SERPENTINE 2020, IL PROGETTO DI COUNTERSPACE

10/02/2020

SERPENTINE 2020, IL PROGETTO DI COUNTERSPACE
Render del progetto di Counterspace per il Serpentine Pavillion di quest´anno (courtesy Serpentine Galleries)

Affidato al team tutto femminile Counterspace di Johannesburg – Sumayya Vally, Sarah de Villiers e Amina Kaskar – il progetto per il padiglione estivo 2020 – il ventesimo della serie – della Serpentine Gallery.

Con un processo di addizione, sottrazione, sovrapposizione e congiunzione di forme architettoniche il progetto di Counterspace darà vita a una raccolta di spazi della Londra contemporanea ma meno glamour, in particolare di luoghi destinati ai migranti e altre comunità periferiche.

Alcune piccole parti mobili, prima di raggiungere i Kensington Gardens, stazioneranno in punti diversi della città come elementi dell’ambizioso programma multimediale Back to Earth, che solleva domande sulla capacità dell’architettura di creare spazi che ci consentano di essere interconnessi e non segregati, di promuovere il benessere e di evolvere, in sintonia con le modificazioni ambientali.

L´interno del prossimo Serpentine Pavillion (render courtesy Serpentine Galleries)

 

La costruzione prevede il ricorso a un mix di materiali innovativi come i mattoni K-briq (prodotti senza cottura con materiale proveniente per il 95% dal riciclo di materiali da costruzione e demolizione) o apparentemente low-tech come il sughero. 

Del progetto la lead architect Sumayya Vally di Counterspace dice: «il padiglione stesso è concepito come un evento dove, nel corso della sua durata, convergeranno forme provenienti da parti diverse di Londra. Forme che rappresentano l’imprint di luoghi, spazi e fabbricati che hanno fatto della cura e del sostegno verso il prossimo parte dell’identità della città. Una ricostruzione che è fatta delle frammentazioni, dei gradienti e delle differenze di colori e materiali tra i diversi elementi del padiglione ma che risulta immediatamente percepibile come tale. Girandoci intorno mostra continuità e coerenza ma ad ogni svolta si colgono diversità e variazione come componenti essenziali dell’intento progettuale». 



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