MERCATO IMMOBILIARE IN LOMBARDIA, IL RAPPORTO

18/12/2018

MERCATO IMMOBILIARE IN LOMBARDIA, IL RAPPORTO
Milano skyline, foto Di Conte di Cavour - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=34763338

Presentato a Milano nei giorni scorsi il rapporto 2018 di Scenari Immobiliari sul mercato immobiliare in Lombardia, dove si concentra il 22,8% delle compravendite residenziali nazionali. 

Rispetto al 2017 la crescita delle transazioni nella regione ha vissuto un’ulteriore accelerata, incrementandosi del 13,8% (quasi cinque punti in più sul comunque positivo risultato nazionale del comparto residenziale).

Il numero di compravendite concluse in Lombardia dovrebbe attestarsi entro la fine dell’anno a 140mila unità immobiliari, contro le 123mila registrate nel 2017 in uno scenario nazionale di 610mila transazioni (in crescita dell’8,9 per cento sull’anno precedente). 

«La Lombardia – ha dichiarato Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari – ha lo stesso numero di compravendite del Portogallo e si conferma anche nel 2018 come un mercato a parte rispetto al resto del Paese. Le previsioni per il 2019 rimangono positive sia a livello lombardo che a livello nazionale, con compravendite residenziali in aumento e una maggiore tenuta delle quotazioni immobiliari. Il tasso di crescita delle transazioni lombarde dovrebbe nuovamente superare il dato medio nazionale, ampliando ulteriormente la distanza con il resto della Penisola. In particolare, nel 2019 le compravendite in Lombardia dovrebbero attestarsi a quota 158mila, per poi raggiungere le 180mila unità durante il 2020, superando il record storico di 165mila transazioni del 2007. Previsioni ovviamente condizionate dall’andamento della politica e dell’economia. Una forte frizione con l’Europa potrebbe peggiorare le attese con effetti negativi sul mercato immobiliare. Pertanto le previsioni sono state fatte nell’ipotesi di continuità».

Prezzi medi del mercato: raffronto Italia/Lombardia


Nel 2018 in Lombardia i prezzi medi di vendita sono tornati al 95,8% del valore nominale registrato nel 2007, con una crescita dell’1,2% rispetto al 2017. In Italia, invece, in media le quotazioni hanno proseguito la discesa (pur mostrando un significativo rallentamento) perdendo solo lo 0,1% sull’anno precedente e fermandosi a quota 83,9% dei valori rilevati nel 2007. 

Il 2019 in Italia si dovrebbe caratterizzare per un arresto del calo dei prezzi medi delle abitazioni, che rimarranno invariati rispetto al 2018, mentre in Lombardia è prevista una lieve accelerata della crescita delle quotazioni, con un incremento nell’ordine dell’1,5%. E nel 2020 si dovrebbe arrivare a una crescita dei prezzi del 4,2 per cento, assistendo al contempo anche a un primo ricarico dei prezzi a livello nazionale, attorno all’1 per cento rispetto ai valori registrati nel 2018, pur rimanendo ancora stabilmente al di sotto dei valori pre-crisi.

A Milano la rinnovata qualità urbana, unita al consolidamento dei fondamentali economici della città, hanno reso la città una delle mete più ambite come destinazione di studenti, lavoratori, turisti, imprese e investimenti.

Le conseguenze di questo dinamismo sul mercato immobiliare negli ultimi anni non si sono fatte attendere. L’andamento del mercato residenziale del 2018 ha continuato a registrare risultati positivi, che dovrebbero portare a fine anno ad un totale di 36mila compravendite, per un incremento dell’8,4% sul 2017. Per la prima volta in oltre dieci anni la crescita su base annua del fatturato (più 8,7%) supera il ritmo di crescita del numero di compravendite, grazie al consolidamento della crescita delle quotazioni immobiliari nelle zone semicentrali della città. 

Entro la fine dell’anno il fatturato del comparto residenziale dovrebbe arrivare a quota 10,6 miliardi di euro, segnando anche in questo caso il risultato migliore dell’ultima decade. 

L’andamento delle quotazioni immobiliari nelle zone centrali di Milano, dopo un moderato assestamento nei primi anni della recente crisi economica, è tornato a crescere. I prezzi medi al metro quadrato del 2007 sono stati recuperati già a partire dal 2015 e nel corso degli anni successivi si è assistito ad una costante crescita.

Tra i mercati residenziali degli altri capoluoghi lombardi, quello di Monza è stato il secondo per fatturato e il terzo per numero di transazioni, mentre il mercato di Como segna da anni i massimi livelli di assorbimento e lo scorso anno ha superato per la prima volta i valori del 2011 sia in numero di compravendite sia come fatturato.

«Negli ultimi otto anni – ha aggiunto in conclusione Mario Breglia – la crescita degli investimenti istituzionali riguardanti il mercato immobiliare è stata trainata in gran parte dalla Lombardia, dove si è concentrato il 43,9% degli investimenti nazionali, per un totale di oltre 20 miliardi di euro. Una crescita che tra il 2010 e il 2018 è stata significativamente più rapida rispetto a quanto osservato nel resto del Paese, in particolare a partire dal 2015, quando il traino dell’area metropolitana Milanese si è fatto più significativo. Ci sono tutte le condizioni perché questo trend possa continuare. Ma dipende anche da come il ‘rischio Italia’ sarà percepito dagli investitori esteri, che rappresentano la maggioranza degli acquirenti».

«Le richieste degli utenti generate dal nostro portale Casa.it verso gli agenti immobiliari –ha commentato Luca Rossetto, a.d. del gruppo Casa.it, che ha collaborato alla ricerca – sono un indicatore affidabile dei trend futuri delle compravendite e non possono che confermare il trend di crescita della Lombardia registrato da Scenari. I dati misurati dal nostro portale mostrano una crescita regionale di +14% delle richieste generate dagli utenti nel mese di Novembre 2018 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente». 



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