Memorie dimenticate

25/09/2009

Memorie dimenticate
Vista aerea verso sud della High Line tra la 14th e la 15th Street West ? 2009 Iwan Baan

Manhattan, massa di edifici risucchiati verso l´alto. Grande e complessa metropoli in continua trasformazione. Fitta di labirinti e di sorprese, di frammenti abbandonati, di memorie dimenticate di un passato, neanche tanto remoto, che talvolta rivive sotto la spinta di iniziative coraggiose. é il caso della High Line, un nastro ferroviario sopraelevato, a circa 7-8 metri dalla quota stradale e che si sviluppa lungo il lato ovest della cittá lungo il fiume Hudson. Per quasi tutto il ventesimo secolo la High Line ha funzionato come linea trasportatrice di carne da inscatolare nel Meatpacking District, un tempo macelleria, oggi importante centro di avvenimenti mondani.

L´abbandono delle attivitá conserviere ne segna anche la fine, e il 1980 é l´ultimo anno in cui un treno calca i binari della linea. Da allora la High Line inizia un costante e consueto processo di degrado: le strutture arrugginiscono, in alcuni tratti viene demolita e si riempie di erbacce fino al punto che sulla ex-sopraelevata crescono indisturbati perfino alberi di prima grandezza. Ma é proprio degrado quello di cui stiamo parlando? Il processo di ?inselvatichimento urbano? con specie vegetali spontanee, ma capaci di prosperare sul piano completamente artificiale di un ponte, ha dato origine nel corso degli anni ad un meraviglioso ed inaspettato nastro verde che vola sopra le strade e dal quale si aprono viste privilegiate verso il fiume. Consapevole del notevole potenziale della High Line, verso la fine degli anni ´90 un gruppo di cittadini ha iniziato a mobilitarsi contro la volontá di demolizione fino ad allora prevalente e per il suo recupero e conservazione. Il movimento cresce, si evolve e lancia nel 2003 un primo concorso di idee in forma aperta che vede la partecipazione di ben 720 progetti provenienti da 34 diverse nazioni. Verso la fine del 2004, una volta raggiunto l´appoggio economico delle istituzioni, attraverso un concorso a inviti, viene selezionato il gruppo formato dai paesaggisti James Corner/Field Operations e dagli architetti Diller/Scofidio+Renfro, che hanno la meglio sui concorrenti: Zaha Hadid con Balmori Associates + S.O.M. + studio MDA; Steven Holl con Hargreaves Associates; e Michael Van Valkenburgh Associates con D.I.R.T. Studio e Beyer Blinder Belle.

L´aspetto piú peculiare e notevole del progetto di Field Operations e Diller e Scofidio é la volontá di sostanziale conservazione delle specie vegetali spontanee, proponendo un interessante cortocircuito tra un suolo totalmente artificiale e un softscape apparentemente naturale e non addomesticato. Il sistema verde é lo stesso o é del tutto simile a quello che nel tempo si é insediato sulla linea, é capace di autoregolarsi in base a dinamiche di interazione proprie e pertanto richiede un apporto manutentivo modesto. Fondamentale nel progetto l´intervento di Piet Oudolf, esperto paesaggista-botanico olandese. Il suo lavoro si basa sulla comprensione profonda dei principi di funzionamento di un giardino inteso come un ecosistema, ma finalizzato alla composizione di spazi di tanto elevata, quanto inconsueta qualitá formale. L´arte di Oudolf, difficilmente imitabile, di governare o creare paesaggi o anche singole specie vegetali, spesso applicata a situazioni di grande rilievo e prestigio (come nei recenti Lurie Garden a Chicago o nel Battery Park, sempre a Manhattan), sta da qualche anno proponendo una nuova ed influente estetica nel disegno degli spazi aperti. In particolare, nel progetto della High Line le nuove piante sono state scelte armonizzandole o ripetendo le preesistenti in base a criteri di resistenza, estetica e appartenenza alle specie native. A progetto completato la High Line é un parco lineare che conserva tratti dei binari preesistenti e dove le superfici pavimentate si dipanano mescolandosi all´apparente disordine del verde in ?stile naturale? il cui disegno, pur conservando l´aspetto spontaneo originario, ha un rigoroso ordine compositivo e tecnico. Nel disegno di Field Operations/Diller Scofidio tutto si fonde, il verde con la pavimentazione, le panchine ed altre attrezzature con il piano calpestabile. Quel che piú conta é che questo progetto, che vede ormai la partecipazione di un foltissimo numero di sostenitori e di donatori, tra i quali alcune star di Hollywood (tra queste l´attore Ethan Hawke, voce nel video che racconta la storia del progetto), sia una provocatoria e quanto mai reale dimostrazione della potenzialitá legata al recupero di situazioni di apparente abbandono urbano: un´esperienza di successo, dato che la prima sezione della High Line é stata aperta nel giugno 2009 e la seconda lo sará entro la fine del 2010.



Commenti



Nessun commento presente.


PAGINA: