LUALDI E CANGIARI, ETICA E DESIGN

13/10/2017

LUALDI E CANGIARI, ETICA E DESIGN
In occasione della Fall Design Week, all´interno del proprio showroom di Foro Bonaparte a Milano, Lualdi ha presentato Abitare Cangiari

La storica società di design, che da decenni opera nel campo delle porte di interni, dell’arredamento su misura e del contract, ha sostenuto un evento di design per il sociale promosso a Milano dall´associazione DComeDesign e curato da Patrizia Scarzella e Valentina a Downey.

In occasione della Fall Design Week, all´interno del proprio showroom di Foro Bonaparte, Lualdi ha presentato "Abitare Cangiari - etica del design", una mostra-evento che ha aperto i battenti l´11 ottobre e che rimarrà aperta al pubblico fino al 20 di questo mese.

Protagonista dell´evento milanese è il marchio Cangiari (parola che in calabrese significa cambiare), il primo brand di moda etica di alta gamma della moda italiana, prodotto in Calabria da Goel

 

Protagonista dell´evento milanese è il marchio Cangiari (parola che in calabrese significa cambiare), il primo brand di moda etica di alta gamma della moda italiana, prodotto in Calabria da Goel.

Quella di Cangiari è una storia interessante, con importanti risvolti culturali,  che ha saputo recuperare e valorizzare gli antichi disegni della tessitura a mano calabrese di origine grecanica (il dialetto greco-calabro) e bizantina, salvando così dall´oblio quell´arte complessa che veniva trasmessa oralmente da madre in figlia dalle anziane majistre tramite antiche cantilene, dette nenie.

Ed è proprio nella capacità di creare pezzi unici che Lualdi e Cangiari trovano il loro punto di incontro. Con la stessa lungimiranza che Cangiari ha utilizzato nel recupero di una tradizione antica, così Lualdi è stata negli anni in grado di trasformare la falegnameria di famiglia in un´azienda capace di customizzare la propria produzione per le esigenze progettuali più diverse.

La mostra racconta la storia della tessitura Cangiari attraverso video e fotografie in bianco e nero, accompagnata da una selezione dei preziosi capi artigianali Cangiari

 

Nel processo di lavorazione dei tessuti della tradizione calabrese si contano fino a 1.800 fili di ordito che bisogna far passare nei licci dei telai, in un preciso ordine matematico, ognuno diverso per ogni tipo di disegno.

Quella di Cangiari è una storia interessante, con importanti risvolti culturali,  che ha saputo recuperare e valorizzare gli antichi disegni della tessitura a mano calabrese di origine grecanica (il dialetto greco-calabro) e bizantina, salvando così dall´oblio un´arte complessa che veniva trasmessa oralmente da madre in figlia

 

La comunità creativa Cangiari ha trasferito su carta i codici nascosti all´interno delle nenie tramandate da madre in figlia per generazioni, preservando così un grande patrimonio di disegni di matrice grecanica e bizantina. Le nuove majistre utilizzano, come le loro maestre, antichi telai a mano restaurati o ricostruiti secondo la tradizione.

Il risultato è importante dal punto di vista culturale e occupazionale, per la realtà locale all’interno della quale il progetto stesso nasce. Un progetto di grande impatto sociale ed etico.

Cangiari è il primo marchio di fascia alta che usa solo ed esclusivamente materiali bio, certificati Gots (Global organic textile standard, una certificazione che attesta il livello di qualità del prodotto e del produttore delle fibre biologiche tessili; ndr), e che si avvale di una filiera cooperativa e partecipata dagli stessi lavoratori, luogo sociale di inserimento lavorativo anche di persone svantaggiate. Etico è anche il suo messaggio: un lifestyle raffinato, etico, biologico e sostenibile, intriso dei valori di ogni prodotto dell’universo Goel.

La mostra racconta così la storia della tessitura Cangiari attraverso video e fotografie in bianco e nero, accompagnata da una selezione dei preziosi capi artigianali Cangiari. Saranno inoltre esposti i prototipi del primo nucleo di una collezione di accessori casa realizzati dalla comunità creativa e produttiva Cangiari a seguito del laboratorio sperimentale di innovazione LabBrain Design, basato sui principi del Design Thinking, realizzato lo scorso giugno da Patrizia Scarzella e Valentina Downey in Calabria.



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