e luminoso di notte, lasciando intravedere la vita delle persone al suo interno.

Il foyer dell´Auditorium, con un´opera di Anish Kapoor

 

Tra le funzioni del complesso:

  • un grande nido per l’infanzia a disposizione dei lavoratori di Coesia, realizzato in collaborazione con Reggio Children e dotato di un proprio giardino, già attivo dal 2012 con 69 bambini (potrà accoglierne 80);
  • l’Academy, 1.000 mq di aule dotate di tecnologie avanzate e destinate alla formazione aziendale ma aperte anche alle scuole del territorio (Istituti superiori e Università) come luogo di sperimentazione di nuove forme di didattica;
  • l’Auditorium per 400 persone, arricchito nel foyer da una scultura di Anish Kapoor, è un unicum per Bologna;
  • il ristorante aziendale, direttamente affacciato sull’acqua, che nei week-end resta aperto per il pubblico;
  • la caffetteria sopra il ristorante, raggiungibile direttamente dall’esterno attrraverso una scalinata, con una grande terrazza coperta aperta sullo specchio d’acqua sottostante, aperta al pubblico 7 giorni su 7;
  • lo spazio wellness, 1.000 mq attrezzati anch’essi a disposizione della comunità;
  • infine, lo spazio espositivo su due piani dedicato all´esplorazione dei processi di innovazione tecnologica ed imprenditoriale, dotato di dispositivi e strumenti interattivi, postazioni multimediali e installazioni di realtà aumentata.

La galleria con l´esposizione permanente di immagini dalla collezione di Fotografia Industriale della Fondazione

 

Vista notturna dell´Auditorium

 

Dettaglio della facciata a doppia pelle

 

Il percorso espositivo si completa con uno spazio dedicato alla Fotografia Industriale, con immagini provenienti dalla collezione della fondazione MAST curata da Urs Stahel cui si agigungeranno mostre ed esposizioni temporanee, a partire dalla una tappa prima edizione della Biennale Foto/Industria organizzata dalla Fondazione e curata da François Hèbel direttore de Les Rencontres de la Photographie di Arles, in corso in questi giorni anche in altri luoghi della città.



Commenti



Nessun commento presente.


PAGINA: