RIGENERAZIONE, LA FACCIATA PLUG&PLAY

26/10/2017

RIGENERAZIONE, LA FACCIATA PLUG&PLAY

La facciata Plug&Play studiata da Progetto CMR è la prima facciata che si installa senza dover abbandonare l’edificio, in tempi di installazione dimezzati e semplificando la vita degli occupanti.

L’ha presentata settimana scorsa Massimo Roj, amministratore delegato della società milanese di progettazione integrata, al convegno La città del futuro, organizzato da Rebuild e Assolombarda.

Come è emerso anche dall’incontro, il patrimonio costruito delle nostre città per tre quarti è formato da edifici che hanno più di 40 anni e per più dell’85% in classe energetica D. La maggior parte degli uffici si colloca in classe G: il contrario dell’edificio efficiente e performante che chiede la committenza, e infatti l’indice di vacancy degli uffici è pari al 31% dell’offerta.

La facciata Plug&Play presentata a Milano è un modulo interamente prefabbricato che integra involucro, impianto di climatizzazione, cablaggio e una schermatura solare che può integrare anche pannelli fotovoltaici per l’autoproduzione di energia. Si tratta di un vero e proprio sistema per il quale Progetto CMR ha sviluppato un abaco di diverse soluzioni, con frangisole orizzontali o verticali, doppi o tripli vetri, porzione opaca in vetro smaltato anch’essa orizzontale o verticale. Le misure dei moduli sono adattabili al passo strutturale e alla maglia di pianificazione esistente.

L’installazione, già sperimentata – Roj ha presentato due casi di studio, una palazzina uffici a Roma e l’intervento di riqualificazione del business park di via Caldera a Milano – prevede, molto semplicemente, la delimitazione interna dell’area interna prossima alla facciata, la rimozione di quella esistente e la sua sostituzione con i moduli Plug&Play.

I moduli di facciata, prodotti da Focchi, sono altamente performanti e in grado di portare un edificio dalla classe F alla classe A, riducendo fino all’80% il fabbisogno energetico per la climatizzazione e del 55% le emissioni di CO2. Il minore impatto sul cantiere e il dimezzamento dei tempi di installazione, realizzata interamente a secco, abbattono altresì l’impatto ambientale del cantiere stesso.



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