L’insieme vale di più della somma delle parti

Presentato il primo sistema italiano di rating della sostenibilità basato sui criteri LEED

 Promosso nel 2008 dal Distretto Tecnologico Trentino insieme a 46 soci fondatori, Green Building Council Italia, da settembre 2008 socio di World GBC conta già 400 soci: studi di progettazione, enti, istituzioni, aziende e società di servizi del mercato delle costruzioni decisi a promuovere in Italia il sistema di valutazione LEED® (Leadership in Energy and Environmental Design) della sostenibilità degli edifici. Il primo risultato concreto, frutto dell’impegno di più di 150 esperti organizzati in commissioni, è LEED 2009 Italia Nuove Costruzioni e Ristrutturazioni, primo caso al mondo di trasposizione, e non di mera traduzione, dello standard LEED® americano: 600 pagine per sviluppare un sistema di certificazione nazionale perfettamente allineato con le normative italiane e con il sistema di misura internazionale.

Il sistema di certificazione volontaria LEED nasce negli USA negli anni Novanta, si evolve al passo con l’innovazione nei materiali e nei sistemi di costruzione e, al contrario dei sistemi di certificazione energetica, valuta l’impatto ambientale complessivo di un edificio, dalla scelta del sito di costruzione fino alla sua fine-vita. Inevitabile la complessità del sistema, che si basa su alcuni indispensabili prerequisiti per accedere alla certificazione e poi si articola in sette diverse categorie di certificazione, per ognuna delle quali viene espressa una valutazione in punti. I criteri di rating adattati alle norme italiane e comunitarie sono severi quanto, e in taluni casi più di quelli americani.

Applicabile a nuove costruzioni o a edifici esistenti, il sistema di rating prende in considerazione:

  • la sostenibilità del sito, a partire dall’impatto del cantiere fino alla densità (risparmio di suolo) e alla vicinanza ai servizi;
  • l’efficiente gestione delle acque, sia a scopi irrigui sia per i consumi interni dell’edificio e nella gestione delle acque reflue;
  • l’impatto energetico e sull’atmosfera, con l’analisi dei flussi energetici globali in termini di risparmio (orientamento, isolamento) e di produzione di energia da fonti rinnovabili;
  • l’impiego di materiali e risorse e dunque il loro costo ambientale come risorse sottratte all’ambiente, trasporto, materiale riciclato e riciclabile, costi e impatto dello smaltimento;
  • la qualità ambientale interna che valuta la salubrità, il comfort, la luce naturale;
  • l’innovazione nella progettazione, che è uno dei criteri più intelligenti in quanto tende a superare i limiti di qualsiasi attività normativa che non può che prendere in considerazione quanto già esiste attribuendo punti (fino a 6) a innovazioni di processo o di prodotto migliorative delle best practices.
  • Infine, la categoria “priorità regionale” premia la capacità del progetto di adattarsi al luogo.

Strumento prezioso per tutti i progettisti, anche per chi non intenda sottoporre a certificazione l’edificio, futuro benchmark del mercato immobiliare, come ha ricordato Manfredi Catella di Hines alla presentazione di Milano, LEED 2009 Italia dovrebbe essere consultato da ogni amministratore locale che potrà facilmente integrarne i criteri nei propri strumenti di programmazione edilizia. Prossimi appuntamenti di presentazione a Roma il 23 settembre e a Bologna in occasione di SAIE.

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