LA DESIGN WEEK DI TRIENNALE MILANO

01/04/2017

LA DESIGN WEEK DI TRIENNALE MILANO
L´ingresso del Palazzo della Triennale a Milano, foto ©Gianluca Di Ioia

Se la settimana dei Saloni segna l’avvio della decima edizione del Triennale Design Museum con la mostra Giro Giro Tondo: Design for children, che parte dalla grande parete della scalinata d’onore, trasformata da Stefano Giovannoni in un grande Quadratino, il personaggio ideato nel 1910 da Antonio Rubino (il nuovo allestimento rimarrà attivo fino al 18 febbraio 2018), la MDW trova spazio al Palazzo dell’Arte con ben 18 mostre, compresa la Takumi Exhibition, organizzata dalla Design Association giapponese con Able and Partners.

Per la prima volta in Italia, la mostra coniuga la tradizione giapponese al design contemporaneo, con i tradizionali manufatti lacquerware di Tsugaru, i filmati degli eventi delle Design Week giapponese che si sono svolte nelle città di Hirosaki, Asuka, Ureshino e Fujisawa, opere di rinomati artisti contemporanei accanto a quelle di tre storici artisti giapponesi, oltre a 6 installazioni di creativi contemporanei provenienti da una vasta gamma di generi.

 

 

La regione Autonoma della Sardegna organizza Past Future, che traccia un panorama degli intrecci, connesisoni e interferenze creative fra diversi momenti della vicenda dell’artigianato in Sardegna accosatndo manufatti, audio e video per la cura di Giuliana Altea e Roberta Morittu.

 

Il designer Francesco Faccin, con Riva1920, presenta invece Honey Factory, un luogo per la produzione del miele e un punto di informazione riguardo l’attualissima e antichissima tematica dell’allevamento delle api. Grazie alla collaborazione di Mauro Veca, apicoltore professionista e imprenditore agricolo urbano, Francesco Faccin ha potuto lavorare partendo da informazioni precise e attendibili, condizione fondamentale per ottenere un progetto sperimentale ma scientificamente corretto.

 

Una città Immaginaria, di Paola Navone, ripercorre i 60 anni di vita di Abet Laminati attraverso le superfici che hanno caratterizzato la storia del design italiano, sia con pezzi di arredamento emblematici, come la libreria Carlton di Ettore Sottsass, sia con creazioni realizzate per la mostra e pensate per dare risalto alla ricca collezione dell’azienda di Brà, in continua evoluzione. Lo spazio espositivo è pensato come una piazza su cui si articolano una serie di costruzioni, ciascuna con la propria identità, ideate per raccontare con i laminati un decennio dell’azienda.

 

Presso il Giardino delle Sculture, House of Birds di Action Giromari, ideata e curata da Roberto Giacomucci, presenta 24 creazioni che intrecciano design, creatività e natura; risultato di un workshop rivolto a 24 noti designers italiani e internazionali invitati a raccogliere una sfida: progettare una casa degli uccelli, liberi di esprimere e sperimentare la propria visione attraverso funzioni, forme, colori e finiture.

 

 

La multinazionale giapponese Aisin, con The Next Frontier in Mobility, affida a tre designer il compito di illustrare l’impegno dell’azienda su tre temi cruciali per il futuro della mobilità: la guida automatica (installazione di Satoshi Yoshiizumi, direttore del Takt Project), i veicoli connessi (installazione di Hideki Yoshimoto, direttore della Tangent Design and Invention Ltd) e l’obiettivo zero emissioni con un video di Shingo Abe e Yutaka Endo.

 

 

L’intervento per l’esposizione di Nest Award e Cooperativa Ceramica d’Imola Connessioni Materiche si concretizza in tre episodi che costruiscono uno spazio espositivo mutante: i ledwall dedicati all’esposizione del Nest Award, un concorso che ogni anno premia alcuni tra i più talentuosi designer cinesi e i loro progetti, la parete Cooperativa Ceramica d’ Imola, dedicata alla comunicazione aziendale che si sviluppa intorno al tema delle connessioni materiche, col quale si fa riferimento alla importante storia dell’Azienda, tuttora in fruttuoso divenire, e i cubi scultura che occupano lo spazio centrale dell’esposizione.

 

Intricato è la mostra dei workshop della Design Foundation di Istanbul, sponsorizzata da Koleksiyon, che presenta 80 opere selezionate da 40 diversi designer e artisti provenienti dal programma Design Workshops 2016 della Fondazione, che include la ceramica, il vetro, il feltro, la cartapesta, i gioielli, il tessile e opere di design di moda e illuminazione. Le opere in mostra sono un riflesso della risonanza tra il design, l’arte e l’artigianato, la produzione e le tecniche, il patrimonio, la geografia, i luoghi, le tradizioni artigianali intrecciati con il design contemporaneo.

 

The New Normal. Let’s recycle for life, a cura di Lorenzo Palmeri per Eco-oh! è un invito a vivere in modo più armonioso la natura anche attraverso un approccio più sostenibile nei confronti della gestione dei rifiuti plastici. Racconta l’intero percorso che porta dal consumo alla trasformazione virtuosa dei materiali plastici, attraverso il riciclo. Negli spazi della Triennale viene messa in scena una visione, un movimento che desidera ispirare e coinvolgere il pubblico: i visitatori sono invitati ad entrare all’interno del processo, per sedersi, toccare, giocare, interagire con i prodotti Eco-Oh!, lasciandosi coinvolgere anche da immagini, video e da suoni creati ad hoc per l’installazione.

 

Già aperta da ieri, Still Motion, a cura di Guta Moura Guedes per Experimenta Design e Assimagra, focalizza la ricerca di 5 graphic designer sullo studio di un materiale insolitamente usato nel settore, la pietra.

Sagmeister & Walsh (US), Jonathan Barnbrook (Uk), Ian Anderson (UK), Pedro Falcão e Jorge Silva (Portgoallo) attraverso 20 oggetti danno una risposta alla domanda: che cosa può trasmettere la pietra?

La libertà artistica è fondamentale in questo progetto attraverso il quale il potenziale utilizzo di questo materiale viene ampliato. Still Motion approfondisce la relazione tra il materiale, la progettazione e il processo di produzione industriale esaminandone tutti gli aspetti e facendo emergere nuove prospettive e metodologie.

 

Mario Piazza cura 30 Creval Art Galleries, il racconto visivo delle oltre 200 esposizioni prodotte in trent’anni di attività da Fondazione Gruppo Credito Valtellinese nelle cinque Gallerie Creval. Da una parte l’identità visiva materiale, con una selezione di 150 stampati fra poster, locandine, libri oggetto, inviti e cataloghi e dall’altra quella virtuale, riprodotta in sala sotto forma di proiezione looping a scala ambientale, che illustra la traduzione spaziale degli stessi codici visivi.

 

Confluence • 20+ (fino al 16 aprile) è l’esposizione di Hong Kong Design Centre costituita da una serie di mostre multidisciplinari che offrono una prospettiva sulle ecologie creative di Hong Kong.

Essendo questa la terza edizione di una serie di esposizioni in corso, Confluence • 20+ funge da palcoscenico per vari confronti creativi. La mostra presenta 20 progetti di design molto stimolanti, realizzati dai migliori talenti del design di Hong Kong che hanno lavorato in collaborazione fornendo una visione degli ecosistemi – in contemporanea evoluzione – della città dove convivono Oriente e Occidente.

 

A queste si aggiungono le esposizioni di Lexus, con i lavori dei 12 finalisti del Lexus Design Award, di KitchenAid con Massimo Marzorati (The serious about food kitchen lab), di Cantieri Sanlorenzo (Il mare a Milano), Omega con il 60esimo anniversario dello Speedmaster, la ceramica coreana e la presentazione della Giraffe Chair, la sedia alta 10 metri dell’italiana Owan.

 

 



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