L’ECHO DI PEZO VON ELLRICHSHAUSEN A PALAZZO LITTA

02/04/2019

L’ECHO DI PEZO VON ELLRICHSHAUSEN A PALAZZO LITTA
Pezzo von Ellrichshausen, Echo projection, matita su carta, 21x27 cm, 2018

Un monolite di specchi al centro del Cortile d’Onore: pensato dallo studio cileno Pezo von Ellrichshausen per The Litta Variation / Opus 5, Echo è un intervento site specific a metà tra il padiglione temporaneo e l’installazione d’arte che interagisce con il luogo e i visitatori.

Echo è stata concepita come un’opera permanente. Piero Gandini (Presidente di Design Holding e Amministratore Delegato Flos) ha condiviso e creduto fortemente nel progetto acquisendo personalmente l’opera degli architetti cileni e impegnandosi a darne continuità progettuale. Per la prima volta l’installazione del Cortile d’Onore varca i confini spaziali del Palazzo e quelli temporali della Milano Design Week.

Pezo von Ellrichshausen, Echo perspective 03, acrilico su carta, 20 x 20 cm, 2018

 

L’esterno di Echo, rivestito da una superficie supermirror realizzata da De Castelli, riflette il colonnato barocco e i due ordini superiori che compongono il cortile del palazzo. In contrasto, l’interno rivela il cielo, elemento naturale isolato dal contesto della città.

Risultato dell’esplorazione è il definirsi di un’architettura intesa come esperienza condivisa e riflessiva, imponente e immersa nel contesto. L’installazione stabilisce una relazione diffusa tra arte earchitettura annunciando l’ambiente circostante attraverso un’eco visiva.

Pezo von Ellrichshausen, Echo perspective 02, acrilico su carta, 20x20 cm, 2018

 

Oltre a Flos e De Castelli, sono partner tecnici dell’installazione B&B Italia e Salvatori

La collaborazione di De Castelli conferma l’impegno dell’azienda veneta a indagare le infinite potenzialità espressive del metallo e l´innovazione di processi produttivi attraverso l’ibridazione tra alto artigianato e tecnologie avanzate, sperimentando finiture e modalità di lavorazione per offrire una percezione contemporanea del materiale. Inediti percorsi di ricerca che sono stati applicati anche su scala architettonica e da cui sono nate collaborazioni come l’Archimbuto, immaginato da Cino Zucchi come portale per il Padiglione Italia alla Biennale Architettura di Venezia, e i padiglioni Ovs e Excelsior all’Expo di Milano 2015, progettati da Alessandro Pedron e Marco Zito per il Gruppo Coin.

 

Studio Pezo von Ellrichshausen

 

 

Fondato nel 2002 da Mauricio Pezo e Sofia von Ellrichshausen nella città di Concepción, lo studio ha curato nel 2008 il padiglione cileno alla Biennale Architettura di Venezia, partecipando anche alle edizioni 2010 e 2016. Loro progetti sono esposti alla Royal Academy of Arts di Londra e sono parte delle collezioni permanenti dell’Art Institute di Chicago e del MoMA di New York. All’attività di architetti affiancano l’impegno didattico presso università cilene e statunitensi, tra cui Harvard e Cornell University. Sofia von Ellrichshausen è stata inoltre presidente della giuria nell’ultima edizione della Biennale Architettura di Venezia.



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