NATURALE ARTIFICIALE

09/03/2016

NATURALE ARTIFICIALE

In Olanda il sistema dei polder è un perfetto esempio di integrazione tra la natura e le attività dell’uomo. Un museo inserito nell’ambiente naturale del parco, ampliato e riqualificato sul progetto dello Studio Marco Vermeulen, ne mette a frutto i meccanismi e promuove la consapevolezza ambientale tra i visitatori.

Per secoli gli Olandesi hanno sottratto terra all’acqua per costruire difese artificiali in modo da fronteggiare le inondazioni causate dai periodi di piena dei fiumi. Un esempio è l’area di 4.450 ettari del polder Noorwaard, a sud-est di Rotterdam, diventata oggi una zona di conservazione idrica, dove l’acqua dolce del Nieuwe Merwede, proveniente dal nord del paese, viene raccolta e indirizzata verso l’area del parco naturale del Biesbosch che ospita il museo, per essere utilizzata e poi reimmessa depurata nel fiume mediante apposite aperture create intorno alla struttura. 

L´isola del Biesbosch disegno©Studio Marco Vermeulen

 

Il Biesbosch Museum, punto di partenza per la visita del parco, male attrezzato per ospitare un grande numero di visitatori e sprovvisto di zone di ristoro, è stato recentemente interessato da un’opera di ristrutturazione e ampliamento, durata otto mesi, su progetto dello Studio Marco Vermeulen

Il museo prima e dopo il progetto di ristrutturazione   

 

È stata costruita una nuova ala di 1.000 mq sul lato sud-ovest dell’edificio, dotata di grandi aree finestrate che si aprono sul giardino e su un’ampia piazza di ingresso affacciata sulle acque del parco. La nuova costruzione ospita un ristorante e uno spazio per esposizioni temporanee curato dallo Studio Joyce Langezaal

foto©Ronald Tilleman
foto©Ronald Tilleman

 

Anche la zona preesistente è stata interessata dal progetto ma, per evitare sprechi di energia e materiali, anzichè demolire e ricostruire l’intero edificio, la struttura a pianta esagonale è stata conservata e riqualificata, rinnovando anche gli spazi della mostra permanente. Qui sono stati creati sette padiglioni che attraverso materiale fotografico, video e utensili offrono una panoramica della storia, della cultura e dell’economia degli abitanti della zona, dalla prima inondazione del 1421 a oggi. 

La nuova pianta del museo disegno©Studio Marco Vermeulen
Prospetto nord- ovest disegno©Studio Marco Vermeulen
Prospetto nord-est disegno©Studio Marco Vermeulen

 

La struttura ospita anche gli uffici riservati al Consiglio del parco e alla Commissione forestale olandese - ottenuti grazie all’apertura di abbaini sul tetto - una biblioteca, un teatro polifunzionale, la hall d’ingresso e la reception.

Gli interventi sono stati pensati cercando di minimizzare il consumo di energie: tetti verdi, vetri termoresistenti e terrapieni scavati intorno all’edificio fungono da isolanti aggiuntivi; una caldaia a biomassa, collegata a un riscaldamento a pavimento mantiene il complesso alla giusta temperatura nella giornate fredde mentre nei giorni più caldi l’acqua del polder scorre nelle stesse tubature per raffrescare gli ambienti. All’interno dell’edificio, la rete delle acque sanitarie, prima di essere reimmessa in laguna, viene purificata mediante filtri fitodepurativi in salice - l’essenza tipica della zona - che ne assorbe azoti e fosfati. Inoltre il legno dei salici, una volta asciutto, è utilizzato come combustibile per la caldaia a biomassa. 

foto©Ronald Tilleman

 

L’intera costruzione è stata dotata di tetti verdi che contribuiscono alla creazione di un oggetto scultoreo che può essere letto anche come opera di land art. Una piega nel tetto crea una sorta di sentiero a zig-zag per passeggiare tra i tetti e raggiungere a una zona osservatorio. 

Il sentiero a zig zag che permette la passeggiata tra i tetti verdi foto©Ronald Tilleman

 

Nella primavera di quest’anno sarà inaugurata la Museum Eeland, una nuova isola ottenuta dallo scavo di due piccoli canali e raggiungibile a piedi dal museo lungo questo percorso. Qui un modello in scala della zona con polder, dighe e corsi d’acqua illustrerà il funzionamento e le importanti funzioni svolte dall’area del parco quando i livelli delle acque salgono e permetterà ai visitatori di sperimentare la cosiddetta Biesbosch Experience, che consiste nell’azionamento di chiuse che regolano i livelli dell’acqua, come hanno fatto per secoli gli abitanti della zona.





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