Riflessioni culturali

25/09/2013

Riflessioni culturali
La copertura verde della mediateca appare come un’estrusione della piazza (foto ©Marsan Agglomération)

Con rigore geometrico, acciaio e vetro sollevano letteralmente la vecchia piazza d’armi trasformandola nella mediateca di Mont-de-Marsan, luogo di conoscenza per la comunità. 

La Francia è Parigi, si diceva un tempo, confrontando la scarsa densità urbana dell’hexagone con quella italiana. Ma non è vero, almeno per quanto riguarda l’architettura, fin dagli anni Settanta promossa da istituzioni centrali e amministrazioni locali. Un impegno che ha favorito l’emergere di grandi talenti, francesi e stranieri (anche italiani). Il recente nuovo Louvre di SANAA si trova a Lens, una cittadina di 35mila abitanti nel Pas de Calais. Un altro esempio è Mont-de- Marsan, capoluogo del dipartimento della Lande. 32mila abitanti, unico cittadino illustre Alain Juppé, sindaco di Bordeaux dopo essere stato per breve tempo ministro degl esteri. Qui lo studio Archi5 ha realizzato la mediateca di questo servizio, un segno culturale forte senza essere monumentale. Al centro delle caserme Bosquet, il nuovo edificio dialoga con le austere costruzioni militari attraverso il rigore della pianta (60 metri x 60) e riflettendone le facciate sulla pelle vetrata dell’involucro. La piazza, con una lieve ma significativa rotazione, sottolinea la contemporaneità dell’intervento. In questa geometria, il tetto verde dell’edificio appare come un’estrusione del tappeto erboso che lo circonda e la cui pendenza, creata anche per accogliere il parcheggio sotterraneo, induce a sollevare lo sguardo. 

 

Al piano terreno la trasparenza, lo spazio interno completamente libero e la pavimentazione uniforme confermano l’impressione di trovarsi in una piazza coperta anziché all’interno di un edificio. Un patio centrale, la cui forma evita l’arbitrarietà ispirandosi all’arte e alla natura (la pianta si rifà alle foglie d’acanto di Matisse, l’inclinazione delle pareti ricorda i vasi di Alvar Aalto, i piccoli pali in acciaio che sorreggono le lastre curve in vetro sporgono in copertura come un boschetto di arbusti), ordina le diverse aree dell’open space, aumenta l’apporto di luce naturale e offre agli utenti un’intima sala di lettura all’aperto in continuità visiva con la mediateca. In un’epoca in cui l’informazione è ubiqua e incontrollata, la convinzione di Archi5 è che i contenitori pubblici di sapere debbano concentrarsi sulle persone più che sugli oggetti-libro diventando luoghi democratici di condivisione per la comunità, motori aggreganti di eventi e di forme di intrattenimento (possibilmente intelligenti). Forma e trasparenza della mediateca di Mont-de-Marsan denunciano questa convinzione; il successo che ha riscosso tra i cittadini dallo scorso dicembre, mese dell’apertura, ne confermano la bontà.  

Località Mont-de-Marsan, Francia
Committente Communauté d’agglomération du Marsan
Architetti Archi5 con B. Huidobro
Strutture Mizrahi
Ingegneria acustica Tisseyre & Associés
Progetto e realizzazione 2007/2012
Superficie totale netta 4.750 mq
Parcheggio seminterrato per 80 vetture
 
 

VETRO, ACCIAIO E SEDUM

Strutturali e autoportanti, i profili d’acciaio di montanti e traverse formano una griglia a losanghe di m. 4,5 x 3 controventata all’altezza della soletta del mezzanino che sostiene direttamente le vetrate (540 mq per ogni facciata), fissate in maniera puntuale. Alle ragioni architettoniche, la copertura in sedum e graminacee della Mediateca aggiunge valide motivazioni energetiche e ambientali, contribuendo all’isolamento termico e acustico dell’edificio e alla ritenzione delle acque piovane. Oltre alla copertura vegetale, contribuisce all’isolamento dell’edificio la doppia pelle vetrata alle facciate Sud e Ovest. Le intercapedini della doppia pelle accumulano e restituiscono calore in inverno mentre in estate, mediante aperture superiori regolate da termosonde, contribuiscono al raffrescamento. Quasi sempre in ombra, in estate anche il patio interno contribuisce a raffrescare l’ambiente. Infine, il corpo interno dell’auditorium affacciato a sud e gli archivi al livello +1 esposti a ovest contribuiscono a creare spazi tampone che limitano la diffusione del calore proveniente dalle vetrate.


 


 


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