Soluzioni contemporanee nel centro storico

05/11/2009

Soluzioni contemporanee nel centro storico
Interno giorno: sul fondo il modulo cucina con le ?chele? laterali che delimitano e separano lo spazio dall´ingresso (foto Giacomo Traldi)

MasCá ha un duplice significato: da una parte richiama l´antica tradizione della via Mascarella, nel centro storico di Bologna, dove sorge l´edificio, via un tempo ricca di attivitá artigianali legate al vicino Campo Marzio; dall´altro, dopo l´intervento dell´Atelier Traldi, é l´acronimo di ?Moduli Abitativi Sostenibili Confortevoli e Attrezzati?: una quindicina di abitacoli il cui fascino scaturisce da un uso sapiente di elementi e materiali frugali piú che dall´esibizione di soluzioni pregiate e ricercate. Gli alloggi, scientificamente concepiti ? inclusi gli arredi, prevalentemente su disegno originale - per ottimizzare le funzioni del riposarsi, del cibarsi e dell´incontrarsi, offrono comfort e ?producono? benessere. La flessibilitá e l´adattabilitá degli spazi, personalizzabili secondo le diverse esigenze d´uso, é in sintonia con i parametri del tutto nuovi dell´abitare contemporaneo che tende a sovrapporre e a mescolare le attivitá, i tempi, gli spazi, le funzioni specializzate un tempo rigidamente separate e segregate.

Hardware e software nell´edificio seicentesco

Il recupero dell´antico edificio seicentesco che, adagiato su lotto gotico, si sviluppa su quattro piani fuori terra, ha riportato la struttura alla sua originaria identitá architettonica: due volumi edilizi tra loro adiacenti, attestati perpendicolarmente al fronte stradale, ciascuno con affaccio interno su una propria corte. Il progetto ha quindi stabilito un criterio di intervento che si é dimostrato piuttosto efficace e convincente: le ?invarianti strutturali´, ovvero gli elementi che dal punto di vista storico erano essenziali e intoccabili per l´identitá dell´edificio, sono state considerate come un vero e proprio hardware all´interno del quale introdurre gli elementi utili ad attualizzare l´uso dell´edificio ottimizzandone le prestazioni da un punto di vista funzionale, impiantistico ed energetico. Si tratta di elementi leggeri, reversibili, sostituibili, come software da utilizzare quando ce n´é bisogno e da aggiornare man mano che se ne ravvisi la necessitá: é il caso, ad esempio, delle cosiddette capsule umide, ovvero i moduli dei servizi igienici, delle partizioni a secco, dei componenti impiantistici e dei dispositivi volti al risparmio energetico, dei cappotti termici e degli elementi fissi di arredo.

Spazi emotivi e interattivii

Nel corso del progetto, grazie a una serie di considerazioni condivise anche con la committenza, si é immaginato che i futuri utenti del residence sarebbero stati attratti oltre che dalla qualitá del servizio, anche dalla qualitá architettonica del residence. A tale proposito si sono voluti realizzare spazi dal forte impatto emotivo, atmosfere da sperimentare, luoghi sorprendenti in grado di proporre modi dell´abitare inusuali e interattivi. Le scelte cromatiche che differenziano le pareti interne da quelle perimetrali, le soffittature con la sguscia luminosa perimetrale, i pavimenti in resina declinati su colorazioni chiare e luminose costituiscono lo sfondo di una scena popolata da oggetti disegnati con grande cura dei dettagli che diventano protagonisti di una sorta di gioco seduttivo dell´abitare. All´utente infatti é data la possibilitá di spostare alcuni elementi architettonici e di arredo, modificarli, adattarli. Queste metamorfosi ispirano creativitá, appartenenza, ludicitá.

Il modulo cucina é costituito da un mobile attrezzato che definisce uno spazio di lavoro concluso e protetto a diretto contatto con il soggiorno. Le due grandi chele laterali lo proteggono alla vista e al contempo contengono al loro interno spazi di stoccaggio e un piccolo ripostiglio.

La grande porta a scomparsa che divide, a tutta altezza, la zona giorno da quella notte, scompare completamente nella parete assumendo valore di finitura architettonica verticale. Estratta anche parzialmente moltiplica lo spazio e crea piacevoli rimbalzi prospettici.

Le testate delle camere da letto sono attrezzate con comodini dalla forma a lambda, sollevati da terra per facilitare le pulizie, integrati con lampade Tolomeo, dotati di un sistema di aggancio che ne permette un facile spostamento quando il letto matrimoniale debba essere diviso in due letti singoli.

Nei soggiorni i grandi e comodi divani Campeggi si trasformano facilmente in letti matrimoniali senza lasciar tracce di tale metamorfosi.

Il mobile Cip&Ciop, disegnato per permetterne un uso flessibile e multifunzione, é costituito da tre elementi tra loro separabili e differentemente assemblabili: un tavolo su ruote che puó essere facilmente spostato accanto alla cucina come piano di servizio o a cavallo del letto per colazioni mattutine o confortevoli sessioni di lavoro (laptop, scrittura); una libreria e un portatelevisore con cassettiera entrambi dotati di ruote e quindi posizionabili a piacimento.

La porta rotante di accesso ai servizi igienici, progettata da Traldi e protetta da brevetto industriale, é un colpo di genio cinematografico: mettendosi al centro del semicilindro e facendola ruotare l´utente si trova all´interno del bagno senza essersi mosso. Indispensabile per i disabili (é larga 120 cm), é divertente da usare per chiunque.

Capsule umide e vene verticali

I moduli corrispondenti ai servizi igienici sono stati concepiti come vere e proprie capsule: elementi autosufficienti appoggiati all´interno dell´alloggio in posizioni tali da non ostacolare possibili future differenti aggregazioni degli alloggi. Di altezza inferiore a quella dell´alloggio, se ne coglie la presenza come elemento architettonicamente rilevante.

Le capsule umide sono sistematicamente affiancate ai moduli delle cucine: tra i due elementi é predisposta un´intercapedine tecnica, una sorta di vena verticale al cui interno corrono tutti gli impianti. Liberando gli alloggi da ulteriori vincoli impiantistici questa soluzione offre un´ampia libertá combinatoria in prospettiva di future differenti aggregazioni delle unitá abitative. Tutti gli impianti sono poi facilmente accessibili per operazioni di manutenzione, sostituzione o integrazione grazie alla rimozione di un pannello posto ad altezza d´uomo dietro ai sanitari.

Un edificio energeticamente disciplinato

Come risultato di una disciplina progettuale che integra in modo radicale le scelte architettoniche con quelle volte all´efficienza energetica dell´edificio il residence é certificato in Classe A.

L´ottimizzazione energetica di un edificio storico é stata ottenuta grazie a due fondamentali interventi: la realizzazione di un involucro edilizio capace di un elevato isolamento termico (cappotti interni con lastre in fibre di legno mineralizzate, cappotti esterni in termointonaco, serramenti con vetri camera bassoemissivi, manto di copertura ad alta efficienza termica); e l´allestimento di dispositivi a basso consumo energetico per il riscaldamento e il raffrescamento (pannelli radianti a soffitto alimentati da caldaie a condensazione e ventilazione meccanica controllata in tutti i vani). Per migliorare ulteriormente le performance energetiche sono stati predisposti dispositivi in grado di aumentare l´illuminazione naturale: camini solari posti in copertura che catturano la luce e la trasportano ai piani terra; specchi di forma convessa che riflettono i raggi solari ai piani inferiori; tende esterne in tessuto di fibra di vetro di colore chiaro che diffondono la luce del sole all´interno dei cavedi. Per il collegamento meccanico verticale ai piani, invece di un tradizionale ascensore é stato predisposto un montapersone. Dai consumi di esercizio molto contenuti ma relativamente lento, induce l´utente a utilizzarlo solo in casi di effettiva necessitá, promuovendo piuttosto il moto fisico che, per un edificio di tre piani ci sembra essere piú che sostenibile. Pannelli fotovoltaici sono stati predisposti in copertura. Le lampade del vano scale sono dotate di led che garantiscono un basso consumo energetico e una durata di esercizio molto elevata.

Alessandro Traldi

Bolognese, Alessandro Traldi si laurea in architettura allo IUAV di Venezia. Dopo una collaborazione con Renzo Piano fonda l´Atelier Traldi, prima a Genova e dal 1987 a Milano dove vive e lavora. Si occupa di progettazione architettonica, urbana e di industrial design. Tra i suoi lavori il porto turistico di Loano (Sv), un edificio per uffici con galleria commerciale a Dakar, l´ampliamento della galleria del vento dello stabilimento Ferrari a Maranello, la fondazione Vedova a Venezia, il nuovo teatro di Vibo Valentia. Attuamente sta lavorando sul teatro Verdi di Ferrara, l´Istituto di genetica molecolare del Policlinico di Milano e il polo scolastico di Massalengo (Lo).

Residence I masCa´

Superficie complessiva: 700 mq

Committente: Mask51, Bologna

Progetto architettonico, coordinamento generale e direzione artistica: Atelier Traldi, Milano (Arch. Alessandro Traldi; collaboratori Giuseppe Guglielmino, Inés Mori,Giuseppe Tonelli, Davide Olivieri, Andrea Amighetti

Progetto strutturale, impiantistico ed energetico: Ricerca&Progetto, Galassi, Mingozzi e associati, Bologna (Ing. Angelo Mingozzi, Ing. Sergio Bottiglioni, Ing. Raffaele Galassi, Ing. Antonio Guarnaccia)

Direzione lavori: Ing. Alberto Presti, Bologna

General Contractor: Tecnologie per Abitare srl, Bologna

Arredi su misura: ArredoLogicontract srl, Toscanella di Dozza (BO)

Cronologia

Progettazione: Gennaio ? Giugno 2007

Inizio Lavori: Ottobre 2007

Fine Lavori: Aprile 2009



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