PROTECTING HERITAGE TO BUILD PEACE, UNA CALL

19/02/2019

PROTECTING HERITAGE TO BUILD PEACE, UNA CALL
Leptis Magna, Libia (ph ©Dr. Hafed Walda)

Aliph (International Alliance for the Protection of Heritage in Conflict areas), un’organizzazione internazionale con sede in Svizzera, lancia via web la sua prima call for projects – deadline il 15 marzo – per sostenere finanziariamente progetti di prevenzione, protezione e restauro a tutte le scale, da piccole iniziative locali a ambiziosi progetti di lungo termine, del patrimonio culturale mondiale in aree di guerra.

Fondata nel marzo 2017 su iniziativa della Francia e degli Emirati Arabi, Aliph, il cui motto è “Protecting heritage to build peace”, comprende ora anche i governi di Arabia Saudita, Kuwait, Lussemburgo, Marocco, Cina e Svizzera, oltre a istituzioni e figure-chiave della società civile come la Andrew W. Mellon Foundatione i filantropi Thomas S. Kaplan e Jean-Claude Gandur.

Il restauro della tomba di Askia a Gao, in Mali, è uno dei progetti attualmente finanziati da Aliph

 

Dei 77,5 milioni di dollari stanziati, 60 sono già stati versati e nei prossimi tre anni il fondo di Aliph prevede di investire quasi 30 milioni di dollari per sostenere concreti sforzi di protezione e ricostruzione del patrimonio storico in aree di guerra.

Aliph attualmente sta finanziando la riqualificazione del museo di Mosul in Iraq, il restauro della tomba di Askia in Mali e la ricostruzione del monastero di Mar Benham nel nord dell’Iraq.

Il monastero di Mar Benham a Khidr, nell´Iraq settentrionale (photo ©Fraternité en Iraq). Edificio del IV secolo che accoglieva una delle più importanti biblioteche di testi in Siriano nel mondo, venne distrutto da Daesh nel 2015. Aliph sta contribuendo con 250.000 dollari al progetto di restauro.

 

Riguardo all’attività di Aliph Thomas Vonier, presidente dell’Uia (Union Internationale des Architects) afferma: «troppi luoghi nel mondo conoscono la sofferenza e la distruzione inferte da conflitti armati. Tra le terribili ferite all’ambiente costruito vi sono le distruzioni inflitte al patrimonio culturale, quel preciso ambiente fisico che definisce la cultura, l’identità e la memoria di un luogo. Gli architetti possono dare un valido aiuto a proteggere questi luoghi in caso di guerra e lavorare ala loro ricostruzione al termine del conflitto. L’Uia si associa pienamente alla missione dell’Aliph e si adopera, insieme al Consiglio Nazionale Francese degli Architetti, per promuovere questa importante call for projects internazionale».



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