ITALIAN BEAUTY, MARIO BELLINI IN TRIENNALE

04/01/2017

ITALIAN BEAUTY, MARIO BELLINI IN TRIENNALE
Il Dipartimento di Arti Islamiche in Court Visconti nel palazzo del Louvre di Parigi, completato nel 2012 da Mario Bellini (foto ©Raffaele Cipolletta)

S’intitola Mario Bellini. Italian Beauty la mostra che – dal 19 gennaio al 19 marzo – la Triennale di Milano dedica all’opera dell’architetto milanese noto in tutto il mondo. 

La retrospettiva si inaugura esattamente a trent’anni di distanza da quella che come industrial designer gli dedicò il MoMA di New York (già 25 prodotti progettati da Bellini facevano parte della collezione permanente del museo americano).

È da allora che Mario Bellini si dedica invece prevalentemente all’architettura di grande scala e al disegno urbano. La mostra della Triennale ne ripercorre a tutte le scale la poliedrica attività.

Un´altra vista del Dipartimento delle Arti Islamiche al Louvre (foto ©Philippe Ruault)

 

Sviluppata su più di 1.000 mq – il progetto di allestimento è dello stesso Bellini – la mostra si articola in più ambienti, dal grande portale/biblioteca che all’ingresso espone modelli di architettura, arredi e oggetti, agli ambienti interni con grandi proiezioni immersive delle sue architetture nel mondo (particolarmente spettacolari le riprese dall’alto del suo Dipartimento delle Arti Islamiche al Louvre di Parigi, completato nel 2012).

 

Quanto all’industrial design, naturalmente non possono mancare i prodotti disegnati per Olivetti (Programma101, Divisumma e un “Quaderno” ancora funzionante) nè il mangiadischi portatile, mentre la concept car Kar-a-sutra, progettata su invito del MoMA nel 1972 in occasione della mostra Italy, the new domestic landscape è documentata da un reportage fotografico.

La Olivetti Programma 101, il primo personal computer della storia, progetto Pier Giorgio Perotto, design Mario Bellini (foto courtesy Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano)

 

Ancora, in mostra immagini scattate da Bellini durante i suoi viaggi e altre che rappresentano il suo mondo e le sue fonti di ispirazione, mentre la sezione finale Next illustra in anteprima i principali progetti in corso, dall’Antiquarium forense accanto al Colosseo di Roma a una futuristica sedia in plastica attualmente in fase di messa a punto.

 

Curatore della mostra è Deyan Sudjic, direttore del London Design Museum. Con Ermanno Ranzani (architettura) e Marco Sammicheli (design).

Le installazioni video sono a cura di 3D Produzioni con la regia di Giovanni Piscaglia.

Il catalogo di Silvana Editoriale è una pubblicazione critica introdotta da Francesco Moschini, con una prefazione di Germano Celant, e saggi, tra gli altri, di Deyan Sudjic, Ermanno Ranzani, Marco Sammicheli, Enrico Morteo, Italo Lupi, Kurt Foster, Franco Purini, Marco Romano, Carlo Arturo Quintavalle, Francesco Binfarè, Vittorio Sgarbi.



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