Lirismo minimale

27/05/2014

Lirismo minimale
(foto ©Moreno Maggi)

La spiritualità del complesso parrocchiale dei Santi Cosma e Damiano di Acireale è esaltata dal rigore delle sue geometrie e da suggestivi apporti di luce naturale.

Frutto di un concorso, il complesso è posto in un’area urbana periferica di Acireale, di cui si pone come nuovo polo di attrazione, ed è orientato secondo una duplice direzione di allineamento: est-ovest la prima, assegnata dalla naturale conformazione del lotto, la seconda, e segue una logica compositiva che trova il proprio riferimento nel dualismo piuttosto che nell’unità. La matrice geometrica dell’impianto converge e prende corpo nell’edificio della chiesa, la cui pianta nasce dall’intersezione di due elementi a base quadrata ruotati tra loro da cui si dipartono le due direttrici compositive principali sulle quali sorge il campanile, punto di riferimento visivo e spirituale della comunità.

La chiesa è pensata come uno spazio unitario e di raccoglimento sia per la forma in pianta che per le suggestioni ottenute da un impiego strategico della luce naturale, dei materiali e delle aperture trasparenti. Il volume principale è concluso da una doppia copertura inclinata a unica falda che ne riprende la pianta e si innalza verso l’altare. L’asse longitudinale dell’aula è disposto secondo il tradizionale orientamento est-ovest e attorno ad esso si dispongono a ventaglio i diversi riferimenti liturgici: a sud-est il battistero, luogo di rinascita, a nord-ovest la cappella delle confessioni, luogo di conciliazione.

 

Pianta piano terra 

Attraverso il sagrato si accede all’ingresso principale posto sul versante ovest, mentre gli ingressi secondari sono collocati a nord e a sud in maniera diametralmente opposta tra loro. L’assemblea dei fedeli è disposta intorno ai due fuochi liturgici centrali: l’altare e l’ambone. Situata sul lato nord-est, la cappella dell’Adorazione occupa uno spazio raccolto separato dall’aula liturgica da due pareti, una inclinata trattata a intonaco e una rivestita in pietra lavica, sfalsate tra loro a formare delle quinte dalle quali prosegue il deambulatorio fino ad abbracciare l’area del presbiterio. Particolare attenzione è stata attribuita alla diffusione della luce: dalla grande finestra verticale a tutta altezza del presbiterio, che si apre sul prospetto est ed è nascosta alla vista dei fedeli da una quinta muraria, la luce entra e si insinua tra le discontinuità delle pareti cosicché la grande croce posta sullo fondo si manifesta tra velati fasci di luce.

Vista interna dell´abside e dell´altare (foto ©Moreno Maggi)

L’altare, punto focale dell’assemblea, è illuminato dall’alto da un lucernario incastonato nella copertura, così come il volume cilindrico sede del fonte battesimale che, oltre a incanalare la luce dall’alto, è affiancato da alte finestre con vetri colorati. L’interno della chiesa è illuminato anche da tagli posti in corrispondenza dei punti di intersezione generati dalla rotazione dei due quadrati di base. La sistemazione esterna è concepita per permettere un percorso processionale continuo che si snoda dalla chiesa all’altare esterno fino a ritornare sul sagrato attraverso il passaggio coperto che divide le aule dalla sagrestia.

Il complesso parrocchiale si articola intorno alla piazza-sagrato, luogo di riflessione e di accoglienza racchiuso fra i corpi di fabbrica del salone parrocchiale a sud, delle aule per la catechesi a nord-ovest e della chiesa a est, collegati tra loro dal portico ma distinti nelle loro specifiche funzioni. Il salone parrocchiale è caratterizzato da un palco “bifronte” che permette, mediante l’apertura di un grande infisso mobile, di sfruttare lo spazio del sagrato per manifestazioni estive. La casa canonica si trova in una posizione più defilata a nord del complesso ed è collegata alla sacrestia da un percorso esterno che ne sottolinea il carattere privato.

(foto ©Moreno Maggi)



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