RICOSTRUZIONI, UNA GRANDE MOSTRA IN TRIENNALE

29/11/2018

RICOSTRUZIONI, UNA GRANDE MOSTRA IN TRIENNALE
L´Aquila, 2018, foto Giorgio Santise

Architettura, urbanistica e territori ritornano in Triennale a Milano con la grande mostra esplicitamente intitolata ‘Ricostruzioni. Architettura, città e paesaggio nell’epoca delle distruzioni’ a cura di Alberto Ferlenga e Nina Bassoli, dal 30 novembre al 10 febbraio 2019.

Se il percorso espositivo si apre con la riproduzione di una panoramica di Palmira, ritratta nel 1743, dove la distruzione si accanisce anche sulle rovine, è sull’Italia che la mostra si concentra. Dove la convivenza con la distruzione è stata – scrive Alberto Ferlenga presentando la mostra – uno degli ingredienti sulla base dei quali il Paese ha costantemente rinnovato il suo patrimonio d’arte.

Il Palazzo dell´Arte, sede della Triennale di Milano, dopo i bombardamenti del 1943

 

Perché ogni distruzione è anche un’opportunità e ogni ricostruzione anche “una forma di risarcimento offerto dal dissesto alle sue vittime”, ma anche perché per ricostruire occorrre conoscere, sapere cosa c’era prima e la sua genesi, e in Italia abbiamo imparato molto bene a farlo. 

Dal terremoto di Messina del 1908 ai piani “di regolazione” per i paesi del Veneto e del Friuli Venezia Giulia immaginati in forme modernissime dopo la fine della Grande Guerra lo sguardo corre così alle ricostruzioni del secondo dopoguerra, avviate già nel marzo del 1945 con il concorso per il progetto del memoriale delle Fosse Ardeatine e proseguite in tempi rapidissimi con i nuovi ponti sull’Arno di Firenze, il ponte San Niccolò dalle linee moderne disegnato da Riccardo Morandi e il ponte a santa Trinità, ricostruito invece ‘com’era dov’era’ recuperando dal fiume i pezzi rimasti e le statue che lo ornavano.

Sacrario delle Fosse Ardeatine, gruppo diretto da G. Perugini e M. Fiorentino, 1945, modello.

 

Ampiamente documentate con fotografie, modelli, video e disegni, molti dei quali inediti, le ricostruzioni seguite alle grandi sciagure nazionali, dal Polesine 1951 al Vajont 1963 e poi ancora al Belìce, al Friuli, all’Irpinia per arrivare ai casi ancora aperti, da L’Aquila all’Emilia al Centro Italia. 

Veduta delle rovine di Palmira, dipinto di G. Hofstede van Essen, 1693, museo Allard Pierson, Amsterdam

 

Sciagure o disgrazie evitabili? Se fino a pochi decenni fa la domanda non si poneva, i cambiamenti climatici e i segni evidenti del dissesto del territorio oggi rendono urgente una riflessione sulle tecniche costruttive e sulle capacità di resilienza che l’ambiente costruito dovrebbe assumere a partire dal progetto e dalla pianificazione territoriale. 

Tra le centinaia di documenti storici raccolti – fotografie, modelli e disegni esposti nell’allestimento ‘da cantiere’ progettato da Filippo Orsini – anche ‘stanze’ che documentano situazioni di Paesi stranieri: dalle distruzioni belliche nel Regno Unito e in Germania ai progetti di ricostruzione di Álvaro Siza dopo l’incendio di Lisbona del 1988, dal Giappone al progetto di Aravena-Elemental per Constitución e a New Orleans dopo l’uragano Katrina.

Infine, una selezione delle oltre 300 proposte tra progetti, ricerche e iniziative raccolte attraverso una call durante i mesi di preparazione della mostra si offre come un laboratorio aperto, che pone ulteriori interrogativi sul ruolo degli architetti e della cultura architettonica nella ricostruzione.

Piero Bottoni, schizzo per il quartiere QT8, 1947

 

Tra gli sponsor tecnici della mostra il Consorzio Marmo Botticino, con un’installazione di Vincenzo Latina, e Terreal SanMarco, che espone un prototipo di elementi prefabbricati in laterizio rinforzati con elementi metallici, risultato di una sperimentazione per interventi di ricostruzione con riduzione del rischio sismico. 

 

Ricostruzioni. Architettura, città e paesaggio nell’epoca delle distruzioni

 

La Triennale di Milano

30 novembre 2018 – 10 febbraio 2019

mar - dom ore 10:30 - 20:30

 

A cura di Alberto Ferlenga e Nina Bassoli

con Claudia Gallo e Jacopo Galli

Progetto di allestimento: Filippo Orsini

Progetto grafico: Origoni Steiner architetti associati 

 

ingresso: 10 euro

Milano, mostra della Ricostruzione all’ex-Arengario, 1945



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