Una struttura ipogea che valorizza vino e paesaggi

26/08/2009

Una struttura ipogea che valorizza vino e paesaggi
La cantina Antinori a San Casciano, Val di Pesa: la struttura é un involucro interrato che crea un nuovo piano di campagna segnato da tagli orizzontali

Il progetto per la cantina Antinori esprime, con l´architettura, il senso di un prodotto che nasce e si sviluppa dalla terra come sintesi di un lavoro, una tradizione, una cultura, profondamente connesse con il paesaggio agreste e l´ambiente naturale, ingrediente fondamentale per la produzione del vino, elemento strutturale e indissolubile di una pratica operativa che vive in osmosi con la campagna. Per questo l´immagine e la sostanza della nuova cantina disegnata da Archea si rivela attraverso un legame profondo e radicale con il territorio fino a nascondersi e confondersi in esso. La costruzione concettuale della proposta si traduce in un involucro completamente interrato che tenta una conciliazione tra naturale e artificiale. Il risultato é un nuovo piano di campagna e un nuovo vigneto segnato da due tagli orizzontali che seguendo le curve di livello muove i profili collinari permettendo l´ingresso della luce nell´edificio e l´inquadramento panoramico del contesto circostante. Questo desiderio di naturalitá e di contatto con la terra nasce dalla convinzione che il ruolo della cantina sia storicamente e fisicamente legato a una condizione ipogea, la piú consona alla maturazione del prodotto. Inoltre se le dimensioni industriali richiedono spazi e superfici di notevole consistenza, resta al tempo stesso indispensabile minimizzare l´impatto degli elementi costruiti per valorizzare la scansione dei vigneti e il paesaggio. La facciata é distesa quasi orizzontalmente sul pendio della collina ed é disegnata dai filari delle viti che, con la terra, ne sono il materiale di rivestimento. Le aperture sono concepite come due sottili fenditure nel terreno che svelano, senza evidenziarlo, il cuore interno della cantina. Lungo la fenditura piú bassa si distendono gli spazi uffici concepiti come un belvedere posto al di sopra della barriccaia e delle zone di fermentazione; nella seconda posta piú in alto, si aprono le zone di imbottigliamento e immagazzinamento che rimangono comunque ipogee. Il cuore protetto della cantina, dove il prodotto riposa per la maturazione in barrique, é una struttura multipla voltata invisibile all´esterno, che si mostra internamente in una sobria ricerca di monumentalitá. La cantina é al contempo opificio, luogo sacro, borgo rurale. Nel caso della cantina di Bargino l´aspetto rurale é affidato alla ricostruzione di un nuovo paesaggio e di un nuovo vigneto soprastante l´edificio, mentre la dimensione sacra é colta nella sequenza delle volte sotterranee che custodiscono il prodotto durante la preparazione. L´aspetto produttivo é viceversa diminuito nella consistenza visiva in modo da non enfatizzare con le proprie dimensioni, una lavorazione che, nelle fasi piú importanti, rimane controllata direttamente dall´uomo.
Sezione
La lettura della sezione dell´edificio é fondamentale per la comprensione della vita e dello svolgimento delle attivitá di un insieme architettonico che vive parallelamente al profilo collinare nella successione altimetrica degli spazi. L´arrivo uve é posto a una quota soprastante i silos di fermentazione in modo da permetterne la lavorazione secondo un percorso di movimentazione a gravitá che si conclude nella barriccaia interrata climatizzata naturalmente in modo da ridurre il dispendio energetico per il controllo delle temperature interne. L´ingresso alla cantina di visitatori e merci avviene penetrando nel fianco della collina fino a incontrare le zone di parcheggio nella parte piú sotterranea. Nei periodi estivi la sequenza didattico-conoscitiva porta all´esterno, sulla copertura-vigneto, attraverso una rampa circolare, per poi ridiscendere dalla zona panoramica dell´arrivo uve. Nel periodo invernale e nelle stagioni piovose, quando i vigneti sono meno praticabili, il percorso di visita inizia dall´interno a una quota sopraelevata e separata rispetto ai piani di lavoro secondo una sequenza di percorsi che non creano interferenze tra le zone di visita e quelle di lavoro. Entrambi i percorsi concludono al livello che ospita l´auditorium per 200 persone, uno spazio museale, una biblioteca e una zona di vendita diretta dei prodotti locali. Al livello soprastante sono collocati gli spazi uffici che affacciano verso la collina e su una successione di corti interne in modo da sfruttare l´illuminazione naturale. Nella parte alta, al medesimo livello dell´arrivo uve, si trovano le zone dimostrative di costruzione delle barriques e preparazione delle barbatelle, il frantoio, la vinsanteria, un ristorante e un forno per il pane, la foresteria, la casa del custode posta a fianco dell´asilo a uso dei dipendenti dell´azienda. Una simile quantitá di funzioni e spazi, di percorsi differenziati ed esigenze variate, inquadrano l´edificio nella dimensione di un complesso concepito per valorizzare il paesaggio e l´integrazione di centinaia di persone in un insieme dove la dimensione agreste e collinare rimane protagonista. Per questo i materiali rimandano alla tradizione locale utilizzando la terracotta per il rivestimento delle strutture voltate e dei pavimenti, la pietra serena nel rivestimento esterno delle fenditure sul fianco collinare, il marmo di Carrara in alcune parti interne di maggior pregio e rappresentanza. L´uso del legno rimane legato agli arredi ma soprattutto alla presenza delle migliaia di barriques per la maturazione del vino, oggetto e soggetto dell´intera composizione architettonica.

Progetto architettonico Archea Associati (Laura Andreini, Marco Casamonti, Silvia Fabi, Massimiliano Giberti, Gianna Parisse, Giovanni Polazzi)
Coordinamento progettuale Francesco Giordani (responsabile), Elisa Baragatti, Ezio Birondi, Antonella Dini, Simone Gobbo, Alberto Mottola, Davide Penserini, Giuseppe Pezzano, Francesco Renieri, Marika Roccabruna, Federico Scoponi, Davide Servente, Patrizia Valandro,
Engineering e coordinamento progettazioni specialistiche Paolo Giustiniani ? Hydea s.r.l.
Strutture A&I progetti s.r.l., Massimo Toni, Niccoló De Robertis
Impianti M&E s.r.l., Stefano Mignani, Paolo Bonacorsi
Impianti enologici Technique Trading (pty) ltd
Impresa costruzioni Consorzio Etruria S.c.a.r.l.
Direzione artistica Marco Casamonti
Direzione lavori Paolo Giustiniani
Committente Marchesi Antinori s.r.l.
Localitá Bargino, Comune di San Casciano Val di Pesa (Firenze)
Tempi di realizzazione inizio lavori 2007, consegna 2011
Costo totale: 52.000.000 di euro (escluse linee di imbottigliamento ed impianti di produzione)

Superficie lotto 139.950 mq
Superficie costruita 41.165 mq
Volumetria costruita 287.260 mc

Archea Associati
Fondato a Firenze nel 1988 da Laura Andreini, Marco Casamonti e Giovanni Polazzi, Archea Associati é un network di oltre 100 architetti, operativi nelle 6 sedi di Firenze, Genova, Milano, Roma, Pechino e Dubai. Gli interessi e le attivitá di ricerca dello studio muovono dal paesaggio alla cittá, dall´edificio al design e pur essendo incentrati sull´architettura, i progetti spaziano dalla grafica all´editoria, dalle mostre agli eventi. Ai fondatori si sono associati nel 1999 Silvia Fabi, coordinatrice dello tudio di Firenze, e nel 2004 Massimiliano Giberti, responsabile dello studio di Genova. Tra i progetti piú importanti: la Biblioteca comunale di Nembro (BG), la Torre delle Arti a Milano, la nuova Libreria Edison nell´ex Teatro Lazzeri di Livorno.



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