SOUNDSCAPE, LA POESIA DEL VETRO CHE SUONA

17/04/2018

SOUNDSCAPE, LA POESIA DEL VETRO CHE SUONA

Tra le installazioni più suggestive della Milano Design Week allestite nei magazzini sotto i binari della Stazione Centrale – organizzate da Ventura Centrale – c’è Soundscape di AGC Asahi Glass, la miultinazionale giapponese del vetro che quest’anno compie 111 anni di vita. 

Non è la prima volta che le installazioni di Agc sono legate ai cinque sensi e che rappresentano l’espressione ‘artistica’ di un programma di ricerca e sviluppo che esplorando i confini tra design e tecnologia mira a sviluppare nuove applicazioni per il vetro.

In Soundscape, sviluppato in collaborazione con l’architetto giapponese emergente Motosuke Mandai, dalla trasparenza del vetro nascono suoni che ricreano a loro volta una inedita esperienza uditiva per i visitatori. È proprio il vetro, materiale utilizzato da sempre per finestre, costruzioni edili, luci, complementi d´arredo e altri elementi di design, che ha reso possibile la realizzazione di questo concetto di paesaggio sonoro.

Soundscape, ph. ©Akihide Mishima

Da ogni singolo frammento di vetro disperso vengono diffusi suoni naturali come il canto di un uccello, il mormorio di un fiume, il frangersi delle onde. Sonorità e realtà acustiche diverse secondo l’orecchio di chi ascolta e del punto dove vengono diffuse. I suoni sonoottenuti da registrazioni sul campo. 

«Abbiamo creato uno spazio nel quale il tempo sembra fermarsi– spiega Mandai – con una grande lastra di vetro che è stata frammentata e disseminata nell´aria. Il tutto è pervaso da un senso di bellezza effimera che si sperimenta quando, in una frazione di secondo, il vetro è in tensione e alla fine viene liberato dal suo equilibrio strutturale. Soltanto i suoni permangono, muovendosi dolcemente mentre il tempo resta immobile: i suoni di questi numerosi frammenti di vetro che si ricompongono in sensazioni sonore tridimensionali, dando vita a un nuovo paesaggio sonoro. Il suono cade dall´alto come la pioggia, scorre nello spazio come un fiume, si solleva come le onde del mare, formando all´interno di questo ambiente pieno di vetro traslucido "stanze" invisibili di suono. Sovrapponendo questi due elementi – il vetro trasparente sospeso con grazia nell´aria e i suoni che sottilmente fanno vibrare quell´aria invisibile – abbiamo individuato nuove possibilità espressive per quel materiale effimero, delicato e pieno di bellezza che è il vetro».

Soundscape, ph. ©Akihide Mishima

 

Oltre alle lastre di vetro sospese – di peso variabile tra i 4 e i 24 kg – e alle registrazioni, la realizzazione tecnica è resa possibile dall’uso di due diversi tipi di oscillatori, una applicato direttamente alla superficie del vetro e l’altra collocata a distanza, che diffonde vibrazioni tramite alcune corde.

Una ‘listening room’ separata, con tre tipi di vetro – a specchio, trasparente e ad isolamento acustico – permette di sperimentare la tecnologia sottostante l’installazione.

video

Il vetro che suona progettato da AGC Asahi Glass rappresenta una nuova tipologia di vetro laminato caratterizzato dalla sovrapposizione di due lastre di vetro con uno speciale strato intermedio. Questi tre strati riducono il fenomeno della risonanza consentendo di riprodurre un suono stabile e pulito in una vasta gamma di frequenze. L´azienda ha creato questo nuovo materiale con l´obiettivo di ottenere un suono di alta qualità usando come mezzo il vetro.

 

 

Motosuke Mandai

Dopo aver completato la Scuola di Studi Superiori dell´Università di Tokyo nel 2005 e dopo aver lavorato nello studio di architettura Junya Ishigami Associates, Mandai fonda nel 2012 lo studio di design Mandai Architects. Dal 2012 al 2015 è Design Assistant alla Scuola di Studi Superiori della Yokohama National University. Dal 2016 è docente part-time presso l´Università di Tokyo. Ha ricevuto numerosi premi tra cui il DSA Spatial Award Grand Prix e il JCD Design Award´s Gold Prize.



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