L´acqua, il verde, la cittá

07/01/2010

L´acqua, il verde, la cittá
Le grandi falde di copertura che collegano i diversi volumi del Museo della Scienza ? RPBW

Il progetto del nuovo Museo della Scienza di Trento nasce all´interno di un contesto urbanistico e paesaggistico frutto di un´unica visione progettuale dell´area denominata ex-Michelin. Un intervento che ha come obiettivo la ricucitura dell´area al tessuto cittadino e la riqualificazione urbana di questa porzione di cittá, recuperando superfici che nel tempo erano diventate marginali e liberando spazio sufficiente alla realizzazione di un parco di ampie dimensioni, capace di recuperare il rapporto con l´ambiente fluviale esistente. L´area - in totale 97.600 mq di superficie utile lorda - ospiterá funzioni commerciali, residenziali e di terziario, nonché attivitá di interesse pubblico che insieme al parco abbracciano l´intero nuovo quartiere, diventando nuovi magneti urbani per l´intera cittá. Un abbraccio sottolineato dal tema dell´acqua, che in forma di canale attraversa l´area da sud a nord.

Criteri di progettazione

L´idea architettonica nasce dalla ricerca di una giusta mediazione tra bisogno di flessibilitá e risposta ? precisa e coerente nelle forme ? ai contenuti scientifici del progetto culturale. Un museo in cui i grandi temi del percorso espositivo siano riconoscibili anche nella forma e nei volumi, mantenendo un´ampia flessibilitá di allestimento degli spazi. La forma architettonica nasce quindi, oltre che dall´interpretazione volumetrica dei contenuti scientifici del museo, anche dai rapporti con il contesto: il nuovo quartiere, il parco, il fiume, lo storico Palazzo delle Albere. Il complesso é formato da una successione di spazi e di volumi, di pieni e di vuoti adagiati su un grande specchio d´acqua sul quale sembrano galleggiare, moltiplicando gli effetti e le vibrazioni della luce e delle ombre. Il tutto tenuto insieme dalle grandi falde di copertura che ne assecondano le forme, rendendole riconoscibili anche all´esterno. L´edificio si sviluppa in pianta su una lunghezza massima (est/ovest) di 130 m fuori terra (140 a livello interrato) e una larghezza massima (nord/sud) di 25 m (45 a livello interrato). L´altezza massima dell´estradosso dell´ultimo solaio é di 18,50 m. Due i livelli interrati, cinque quelli fuori terra.

Prospetti e coperture

L´uso del rivestimento lapideo in verdello bocciardato caratterizza i prospetti nord e sud. A questo si alternano superfici vetrate ai piani terra, in corrispondenza dei percorsi verticali, a tutta altezza sui fronti nord e sud della lobby e della rain forest. Il fronte est é caratterizzato dalla ?facciata verde?: il fronte é scandito da una successione di montanti principali in legno lamellare con passo di 3,75 m. Ogni campo é poi ritmato da una struttura secondaria che dimezza il modulo e con un sistema di mensole metalliche sostiene in corrispondenza di ogni marcapiano una serie di ?vasi? attrezzati con sistema di irrigazione e drenaggio, destinati a far crescere lungo la facciata specie rampicanti. Il fronte ovest mostra una vista in successione delle falde di copertura, con quelle in vetro della serra tropicale in primo piano. Una successione di grandi falde con orientamento est ovest, in parte opache con finitura in zinco e in parte in vetro trasparente, definisce le coperture. Tutte le falde sono dotate di generosi sbalzi, caratterizzati da un progressivo alleggerirsi del telaio strutturale e un diradarsi in fasce sempre piú strette del manto di copertura.

La serra

Il volume della serra tropicale parte dal livello -1 e ha un´altezza libera interna di circa 12 metri. Questo oggetto é parte integrante del percorso espositivo nonché una vera green house con il compito di far crescere e preservare un pezzo di foresta pluviale, con particolari condizioni climatiche. Trasparenza e leggerezza dialogano con il contesto. La geometria trova la genesi dei suoi allineamenti nel contesto della progettazione dell´intero quartiere ed é caratterizzata da due falde convergenti in pianta, una rivolta verso nord-est e una verso nord-ovest. Una copertura piana triangolare chiude il volume orizzontalmente; una grande facciata trapezoidale in vetro quello sud, una piú piccola triangolare quello nord.

Strategie energetiche

Il progetto affronta diversi temi nell´ambito della ricerca della sostenibilitá energetica e ambientale, a cominciare dalla scelta di un sistema energetico centralizzato: una centrale di trigenerazione localizzata a destra dell´Adige, al di fuori del comparto, che recupera e distribuisce energia grazie a una dorsale di tubazioni interrate sull´asse nord-sud. Questa soluzione permette di concentrare i macchinari e gli impianti e di limitare le emissioni, ottimizzando i costi e riducendo l´impatto sull´ambiente. é previsto l´uso di una serie di sonde geotermiche. Sul fronte della produzione energetica, sulle coperture opache é collocato un totale di circa 340 mq di pannelli fotovoltaici inclinati verso sud. Il progetto contiene una serie di scelte e accorgimenti atti a conseguire la certificazione LEED: la procedura, iniziata nella fase progettuale, proseguirá nella prima fase del cantiere per concludersi dopo la messa in funzione dell´edificio.

Area ex-Michelin ? Quartiere Le Albere, Trento

Progetto Renzo Piano Building Workshop

Committente Iniziative Urbane

Totale superficie utile lorda 97.640 mq

Totale superficie interrata 113.000 mq

Funzioni presenti

Museo delle scienze 11.710 mq.

Residenze 43.900 mq

Commercio 10.500 mq

Hotel 4.700 mq

Centro congressi 2.900 mq

Parco pubblico 5 ettari

Renzo Piano

Nato a Genova, si laurea in Architettura al Politecnico di Milano. Nel 1971 apre l´agenzia Piano & Roger con l´architetto Richard Roger; nel ´77 l´Atelier Piano & Rice con l´ingegner Peter Rice. Infine realizza il Renzo Piano Building Workshop in cui operano 100 persone. Realizza edifici e complessi urbani in tutto il mondo, ricevendo numerosi premi e riconoscimenti a livello internazionale.



Commenti



Nessun commento presente.


PAGINA: