LA SEMPLICE COMPLESSITÀ DI CASA DO ARCO

13/05/2019

LA SEMPLICE COMPLESSITÀ DI CASA DO ARCO
La Casa do Arco, dell´architetto portoghese Maria Fradinho (foto Ivo Tavares Studio)

Sono i vincoli che ispirano le soluzioni, come nel caso del recente progetto di Maria Fradinho, fondatrice dello studio Frari, per la propria abitazione a Ílhavo, in Portogallo. 

La casa sorge su un lotto lungo e stretto di 940 mq a pochi passi dal sito produttivo, oggi museo, di Vista Alegre, la più antica fabbrica portoghese di porcellane.

Se dal confronto con l’arco di ingresso al sito nasce la teatralità della facciata, che assume la forma archetipica di casa come potrebbe disegnarla un bambino, il suo carattere industriale ha ispirato invece il gioco di volumi che con leggeri slittamenti tra loro e altezze diverse si affacciano come bianchi container sul fronte interno del giardino creando gli spazi mossi e sorprendenti dell’abitare.


la facciata interamente vetrata di Casa do Arco vista dal giardino posteriore (foto Ivo Tavares)


Si sono venuti così a creare due fronti affatto diversi tra loro. Su strada, una facciata opaca si allinea a quelle vicine mantenendo l’uniformità della cortina stradale. Ma la casa retrocede rispetto a questa ‘quinta’ stradale, dando origine a un patio verde che protegge la facciata principale della casa, interamente vetrata, e in parte la privacy dei suoi abitanti.

 

La facciata verso strada ripropone la cortina degli edifici contigui e protegge il piccolo patio creato dall´arretramento della costruzione (foto Ivo Tavares Studio)

 

La zona di ingresso dal patio si presenta come un piccolo box raccolto – dal quale si accede anche alla cucina – che accoglie gli ospiti con il calore del legno di cui è rivestito. Ancor più sorprendente diventa così il successivo passaggio alla zona living, con la luce che inonda il candido spazio a doppia altezza. 

Il living dell´abitazione con la grande vetrata a tutt´altezza che si apre sul giardino del retro. Lo spazio interno è attraversato dagli ambienti del piano superiore, che sembrano container che slittano verso la vetrata. Sulla destra della foto la zona pranzo, con il tavolo Arki-table e le poltroncine Babila di Pedrali (foto Ivo Tavares Studio)

 

Completato così definitivamente il passaggio, fondamentale nel concept del progetto, tra zona ‘pubblica’ e zona privata, ecco che gli ambienti a piano terra si aprono sul giardino che si estende per la rimanente lunghezza del lotto, con aree pranzo e relax collegate al living e alla cucina e, al di sopra, i volumi nei quali si frammentano gli ambienti che assumono quel carattere ‘industriale’ di cui si diceva: con partizioni mobili che modificano gli ambienti, grandi vetrate, candidi blocchi in cui si sviluppano gli ambienti dei piani superiori.

Molti gli arredi realizzati su progetto. Tra quelli di serie, gli sgabelli Babila di Pedrali (design Odo Fioravanti) in cucina e le poltroncine Babila intorno all’Arki-table, sempre di Pedrali, usato per la zona pranzo.

 

L´ambiente cucina al piano terra. Gli sgabelli sono della collezione Babila di Pedrali, design Odo fioravanti (foto Ivo Tavares Studio)

 

I volumi dell´abitazione si ispirano ai container delle navi e agli ampi spazi industriali (foto Ivo Tavares Studio)

 

Le piante dei tre livelli dell´abitazione

 

Casa do Arco


Località Ílhavo

Progettazione architettonica Frari - architecture network, Maria João Fradinho

Superficie del lotto 940 mq

Superficie totale 300 mq

Fine lavori 2018

Copertura e facciate Vmzinc

Arredi di serie Pedrali (poltroncine e sgabelli serie Babila, tavolo Arki-table)

Fotografie ITS, Ivo Tavares Studio



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