Complessitá come sfida

07/09/2010

Complessitá come sfida
Un´immagine della centrale idroelettrica di Winnebach

Creativitá e funzionalitá. Estetica ed efficienza. Impegno verso un obiettivo comune, preciso e ambizioso allo stesso tempo: affrontare la complessitá, "giocando" con i limiti. Limiti che "fondamentalmente non esistono". Una formula che distingue lo studio monovolume architecture+design fondato nel 2003 a Bolzano da Patrik Pedó e Juri Pobitzer.

Nati in Alto Adige, i due architetti hanno studiato all´universitá di Innsbruck; da allora hanno iniziato ad elaborare progetti insieme. I risultati ottenuti con la partecipazione a diversi concorsi nazionali hanno consolidato l´intesa professionale e quindi costituito l´esordio del percorso comune che li ha portati alla creazione di monovolume. In appena sette anni di attivitá hanno giá disegnato numerosi lavori di successo. Lo studio oggi é composto da una decina di collaboratori e sviluppa progetti che spaziano dal design di interni all´edilizia, dalla costruzione di ponti alle centrali idroelettriche. Il nostro breve incontro con Patrik e Juri inizia proprio esaminando il progetto della Centrale idroelettrica di Winnebach a Villetta (BZ). Il cliente - la societá di fornitura dell´energia SEL Spa - aveva esigenze funzionali chiarissime e restrittive e uno spazio disponibile assai limitato. Esisteva giá un progetto di massima e pertanto si richiedeva solo una sorta di make-up della facciata esterna per "nascondere" il manufatto. La sfida per monovolume é stata invece quella di ripensare interamente l´edificio, facendo dell´architettura stessa, nella sua purezza stereometrica la soluzione del problema. é nato cosí un piccolo edificio interamente in cemento armato faccia a vista, incastonato nel pendio della roccia, di cui ricorda la geometria. Le pareti inclinate dell´edificio proteggono l´ingresso dall´eventuale caduta di piccoli massi dalla parete retrostante e consentono di eliminare la pensilina di ingresso. Lastre di vetro float stratificate e guide di acciaio Corten inserite nel cemento si snodano tutto attorno all´edificio e ricordano crepe e venature naturali, mentre le porte in Corten posizionate a filo delle pareti esterne suggeriscono variazioni di colore. Per renderle meno omogenee e piú conformi a un disegno materico non industriale le pareti in cemento armato sono state lavorate a macchina.

All´interno della centrale si trovano le due turbine, una gru per il sollevamento delle macchine da sottoporre a manutenzione, una sala cavi posta sul retro, una vasca di controllo per la condotta forzata, oltre ad un magazzino. Trattandosi di un edificio industriale dove non é prevista la presenza fissa del personale, in quanto il controllo avviene telematicamente, i due architetti sono stati liberi di scegliere una struttura in cemento armato a vista non coibentata senza doversi preoccupare di problematiche relative al risparmio energetico.

Dal pubblico al privato: monovolume si é misurato con i problemi posti dalla ristrutturazione e dall´ampliamento di un´abitazione datata anni Settanta. Il progetto di Casa Pedó, del fratello di Patrik, realizzato nel 2008, é partito dal liberare la pianta, creando un flusso spaziale tra sala da pranzo e soggiorno. Verso l´esterno é stata realizzata un´ampia apertura "scenica", che porta la distesa dei vigneti della vallata a far parte del soggiorno. Tutti i serramenti sono stati sostituiti ed é stato coibentata sia la copertura sia le pareti esterne. Un´attenzione particolare é stata posta alla scelta dei colori e ai materiali, limitandoli al minimo per far risaltare soltanto alcuni elementi. L´illuminazione, calibrata attraverso l´uso della domotica, consente scenari diversificati adattabili ad ogni esigenza.

Linee essenziali e pulizia formale a confronto con esigenze funzionali precise, dettate da logiche di tipo commerciale: questo il tema affrontato nel terzo lavoro di Patrik e Juri nella Parafarmacia del centro di Appiano. Nel progetto il design degli elementi di arredo, dalle linee arrotondate e avvolgenti, permette di collocare in maniera ben visibile un gran numero di prodotti su scaffali in uno spazio ristretto. L´ampio bancone centrale a forma di L, realizzato in Corian scatolato e termoformato, garantisce la piena discrezione nella consulenza individuale ai clienti. Scaffali pivotanti hanno nicchie per presentare prodotti selezionati sul lato verso la vetrina e mensole a giorno per i prodotti in vendita in negozio. Domina su tutto il bianco, che esalta i colori delle scatole e dei flaconi disposti sugli scaffali.

Attualmente Patrik Pedó e Juri Pobitzer hanno in cantiere due ville bifamiliari, una nuova centrale idroelettrica e la sede aziendale Hans Klotz srl nella provincia di Bolzano. Nuove sfide tra architettura e design, ponendo al centro "l´uomo" con le sue esigenze ma mettendo sempre in discussione tradizione e abitudini al fine di trovare concetti d´uso sorprendenti, sequenze spaziali interessanti e possibilitá d´impiego diverse. Il risultato é legato alla collaborazione fattiva tra il committente e il progettista.

STUDIO MONOVOLUME

Patrik Pedó é nato a Bolzano nel 1973. Laureato in architettura presso l´universitá di Innsbruck (relatore della tesi di laurea: prof. arch. Kjetil Thorsen - Snoetta) e presso l´universitá La Sapienza di Roma, ha collaborato con diversi studi di architettura a Bolzano, Innsbruck e nello studio dell´architetto Volker Giencke a Graz, prima di fondare monovolume nel 2003.

Juri Pobitzer é nato a Merano nel 1974. Laureato in architettura presso l´universitá di Innsbruck (relatore della tesi di laurea: prof. arch. Kjetil Thorsen ? Snoetta), ha collaborato con diversi studi di architettura a Merano, Innsbruck e Graz (prof. arch. Volker Giencke) e nel 2003 ha fondato insieme a Pedó monovolume.



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