Traslazioni digitali

18/02/2009

Traslazioni digitali
Peter Macapia, Dirty Geometry Pavilion, New York in costruzione per Performa, la biennale di performing art

Negli ultimi tempi l´opera di Peter Macapia, riconducibile alla corrente della ricerca digitale in architettura, sta suscitando un notevole interesse. Autore di saggi molto apprezzati, é stato vincitore del concorso a inviti per il Padiglione Seroussi di Parigi: una bolla di acciaio, al cui interno struttura e luce giocano un ruolo fondamentale. La sua opera é stata presentata insieme a quella di autori come Bernard Tschumi, Zaha Hadid, Coop Himmelblau nella mostra Architecture Beyond Forms - the Computational Turn organizzata con il supporto del Centro Pompidou. Un lavoro, quello di Macapia, caratterizzato da uno strano cortocircuito tra la logica ?automatica?, propria delle macchine, dove algoritmi e script generano forme, e principi ?organici? di organizzazione cellulare, ma soprattutto una ricerca direttamente rivolta ai principi di base di configurazione e descrizione dello spazio.

Puó descrivere brevemente i principi fondamentali del suo lavoro?
Credo che si basi su una ricerca articolata secondo tre aspetti principali: l´indagine su un soggetto molto specifico, come ad esempio la circolazione, la ventilazione, la luce, la struttura; la forma, un aspetto comune all´arte e alla scultura; l´arte del costruire (o ?tectonic?) che é invece un territorio specifico dell´architettura.

Come si sviluppa generalmente un progetto?
Per il padiglione Seroussi a Parigi, ad esempio, siamo partiti da una caratteristica specifica del sito, di una luce filtrata dalle chiome degli alberi. La richiesta del committente era inoltre di un edificio a contatto con l´esterno, ma privato e chiuso. La necessitá di enfatizzare le particolari caratteristiche di permeabilitá alla luce del sito con le esigenze espresse dalla committenza ha portato a un involucro poroso e permeabile alla luce ma allo stesso tempo relativamente chiuso.

Per il padiglione Seroussi avete giá sviluppato ragionamenti relativamente ai materiali e alle tecnologie di costruzione?

Vedendo il padiglione Seroussi si potrebbe pensare che il nostro approccio nei confronti dell´ingegneria sia piuttosto costoso. In realtá, strutture di questo tipo si rivelano importanti per la ricerca e l´innovazione, come del resto é capitato per l´utilizzo dell´acciaio negli edifici, all´inizio nascosto all´interno di strutture pensate in modo tradizionale. Abbiamo pensato ad un sistema con un doppio strato di lamiere tagliate a laser, riducendo molto lo spessore dell´involucro, e di applicare un principio che chiamo di ?de-laminazione?, che consiste nella sovrapposizione di strati non aderenti e separabili.

La luce, il modo in cui viene modulata, é sicuramente un aspetto notevole ed affascinante.
La luce é un esempio perfetto di come durante l´iter progettazione sia emersa una componente interessante che abbiamo progressivamente messo a punto, enfatizzato e usato come motivo fondamentale.

Il progetto per la torre nel dowtown Manhattan é veramente fuori dagli schemi. Cosa distingue quel disegno?
La torre é stata una questione interessante dal punto di vista del processo di generazione di forme attraverso il calcolo. Dai tempi di Vitruvio l´architettura si é sempre servita della geometria, in questo caso abbiamo usato la topologia (una delle piú importanti branche della matematica moderna, alla base dei sistemi piú avanzati di modellazione digitale N.d.C.). Lo sviluppo si basa su un algoritmo, su uno script, una sorta di legge di organizzazione.

Entro il prossimo anno costruirá a New York il primo Dirty Geometry Pavilion, una sorta di manifesto ma anche un luogo pubblico interessante.
Il programma si propone di restituire alla cittá lotti attualmente in stato di abbandono. L´idea del padiglione parte da studi sulla dinamica dei fluidi. L´obiettivo era quello di progettare un edificio e una struttura la cui architettura rendesse possibile un principio non solo di climatizzazione passiva, ma anche di riduzione del fenomeno delle isole di calore in cittá. In generale non si voleva ottimizzare soluzioni architettoniche esistenti al fine di risolvere il problema, piuttosto proporre una nuova soluzione architettonica. Le due forme triangolari alle estremitá sono delle specie di camini di espulsione di aria troppo calda, la struttura é pensata per evitare il surriscaldamento e favorire moti convettivi di raffrescamento.

Quali sono le principali influenze che ha ricevuto, sia in architettura sia in altri campi?
A Firenze ho in mente la chiesa di Santa Maria Novella dell´Alberti, bellissima, perfetta, uno dei capolavori del Rinascimento, la re-invenzione della geometria organizzata allo scopo di controllare elementi. 150 o 200 anni piú tardi a Roma Borromini costruiva un´opera sulla base di un´esperienza della geometria nuova, dinamica e completamente diversa. Per me é incredibile vedere come in questo arco di tempo siano cambiati i paradigmi spaziali e il modo in cui le forme vengono composte.

Come deve essere l´architettura del futuro?
Di certo é un momento fantastico per essere un architetto?ma, dati gli ultimi sconquassi economici, un po´ meno per trovare un cliente! Comunque, la sostenibilitá é senz´altro un tema fondamentale a cui piú che risposte é necessario trovare proposte che cambino completamente sistema. L´ottimizzazione é un criterio di origine ingegneristica che si rivolge al miglioramento di situazioni esistenti, ma che non puó essere considerato un fattore ideativo, almeno per l´architettura. é necessario sperimentare, trovare nuove soluzioni secondo nuovi punti di vista, consapevoli del fatto che l´innovazione non arriverá mai attraverso l´ottimizzazione. Quanto agli edifici, siamo sempre piú distanti dall´ideale di manufatto a sé stante che é prevalso in passato. Ogni progetto dovrebbe guardare a forme di continuitá, niente é ormai isolato, tutto é in rete e interdipendente e questo é un fondamentale principio ecologico e sistemico.



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