PICCOLI COMUNI E CAMMINI D’ITALIA

17/06/2020

PICCOLI COMUNI E CAMMINI D’ITALIA

Presentato oggi il rapporto “Piccoli comuni e Cammini d’Italia” realizzato da Fondazione Symbola e da Ifel con il patrocinio del Mibact, dell’Anci, di Uncem, di Federparchi, del Fai, del Touring Club Italiano, di Coldiretti, di Legambiente e la partnership di Caire Consorzio.

Piccoli Comuni e Cammini d’Italia” è un viaggio composto da 44 itinerari – in futuro destinato ad ampliarsi – che in 15.400 km si snoda lungo tutta la penisola e le isole, attraversa 1.435 comuni, di cui 944 con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, e incontra oltre 2mila beni culturali e 179 produzioni Dop/Igp.

Si tratta di un progetto di analisi e racconto dell’economia e del patrimonio storico culturale e ambientale dei territori italiani avviato nel 2016 con Piccoli comuni e produzioni tipiche, realizzato insieme a Coldiretti, e con l’Atlante dell’Appennino, prima sistematizzazione delle valenze ambientali, culturali ed economiche del più grande sistema montuoso del Mediterraneo.

Cammini sono un´occasione di promozione turistica e culturale e di sviluppo locale per le città d’arte di medie e grandi dimensioni ma soprattutto per quelle realtà territoriali capaci di cogliere le opportunità della legge sui Piccoli Comuni (la n.158 del 6/10/2017, meglio conosciuta come legge Realacci) che prevede misure e strumenti per rafforzare i servizi territoriali – a partire dal digitale e dai presìdi sanitari – e promuovere, in particolare, le produzioni artigianali ed enogastronomiche e il recupero, la riqualificazione e la messa in sicurezza dei centri storici.
Condizioni fondamentali per organizzare adeguatamente ospitalità, ristorazione e servizi e rispondere così ad una nuova domanda turistica destinata a crescere anche in conseguenza dell’epidemia da Covid-19. Si tratta di territori a cui oggi si guarda con occhi nuovi per la salubrità, la qualità dei paesaggi, il distanziamento fisico come condizione connaturata dei luoghi e non costrittiva, la piccola dimensione e la prossimità con i luoghi di residenza.

Secondo Ermete Realacci, presidente di Symbola, «cogliere le potenzialità dei cammini d’Italia in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando significa rafforzare anche il ruolo e il presidio dei piccoli comuni, di istituzioni e comunità locali. Tradizioni, cultura, bellezza, coesione, innovazione e creatività sono le chiavi di un’economia più a misura d’uomo sulla quale il Manifesto di Assisi ci invita a scommettere.
Possiamo far ripartire il turismo e l’economia e possiamo competere in un mondo globalizzato se innoviamo senza indebolire la nostra identità, se l’Italia fa l’Italia
». 

Gli scenari offerti dai Cammini d’Italia sono vasti e diversi, attraversano parchi nazionali e regionali, fiumi, boschi e foreste, paesaggi agrari, costeggiano laghi e zone umide, raggiungono borghi, pievi, abbazie, santuari, monasteri, fortezze e castelli.
Troviamo itinerari regionali come il Sentiero Liguria, che da Luni a Ventimiglia attraversa la regione lungo la cvosta salendo a tratti sui pendii delle montagne, e il Viaggio nella Storia d’Abruzzo che con cinque diversi itinerari attraversa oltre quaranta delle province dell’Aquila e di Pescara incrociando siti archeologici, chiese ricche di bellezza, paesaggi stupendi e luoghi di elevato interesse naturalistico.
O la Magna Via Francigena, che divide in due la Sicilia in un percorso che collega Palermo ad Agrigento. Altri cammini invece attraversano il Bel Paese partendo fuori dai confini nazionali, come la Via Francigena, che ha inizio dal Valico di San Bernardo o come la Via Romea Germanica, che partendo dal Brennero giunge sempre a Roma in un viaggio di 1.020 km attraverso 6 regioni.
Molti anche i cammini religiosi, come ad esempio la Via di Francesco, che ripercorre i principali luoghi e santuari della vita del Patrono d’Italia.

I Cammini d’Italia rafforzano anche il ruolo e il presidio dei piccoli comuni, di istituzioni e comunità locali capaci di mantenere e rafforzare i primati internazionali che può vantare il nostro Paese: come quello che secondo la classifica stilata nel 2019 da The Spectator Indexvede la cultura italiana come la più influente al mondo, potente e suggestivo retroterra del Made in Italy e dei molti successi dell’export nazionale.



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