NUOVA VITA CON IL LEGNO

22/03/2012

NUOVA VITA CON IL LEGNO
Vista del soggiorno con grandi aperture vetrate sul giardino.

Ad Arcugnano, sui Colli Berici, un vecchio edificio rinasce grazie al legno: un esempio di costruzione attenta all’ambiente e al benessere abitativo, nel rispetto delle forme preesistenti, con vista panoramica sulla città di Vicenza.

ll risanamento, con demolizione e ampliamento, di un vecchio edificio sui Colli Berici, ad opera dell’architetto Marco De Fonzo dello studio X-Tern di Merano, è esemplare sotto diversi punti di vista. In primo luogo per l’architettura, che risponde alle richieste del committente estendendo con modernità ma nello stesso tempo con discrezione la struttura esistente; in secondo luogo per la scelta dei materiali, con il legno che gioca un ruolo di rilievo sia nella costruzione sia nel comfort abitativo; infine perchè il legno non si vede, rivestito con un cappotto naturale finito con intonaci che si adattano alla tradizione costruttiva del luogo e al paesaggio. Siamo ad Arcugnano, lungo la dorsale dei Colli Berici, un’area boschiva che ha conservato la bellezza paesaggistica ampiamente diffusa prima che il Veneto diventasse il “miracolo del Nord-Est”. L’intervento non è facile: un semplice manufatto a due piani stretto tra altre costruzioni, cui sono appoggiati annessi per usi diversi, eretti nel corso del tempo e in parte pericolanti.

Render dell´edificio visto da ovest

 

L’intervento ne ha previsto la demolizione per far posto ad un nuovo corpo, portato da una maglia di pilastri in acciaio e dunque rialzato rispetto al pendio sottostante, dando origine ad un solaio ventilato. Questo corpo, dalle linee geometriche pure e con tetto piano trattato a giardino, contiene l’ingresso principale al piano nobile dell’abitazione, il bagno padronale, una camera e a nord il soggiorno, con una grande vetrata sulla valle sottostante e sulla città di Vicenza in lontananza. È da qui che si può scendere verso la cucina e il fogher, il grande focolare conviviale della civiltà contadina, che è stato conservato nella posizione originaria nel corpo centrale principale e soprattutto, proprio per la sua caratteristica di “anima” della casa, dotato di doppia altezza (fino all’intradosso della copertura di falda, a 7,30 metri), che lo rende visibile già dall’ingresso. Anche le aperture dell’edificio principale sono state riproposte come da originale lungo il fronte sud-ovest; allo stesso modo, è stato ripreso il profilo del tetto a falde e riutilizzato il manto di copertura esistente. La struttura portante dell’edificio è a pareti e solai in legno pieno, coadiuvati, nella parte a sbalzo, da pilastrini e travetti in acciaio. La facciata interna delle pareti in legno è rivestita in fibra di gesso traspirante. Le fondazioni sono in calcestruzzo armato (a platea sotto la cucina e a nastro alla base dei pilastri in acciaio che “sollevano” il nuovo corpo ortogonale). Le connessioni delle pareti in legno, rigorosamente non trattato, sono anch’esse in legno, senza uso di colle o giunzioni metalliche. Un cappotto termico in fibra di legno, intonacato in colore bianco, per eliminare il “salto” cromatico della vecchia abitazione, completa l’opera.

Illuminazione e ventilazione naturale

Grande attenzione è stata riservata alla distribuzione della luce naturale, prevedendo un doppio affaccio nord/est e sud/ovest, con altrettanta cura per la ventilazione naturale, sia in orizzontale (tra ingresso e accesso al giardino verso la terrazza) sia in verticale (doppia altezza tra cucina e soggiorno). Gli infissi installati sono a taglio termico con vetrocamera. L’impianto termico è a gas con riscaldamento radiante a pavimento.

Un legno “lunare” 

Le generazioni che ci hanno preceduto lo sapevano: il legno da costruzione va tagliato all’ultima luna piena dell’anno, intorno al 21 dicembre. L’albero in quel momento è al minimo della propria vita, quindi il movimento linfatico è notevolmente ridotto. Tagliato in quel momento, il legno non si muoverà nè in fase di realizzazione né successivamente, migliorando le sue prestazioni statiche.

Parete di legno del soggiorno in un´immagine del cantiere

 

Costruire senza chiodi e colle

Nelle intenzioni dei progettisti, concordate con la committenza, c’era la volontà di progettare un edificio “intelligente” in grado di:

• reagire in maniera efficace alle sollecitazioni atmosferiche grazie ad accorgimenti tecnici e progettuali 

• favorire il risparmio energetico e ridurre l’impatto sull’ambiente

• conservare la memoria storica dell’edificio.

Inoltre, la volontà di ottenere la certificazione CasaClima ha portato ad una scelta dei materiali da costruzione ad alta prestazione e compatibilità ambientale e impianti che utilizzino energie rinnovabili, con recupero delle acque piovane. Aumenta dunque la sensibilità verso un’architettura rispettosa dell’ambiente ma soprattutto che offra il massimo benessere climatico-abitativo: in quest’opera, ad esempio, non sono state utilizzate colle ma solo chiodi in legno, per tutelare la salute degli abitanti ed evitare emissioni chimiche nocive.

 
 

Anno di completamento: 2012
Committente: Riccardo de Fonzo
Progetto: arch. Marco de Fonzo-Studio X-TERN (Merano)
Località: Arcugnano (VI)
Superficie lotto: 1.729,19 mq
Opere in legno: EggerBau Srl (Bolzano)
Progetto impianto elettrico: P.I. Elio Galanda
Progetto impianto termosanitario: P.I. Thomas Dissertori
Impresa: Piva Snc (Vicenza)
Serramenti interni: Falegnameria Amegg (Bolzano)
Opere in ferro e acciaio: Metal Sistem (Bassano del Grappa, VI)
Arredamenti: Zuffellato Arredamenti (Vicenza)





 
Vista dall´alto della zona pranzo-cucina




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