News dal Salone del restauro 2015

02/03/2015

News dal Salone del restauro 2015

La prima novità della XXII edizione del Salone del Restauro di Ferrara è il cambio di data: quest’anno l’appuntamento con la manifestazione è dal 6 al 9 maggio (e non più in autunno come negli anni passati) in concomitanza con Expo Milano 2015

Il processo di trasformazione intrapreso negli ultimi anni dalla manifestazione è inoltre ben allineato alla profonda riforma attuata dal MiBACT, partner fin dalla prima edizione del Salone, in particolare per quel che riguarda la piena integrazione tra cultura e turismo, il mecenatismo culturale e la creazione di un vero e proprio sistema museale italiano, nodo centrale della riforma che troverà numerosi momenti di approfondimento durante l’appuntamento espositivo.

In questa stessa ottica, declinando i concetti fondamentali di Smart Cities e di “museo diffuso”, verrà presentata un’ipotesi concreta di Smart Museum, ovvero una proposta di spazio espositivo allestito anche attraverso l’uso di applicazioni tecnologiche che ne facilitino il percorso museale e la didattica, con l’apporto di start-up e aziende che operano nel campo dello sviluppo di percorsi museali e turistici. 

D’obbligo quindi una riflessione sulla nascita di un sistema museale nazionale, sulle nuove forme di organizzazione e gestione dei musei, compresi i servizi aggiuntivi, fino agli standard di controllo e valutazione in coerenza con gli standard stabiliti dall’ICOM-International Council of Museum che al Salone presenterà, in collaborazione con ANMLI-Associazione Nazionale Musei Locali e Internazionali, una preview della conferenza internazionale Museum and Cultural Landscapes che si terrà nel 2016 a Milano e che offrirà la possibilità all’Italia di confrontarsi con istituti internazionali sui possibili modelli di gestione.

Inoltre, la fruttuosa sinergia tra pubblico e privato, da sempre sostenuta dalla manifestazione, sarà al centro di una tavola rotonda che vedrà la partecipazione di giornalisti di settore, studiosi ed economisti, Fondazioni, società di crowdfunding e semplici cittadini privati che nella cultura hanno già deciso di investire. 



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