TADAO ANDO AL CENTRE POMPIDOU

28/12/2018

TADAO ANDO AL CENTRE POMPIDOU
Tadao Ando, la chiesa sull´acqua, 1988, foto ©Yoshio Shiratori

Si conclude tra pochi giorni, il 31 dicembre, al Centre Pompidou la grande retrospettiva dedicata a Tadao Ando (Osaka, 1941), l’appassionato autodidatta che abbandonò la boxe per l’architettura e che dal 1969, incurante sia delle mode formali sia delle sirene della tecnologia, progetta con una sobrietà e una cura del dettaglio che ci affascina, così come ci emoziona ogni volta accarezzare le lisce pareti di cemento che vengono realizzate sotto la sua stretta sorveglianza. 

E del resto egli stesso ritiene che l’architettura abbia «una stretta relazione con il corpo umano» se non altro perché è fatta per essere usata dagli esseri umani e in questo senso dev’essere capace di «dare un senso di gioia, altrimenti i nostri corpi non ne saranno attratti».

Un’architettura fatta di proporzioni e di luce, che Ando ha scoperto essere «la sola materia in cui risiede la speranza» osservando le chiese romaniche. Ed è stato il riuscito tentativo, con ogni progetto, di creare opere capaci di restare per sempre impresse nell’anima delle persone, che gli è valso il Premio Pritzker nel 1995.

Casa Koshino, 1981, foto ©Tadao Ando

 

Al Beaubourg sono in mostra ben 300 progetti che Tadao Ando ha sviluppato in 55 anni di carriera, dalla Azuma House a Sumiyoshi (1976) alla famosissima ‘Chiesa di luce’ (1989) al progetto della Bourse de Commerce (che il Comune di Parigi ha affittato a Francois Pinault per farne un centro d’arte contemporanea e che sarà completato nel 2019).

Di 50 di questi progetti sono esposti anche 70 modelli originali, 180 disegni e numerosi slide show organizzati attorno ai quattro principali criteri di lettura scelti: la forma basica dello spazio; la sfida urbana; le origini del paesaggio; il dialogo con la storia.

Centro culturale di Liangzhu, 2015, foto © Vanke 

 

Al centro della mostra Naoshima, un’installazione rappresentativa del dialogo dell’architetto con i paesaggi naturali dell’omonima isola giapponese: i suoi caratteri distintivi sono interpretati da schizzi a matita, taccuini di viaggio e fotografie realizzati da Ando e mai esposti prima in Europa.

 

La mostra è accompagnata da un catalogo di 256 pagine che illustra 70 dei suoi più importanti progetti, redatto dal curatore della mostraFrédéric Migayroue copubblicato da Flammarion, Editions du Centre Pompidou e Bourse de Commerce/Collection Pinault.

Modello del progetto per la Bourse de Commerce, in corso (foto © Tadao Ando Architect and Associates)

 




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