PROGETTO FLAMINIO: VINCE STUDIO 015 PAOLA VIGANO’

24/06/2015

PROGETTO FLAMINIO: VINCE STUDIO 015 PAOLA VIGANO’
l´area di Progetto Flaminio nel progetto vincitore (Studio 015 Paola Viganò)

Studio 015, fondato da Paola Viganò e Bernardo Secchi, è il vincitore del concorso internazionale di progettazione per il quartiere della Città della Scienza. Lo ha annunciato oggi 24 giugno a Roma, nel corso della cerimonia di premiazione, Marco Sangiorgio, direttore generale CDP investimentI Sgr.

Nelle motivazioni della giuria, presieduta da Paola di Biagi, il progetto vincitore «individua una soluzione urbana in cui ciò che assume senso sono le relazioni e le centralità urbane, gli spazi aperti, il paesaggio e quindi la qualità dell’abitare. Un progetto che propone una totale permeabilità e fruizione pubblica dell’area, che supera il suo carattere di recinto militare e consente una maggiore penetrazione del tessuto urbano da parte di abitanti e cittadini».

L’elemento che distingue il progetto è la costruzione di una fascia che allarga via Guido Reni e su cui si aprono gli spazi commerciali, rendendola una piazza lineare.

masterplan vincitore di Progetto Flaminio (Studio 015 Paola Viganò): in primo piano l´edificio del MAXXI, che via Guido Reni divide dall´area di sviluppo

 

Paola Viganò, che ha partecipato al concorso con un team di progettazione comprendente, oltre al suo studio, la società di Ingegneria D’Appolonia SpA di Genova (Gruppo RINA), commenta «la nostra è un’idea di progetto come risorsa rinnovabile. Un linguaggio urbano solido che si lega a scelte che vanno molto in profondità. La fattibilità è il manifesto del progetto, l’idea che sia qualcosa che si possa fare è quasi un atto rivoluzionario in Italia».

 

pianta in scala 1:1000 e assonometria 1:500 del progetto vincitore

 

Rivoluzionario, per gli standard nazionali, anche il processo di concorso adottato: bandito da un soggetto privato (CDP Investimenti SGR, sulla base di accordi programmatici e urbanistici raggiunti con l’Amministrazione Comunale) e dunque non soggetto al Codice degli Appalti, il concorso internazionale, che ha ricevuto 246 candidature, era libero, basato su un curriculum e una proposta; la composizione della giuria (oltre alla presidente Paola di Biagi, professore ordinario di Urbanistica a Trieste: Christian Sumi, Burkhalter Sumi Architekten; Giacomo Borella, Studio Albori; Marco Sangiorgio e Giovanni D´Onofrio, CDP, e i due membri supplenti Béatrice Jullien e Francesco Garofalo) nota in anticipo, come di regola avviene all’estero; un gruppo di lavoro, coinvolto dalla scrittura del bando, ha operato una selezione tra le candidature; la giuria ha selezionato il vincitore e i sei finalisti hanno ricevuto un compenso di 24mila euro.

Inoltre, come nei MEP (Mandats d’etude paralleles) europei, nel corso dell’elaborazione dei progetti la giuria interagiva con i concorrenti. Un dialogo che ha permesso di arricchire il bando – e la consapevolezza dei finalisti - con le istanze provenienti da una lunga fase di ascolto della cittadinanza.

 

L´area di concorso e la sua storia

L’area di concorso si trova a un chilometro da Porta del Popolo e dal centro storico di Roma, ed è

circondata da importanti strutture architettoniche del XX secolo: il Foro Italico, il Villaggio Olimpico del 1960, il Parco della Musica di Renzo Piano, il Museo MAXXI di Zaha Hadid che sorge sul fronte opposto della strada. Rimasta di carattere pressoché extraurbano e agricolo fino alla fine del ´800 – gli antichi Prata Flaminia – nei primi del ´900 l´area inizia ad essere interessata da alcuni insediamenti industriali come il complesso delle officine per la Società Automobili "Roma", poi convertito in stabilimento per la produzione di munizioni e armi, con la denominazione di Regia Fabbrica d´Armi. L´area di concorso e tutte le aree adiacenti all´attuale via Guido Reni vengono destinate a scopi militari. Una nuova trasformazione negli anni Trenta, quando via Guido Reni diviene l´asse del tridente Flaminio, di cui viene confermata la natura prevalentemente residenziale. Negli anni ´50 l´impianto militare muta la sua denominazione in Stabilimento Militare Materiali Elettronici di Precisione e rimane in uso fino agli anni ´90. All´inizio del nuovo millennio, con la realizzazione del Parco della Musica e del MAXXI – che insiste anch´esso su una parte delle ex caserme – l´intero quartiere si dota di importanti infrastrutture culturali che ne indirizzano e completano la nuova vocazione urbana.

 

 

Il progetto vincitore

La struttura urbana proposta ritrova la porosità negata dai grandi recinti militari, stabilendo una continuità importante tra i due assi del tridente (viale Pinturicchio a nord, viale del Vignola a sud) e coinvolgendo la piazza del Maxxi.

Funzioni

La Città della Scienza viene posizionata a nord‐est, in continuità con lo spazio del Maxxi. Il programma funzionale del museo potrà, in caso di tempi lunghi, essere ospitato nel grande hangar esistente, restaurato e riadattato per il nuovo utilizzo.

Le attività commerciali sono collocate al livello stradale verso via Guido Reni, mentre la parte più interna dell´area è dedicata ai servizi di carattere pubblico; i livelli superiori degli edifici ospitano le funzioni residenziali. L’hotel programmato è collocato sul limite sud‐est dell´area, lungo l´asse parallelo a via Guido Reni. Le attività collettive sono ospitate in due edifici su viale del Vignola e destinati l’uno alle attività di associazioni locali, l’altro a uno spazio aperto polivalente. Nel loro insieme, i due edifici e la strada su cui si affacciano costituiscono una nuova centralità urbana.

Circolazione

Il progetto si appoggia all´ipotesi di un trasporto pubblico su via Guido Reni che diventa una strada lenta e alberata. È previsto un solo asse carrabile perpendicolare a via Guido Reni; per il resto la circolazione è orientata nord‐sud ed organizzata su strade residenziali, ad esclusione dell´asse diagonale tra via Guido Reni e viale del Vignola, e su percorsi pedonali tra i giardini.

 

I finalisti

Insieme a Studio 015 Paola Viganò, finalisti del concorso Progetto Flaminio sono stati:

Juan Navarro Baldeweg Asociados con Enrico Da Gai – Madrid / Roma;

Caruso St John – Londra con Vogt Landscape Limited per il progetto di paesaggio;

KCAP (Kees Christiaanse) e SPK+, Amsterdam, con LATZ+PARTNER per il landscape design;

Labics (Maria Claudia Clemente, Francesco Isidori) e Paredes Pedrosa Arquitectos - Roma / Madrid;

IaN+ (Carmelo Baglivo, Luca Galofaro, Stefania Manna) – Roma

 

 

 

render, schemi e disegni dei progetti finalisti. Dall´alto IaN+; Labics; KCAP; Caruso St John; Baldeweg 


Venerdì 26 giugno presso il Maxxi (corner D) si inaugura la mostra di presentazione al pubblico dei risultati del concorso, visitabile fino al 5 luglio 2015.



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