MATERIE MUSE

09/01/2014

MATERIE MUSE
Una delle sale del nuovo Museo della Scienza di Trento (

Il Muse è uno dei 18 edifici che insieme realizzano il recupero di un’area dismessa di 11 ettari e mezzo restituiti al tessuto urbano con una molteplicità di funzioni e per metà parco pubblico. L’area si estende dalla linea ferroviaria, che la separa dal centro storico di Trento, alla banchina sinistra del fiume Adige. Caratterizzato da un profilo mosso che ricorda quello delle montagne trentine, il muse entra in dialogo con l’ambiente circostante attraverso le grandi vetrate che si sviluppano a tutta altezza e che conferiscono un’immagine di totale trasparenza all’edificio, accentuata dai riflessi dello specchio d’acqua su cui si affaccia e appare adagiato. I volumi alterni del Muse sono calcolati sulla base di un esame geofisico e di un’attenta analisi del centro storico di Trento. Le aree esterne attigue al museo sono concepite in armonia con gli spazi pubblici dell´intero intervento sull´area ex-Michelin, che a sua volta re-interpreta i dettagli e i materiali presenti nel centro storico della città. Come i marciapiedi, i cordoli e i bordi dello specchio d´acqua, in pietra verdello con finitura bocciardata. Una pavimentazione che continua all´interno della lobby, a sottolineare l´idea del prolungamento dello spazio pubblico anche all´interno del Museo. Il progetto in sé favorisce un’interpretazione orizzontale della relazione tra i nuovi edifici e gli spazi aperti previsti dall’intero disegno.

Sezione del Museo (©Renzo Piano Building Workshop)

L´edificio del museo si sviluppa in pianta su una lunghezza massima di 130 m fuori terra e una larghezza massima di 35 m. e sviluppa le sue funzioni su 2 livelli interrati e 5 livelli fuori terra. I prospetti Nord e Sud sono rivestiti in verdello bocciardato sostenuto meccanicamente da una sottostruttura metallica, riprendendo una finitura che caratterizza gli angoli di maggior pregio dei vari edifici nel nuovo quartiere e che qui caratterizza la finitura di tutte le superfici opache. Ai volumi in pietra si alternano le superfici vetrate: ai piani terra, in corrispondenza dei percorsi verticali, a tutta altezza sui fronti Nord e Sud della lobby e della rain forest. I nodi in acciaio dei serramenti riprendono per forma, passo e dimensioni gli elementi già utilizzati nel resto dell´intervento, acquistando maggior complessità e arricchendosi dei necessari elementi di irrigidimento e controvento sulle grandi superfici. Il fronte Est, corrispondente alla porzione di edificio che contiene la biblioteca e gli uffici, è caratterizzato da una facciata verde, scandita da una successione di montanti principali in legno lamellare con passo di m 3.75 e ritmata da una struttura secondaria che dimezza il modulo e sostiene, in corrispondenza di ogni marcapiano, una serie di fioriere appositamente disegnate e attrezzate con sistema di irrigazione e drenaggio. Il fronte Ovest è caratterizzato dalla vista in successione delle falde di copertura, in primo piano quelle in vetro della serra tropicale. Le coperture sono caratterizzate da una successione di grandi falde, con orientamento Est-Ovest, in parte opache con finitura in zinco e in parte trasparenti. Tutte le falde sono dotate di ampi sbalzi caratterizzati da un progressivo alleggerirsi del telaio strutturale e un diradarsi, in fasce sempre più strette, del manto di copertura. Le coperture vetrate caratterizzano il volume della lobby e quello della serra tropicale, elemento architettonico con complesse dinamiche di funzionamento, destinato quindi a particolari attenzioni, sia tecnologiche che impiantistiche. Nelle strutture ritroviamo l´utilizzo complementare di travi in legno con elementi in acciaio che lavorano sfruttando al meglio, ognuno, le proprie caratteristiche statiche. L´involucro trasparente della serra è dotato di apposite aperture, sia in basso che in alto, per consentire la necessaria ventilazione naturale, nonché di sistemi di ombreggiamento per le superfici maggiormente esposte all´irraggiamento estivo.

Schema del funzionamento energetico dell´edificio (©RPBW)

Gli spazi interni

All’interno del museo le aree dedicate all´attività espositiva comprendono tanto i veri e propri piani allestitivi quanto le aule destinate ad attività didattiche di complemento alla visita. Gli spazi espositivi sono distribuiti dal livello -1 a quello +4 e possiedono un rivestimento a terra in listoni di bamboo massello particolarmente duro e resistente all´usura. I laboratori hanno una finitura in resina, mentre per gli uffici amministrativi e direzionali è prevista l´installazione di un pavimento sopraelevato. Diverse fenditure applicate nei solai, nonché l´inclinazione delle coperture a falda, consentono di avere, lungo il percorso espositivo, alcune aree con altezze libere maggiori rispetto ad altre, utilizzabili per allestimenti che richiedano maggior spazio. Gli ambienti destinati a laboratori di studio, ricerca e conservazione sono caratterizzati da specifiche attenzioni tecnologiche e impiantistiche per garantire le corrette condizioni per la preservazione delle raccolte. Illuminazione e ventilazione naturale contribuiscono alla riduzione complessiva dei consumi e al miglioramento del comfort. La posizione e la conformazione del layout di alcuni laboratori è stata pensata per consentire occasionali visite da parte del pubblico. Esistono infatti spazi accessibili al pubblico non direttamente legati alla funzione museale espositiva, inclusa la lobby di ingresso ideata come una sorta di agorà coperta, che rappresenta il naturale prolungamento del principale asse pedonale pubblico del nuovo quartiere e che permette, attraversandola, di raggiungere lo spazio verde di fronte al Palazzo delle Albere. Vi è poi la Biblioteca/Mediateca, distribuita al piano terra, con uno spazio di prima consultazione, e su tutto il primo piano del corpo di fabbrica a Est della lobby.

Materiali e scelte impiantistiche

I materiali selezionati dal progetto sono il riflesso di una precisa volontà di integrazione e, allo stesso tempo, di sfida nei confronti del paesaggio circostante. Vetro, legno e pietra impiegati nelle superfici e nei rivestimenti conferiscono al Muse la massima naturalità. Una visione che si coniuga con l’obiettivo complementare del massimo risparmio energetico, conseguito attraverso l’utilizzo delle più sofisticate tecnologie impiantistiche, in parte condivise con gli edifici del nuovo quartiere residenziale: dalla copertura con pannelli fotovoltaici all’installazione di un impianto geotermico pilota, dall’attenta selezione delle tipologie di tamponamento all’accurata scelta dei materiali isolanti. Il sistema impiantistico fa inoltre uso di accorgimenti che aumentano le forme di risparmio energetico, come la cisterna per il recupero delle acque meteoriche che vengono utilizzate per i servizi igienici, per l´irrigazione della serra, per alimentare gli acquari e lo specchio d´acqua che circonda l´edificio. Il cantiere ha privilegiato materiali di provenienza locale per limitare l´inquinamento dovuto al trasporto. Il criterio della sostenibilità e del minor impatto trova un´applicazione peculiare nella scelta di utilizzare il bamboo italiano come legno per la pavimentazione delle zone espositive. Il legno è un materiale costituito essenzialmente dalla CO2 sequestrata dall´atmosfera nel corso della vita della pianta. Inoltre per raggiungere le dimensioni adatte per essere sezionato in listelli in forma di parquet il bamboo impiega circa 4 anni, mentre un’essenza tradizionale di pari qualità di durezza, ad esempio il larice, ne impiega almeno 40.

Certificazioni CasaClima e LEED

La scelta di serramenti con alte prestazioni energetiche, unite all’installazione di una centrale di trigenerazione, un sistema energetico centralizzato, un sistema di pannelli fotovoltaici (con dimensione e passo coerente con quello della struttura di copertura, provvisti di appositi supporti per una corretta inclinazione verso Sud), ed elevati standard in termini di coibentazione e di controllo della dispersione termica sono i fattori che hanno permesso all’intero quartiere Le Albere di ottenere la certificazione CasaClima B. Lo scorso 13 giugno inoltre il Muse, con il supporto di Habitech-Distretto Tecnologico Trentino per le attività di project management Leed, ha ottenuto la certificazione Leed NC 2.2 Gold rilasciata dal Green Building Institute. Sarà il primo museo italiano a ricevere l´ambita certificazione Leed NC, definendo un nuovo benchmark nel settore.

Atto Belloli Ardessi

La rain forest il giorno dell´inaugurazione (foto ©Enrico Cano)