PROFILI / SCAU STUDIO

27/05/2014

PROFILI / SCAU STUDIO
Hotel Esperia, Zafferana Etnea (foto ©Moreno Maggi)

L’architettura è prima di tutto una questione di metodo: un metodo che rende riconoscibili i lavori di SCAU Studio, pur diversi tra loro per scala, tipologia e funzione, senza infliggere uno stile e una firma al territorio.

Dalla statale, scendendo verso Acireale, il segno di riconoscimento dello studio è un pergolato in legno ricoperto di glicine che poggia su setti rossi in muratura. Nella sede c’è tutta la filosofia di progettazione di SCAU Studio: la fusione tra architettura e paesaggio, la fluidità dei percorsi, la scelta dei materiali, la mediazione tra elementi costruiti e elementi naturali, tra interno e esterno, l’uso del colore, il dialogo tra storia e presente – era un vecchio casolare all’interno di un agrumeto. È lo stesso approccio, codificato nel “decalogo” con cui tutti i collaboratori sono invitati a confrontarsi, che caratterizza le centinaia di progetti sviluppati dallo studio fondato nel 1980 da Angelo Vecchio, architetto e ingegnere, e Angelo Di Mauro, ingegnere, cui dal 2001 si sono aggiunti come associati l’architetto Koncita Santo e il geometra Alfio Cavallaro.

Angelo Vecchio - terzo da sinistra - con il team di SCAU nella sede dello studio ad Acireale (foto ©Giusy Pelleriti)

Progetti che attraversano tutte le scale, dalla residenza di campagna al centro commerciale, e dove spesso, come lo stesso Angelo Vecchio ammette, la parte fondamentale dell’intervento non è la costruzione ma il giardino (ragion per cui nei lavori si incontrano spesso sistemi a corte, che favoriscono l’affaccio su spazi esterni). Ad essi si aggiungono studi di urbanistica sfociati nella sistemazione di parchi, piazze, spazi collettivi, edifici pubblici e storici. Quello del confronto con il costruito è un altro tema fondamentale dello studio, che alla ricostruzione “com’era e dov’era” o alla giustapposizione di un nuovo immodificabile privilegia la sovrapposizione, proseguendo nel presente la pratica antica che ha reso così peculiare nel mondo l’ambiente costruito italiano. C’è poi il cantiere e le possibilità di sperimentazione che offre, e i materiali, che se usati in modo naturale suggeriscono spontaneamente la forma in grado di esprimerne le potenzialità espressive. Ma niente sarebbe diventato concreta architettura e paesaggio senza la cultura, la curiosità e la passione dei soci di SCAU per un lavoro artigianale che possa contribuire a rendere il mondo un posto migliore dove vivere.

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